Con gli assemblage pittorici di Luca Piccini entriamo in mondi mai visti

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Luca Piccini, Asta Diva

L’artista di Firenze Luca Piccini non è un pittore comune, visto e considerato che con le sue opere egli vuole illustrare dei veri e propri racconti, che di norma vedono come protagonisti personaggi esistenti o d’invenzione. Per fare questo l’autore crea dei veri e propri assemblage, utilizzando per i suoi lavori oggetti e documenti, da cui egli parte per dare poi vita alle sue opere pittoriche.

Piccini ci parla così di personalità del mondo del cinema, come accade, per esempio, per Asta Nielsen, che raffigura nel lavoro “Asta Diva”, giocando così con l’assonanza “Asta/Casta”. In questo contesto l’attrice d’inizio Novecento, ricordata per la sua intensa carica sensuale, è rappresentata nel look tipico dell’epoca, guardando fissa davanti a sé un immaginario spettatore con uno suo sguardo decisamente perforante. Nello sfondo Piccini ha posto, e questo accade per molte delle sue opere, ritagli di vecchi giornali, che in qualche modo ricreano un’atmosfera che ci riporta nel passato. Emerge qui il gusto dell’autore nell’arte del collage e dell’assemblaggio, dove gli elementi materici applicati si uniscono molto bene alla superficie dipinta con grande gusto.

In “Butterfly Sad Song” il toscano ci racconta invece il classico soggetto del melodramma pucciniano, rievocando la vicenda che lega Cio Cio-san al tenente americano Pinkerton, che in seguito ad avere sposato in Giappone la giovanissima ragazza, non ancora maggiorenne, si allontana da lei per andare negli Stati Uniti, compiendo il suo ritorno solo anni dopo per togliere a Butterfly il figlio avuto da lei, dolore che condurrà la donna al suicidio. Piccini in questo caso divide il quadro in due parti: in una troviamo il tenente, la bandiera degli Stati Uniti e la nave militare, nell’altra la giovane con la bandiera nipponica. Sullo sfondo si leggono anche frasi di amore in italiano, scritte in lingua giapponese e un pezzo di spartito musicale. Anche in questo caso dunque il pittore fiorentino ci racconta una storia tramite un misto di dipinto e collage, con il quale riesce a illustrare in modo evocativo un racconto, come del resto riesce a toccare la nostra sensibilità umana e artistica, proprio perché gli oggetti da lui scelti alfine di costruire l’opera assumono una valenza poetica, emessa dalla stessa storia in loro insita. Unendo questi alla dimensione coloristica e pittorica, Luca Piccini trova una soluzione particolare, che ci permette d’immergerci in mondi nuovi.