Il “Tempo sospeso” di Natino Chirico tra arte, cinema e natura

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Giocatori di golf_2017_30x30_acrilico e tcnica mista su tela
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A tre anni dalla sua ultima personale – e reduce da un’importante mostra a Sydney – Natino Chirico torna ad esporre a Roma per presentare le sue opere più recenti, con soggetti inediti per il pubblico romano. Sempre fedele alla sua originaria tensione figurativa, ma spinto dal bisogno di percorrere strade nuove, l’artista non si è infatti fermato al pur amatissimo mondo del cinema. Ha quindi indagato altre realtà e altri soggetti.  Dal Tuffatore dell’omonima tomba di Paestum, allo sport nelle metropoli moderne, alle forme geometriche.

Da tempo presente da protagonista sulla scena artistica nazionale e internazionale, Natino Chirico è nuovamente ospite della Galleria SpazioCima, sita in via Ombrone 9, Roma. “Tempo sospeso” è il nome della sua nuova personale, che proseguirà sino a venerdì 17 novembre, curata da Roberta Cima e organizzata con Giuliano Graziani e Laura Piangiamore

Un caleidoscopio di colori, un tripudio di forme, un’esplosione di energie e di rimandi alle principali correnti stilistiche del Novecento. Confini netti e pennellate sicure, tra il detto e il semplicemente espresso, con colori caldi che rompono il silenzio, e con rimandi più o meno taciti alla natura, alla vita, alla quotidianità. Un omaggio anche al cinema, ai grandi miti senza tempo, con opere a colori che omaggiano chi abbiamo conosciuto e amato soprattutto in bianco e nero, come Charlie Chaplin, Anna Magnani e Federico Fellini.

L’artista nasce nel 1953 a Reggio Calabria. Per i suoi studi si trasferisce prima Milano, poi a Roma: a Brera segue Domenico Cantatore, mentre all’Accademia di Roma è allievo di Franco Gentilini e Arnoldo Ciarrocchi. Inizia a esporre nel 1973, evidenziando subito una personalità forte e doti artistiche di rilievo. Negli anni più recenti emerge, nel campo del disegno, la sua grande capacità di ritrattista, mentre nella pittura il cinema resta il tema preferito.

Il rapporto di Natino con il cinema nasce nella sala parrocchiale deve da bambino andava a vedere i suoi primi film e dove la sua fantasia prendeva il volo immedesimandosi negli eroi dei kolossal storici. Il mondo del cinema diventa protagonista di un lungo periodo della sua produzione artistica a partire da una serie di lavori commissionati per i 100 anni del cinema, che lo hanno portato a ritrovare in alcuni grandi protagonisti motivi di particolare interesse espressivo. In Fellini la fantasia, il sogno; nella Magnani la forza e la dignità delle donne; in Chaplin il genio del ‘900 e la dignità del lavoro.

«Il titolo di questa mostra – spiega Chirico – viene dal mio lavoro di quest’ultimo periodo, che vede emergere nel mio immaginario forme primarie -il cerchio, l’ovale- e rarefarsi il colore. E questa è la mia risposta a un oggi incerto, che richiede riflessione e ritorno a elementi/valori di base, come a raccogliere le forze e le idee per un nuovo scatto in avanti. Quindi un “tempo sospeso”, ma gravido di nuove espressioni».

E nel testo critico del catalogo Valeria Arnaldi scrive: “A valori antichi e forme primigenie Natino regala nuove luci. Brillanti. Preziose. Non prive di ombre. Perché è proprio lì, ancora una volta nel contrasto tra la perfezione algida, nell’assolutezza dell’idea, e la sua rappresentazione umana, appassionata e volutamente “segnata” da schizzi di colore che sono indice della velocità di pensieri ed azioni, che riposa il segreto di un Bello condiviso e, soprattutto, condivisibile”.