Chiedono sicurezza e la sindaca gli ride in faccia

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«Ormai non dormo più». Queste le parole che Roberta continua a ripetermi. «Per questo non voglio più stare zitta, mi sto esponendo per la rabbia e l’esasperazione, ma è impossibile continuare ad andare avanti facendo finta di niente!».

Al telefono la signora Brio racconta ancora con molta agitazione i terribili fatti che l’hanno portata a rivolgersi all’UNAVI Unione Nazionale Vittime: «Abito a Bosconero insieme a Lorenzo dal giugno del 2015, questo piccolo paesino in provincia di Torino, nel basso canavese, e già da un po’ di tempo, prima del fatidico 12 luglio del 2015, succedevano cose molto spiacevoli, come l’uccisione di uno dei nostri due cani».

Roberta e Lorenzo erano già a letto quando, intorno alle 2.25 della notte del 12 luglio 2015, venivano svegliati dal loro cane che abbaiava in modo strano: «Senza neppure vestirci siamo scesi, al buio, al piano di sotto. Ho visto Lorenzo fermarsi proprio dinanzi  alla porta che va in cucina e, accortosi della luce di una torcia, ha urlato fortissimo. Immediatamente due uomini lo hanno aggredito selvaggiamente e con una violenza inaudita gli hanno spaccato una torcia metallica sulla faccia! Avevano un accento slavo ed erano a volto scoperto, uno di loro era anche a petto nudo! Io ero dietro di lui e senza  pensare sono tornata su per chiedere aiuto. Non avevo il telefono con me perché lo avevo lasciato al piano terra per ricaricare la batteria e loro avevano chiuso tutte le porte. Così sono andata sul balcone e ho cominciato a urlare più forte che potevo».

Sentendo l’urlo di Roberta i vicini accorrono, nel frattempo qualcuno si premura di avvisare l’ambulanza e i carabinieri. Lorenzo ha il volto completamente ricoperto di sangue: «Hanno minacciato di morte Lorenzo e uno dei rapinatori ha preso la mia borsa, dentro c’erano i documenti e venti euro, è scappato saltando il cancello. Tutto questo per venti euro!»

Non riesce a darsi pace Roberta, nella sua voce ancora lo sgomento, da quel momento inizia la via Crucis di Lorenzo: dopo l’aggressione, l’uomo viene ricoverato all’ospedale di Chivasso per lesioni gravi e il setto nasale fratturato. Purtroppo intervento non è riuscito e nell’ottobre del 2016 deve tornare sotto i ferri. Tuttora continuano i problemi di Roberta e Lorenzo e da allora la vita per loro non è più la stessa.

Dopo un paio di mesi, alcuni dei componenti della banda di rapinatori albanesi, autori di diversi colpi nel torinese, sono stati arrestati e riconosciuti tramite le foto segnaletiche: «Questo non ci ha tranquillizzato affatto, considerato che non stati presi tutti i rapinatori. Abbiamo chiesto alla benemerita sindaca di questo paese, venuta a casa nostra il giorno dopo, di installare le telecamere. Ci ha risposto che era dispiaciuta, ma che non avremmo dovuto reagire! A settembre di quest’anno i ladri sono venuti in pieno giorno, ma grazie a Dio, non eravamo in casa. Siamo terrorizzati. Sono tornata nuovamente dalla sindaca, che però non ci riceve e ci fa sapere che non metterà le telecamere perché Bosconero è un paese tranquillo. Non è così! I furti si susseguono! Nei paesi circostanti sono state installate le telecamere, perché lei non le vuole? Non capiamo questo comportamento. L’ultima volta che abbiamo provato a parlarle ci ha riso in faccia. Abbiamo anche raccolto più di mille firme su tremila abitanti per richiedere le telecamere. Siamo esasperati dalla totale indifferenza dell’amministrazione comunale, che con questo atteggiamento ci fa sentire indifesi e non protetti» 

La rubrica di OFF #legittimadifesa è un’iniziativa in collaborazione con
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2 Commenti

  1. Oltreché stupida, la sindachessa é un essere ignobile ed indegno di ricoprire quella carica. Fa la pari col vigile che contesta all’utente: non sono pagato per essere educato.

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