La grande bellezza di Roma “barzotta”

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“#Roma Barzotta 2”, Avagliano Editore La cronaca fotografa accuratamente la realtà. Senza filtri. E spesso lo fa cristallizzando i fatti in poche righe, lasciando alle emozioni la possibilità di trapelare nella scelta puntuale delle parole da parte del cronista. Davide Desario, giornalista e responsabile del canale web del quotidiano “Il Messaggero“, nella sua “#Roma Barzotta 2“, racconta la grande bellezza e il degrado della Capitale che si muove ma ha perso il senso dell’orientamento. Una città affetta da deliri depressivi ma allo stesso tempo tenera, accogliente, affettuosa e in continua trasformazione.

Narrata in un libro, pubblicato da Avagliano Editore e nelle librerie dal 19 ottobre, che offre oltre cento screenshot metropolitani tra periferie e suggestioni realistiche condite con l’umorismo tipico della romanità. Dopo il primo volume con la prefazione del direttore de “Il Messaggero” Virman Cusenza, questa volta è l’inconfondibile penna del neo-vicedirettore di Vanity Fair Italia, Malcom Pagani, ad introdurre il lettore alla seconda “stagione” di una serie firmata da Davide Desario e che potrebbe essere infinita considerando l’innumerevole quantità di storie che Roma regala ogni giorno.

Un album fotografico raccolto in due anni, dove non manca il parallelismo con Londra, città amata dall’autore, che nel  capitolo dedicato ai bus coglie appieno gli aspetti legati alla frustrazione del romano derivante dalle lunghe attese alla fermata, mentre il londinese è sicuramente più fortunato per l’efficienza dei servizi e dei mezzi pubblici. ‘A Francesco, Walter, Gianni, Ignazio e Virginia e a tutti i romani…c’è un po’ di ognuno di loro in questa Roma Barzotta’ si legge nella dedica che apre il libro e che fa riferimento ai sindaci che hanno amministrato (e amministrano) la Capitale. Nel bene e nel male.

«Il titolo Roma Barzotta nasce dalla segnalazione di una collega mentre si parlava di un’estate romana né calda né fredda, piuttosto “barzotta” così come è la città. Roma offre scorci nascosti e infiniti racconti che spesso partono anche da un tweet e da un post sui social network, ecco perché ho scelto di inserire l’hashtag nel titolo», spiega Desario. E alla domanda sullo stato di salute della città, in bilico tra passato e futuro, risponde Virman Cusenza:  «La situazione a Roma è peggiorata, nel libro c’è però una chiave di lettura ottimistica con qualche spiraglio di luce sul futuro. Solo le persone e il tempo possono cambiare le cose, ma il cambiamento non è ancora così vicino».

Perché Roma è ovunque e da nessuna parte’, scrive Malcom Pagani nell’introduzione ‘ed esiste solo se sa dimostrare di poter camminare a testa alta, anche quando apparentemente perde, ma fa la cosa giusta‘. Però, in fondo, anche se si fugge dalla Capitale, ‘Tutte le strade portano a Roma. Ma dove vanno tutti quei baci alla stazione Termini(…), i soldi delle multe se le strade sono piene di buche (…),le urla dei tifosi dell’Olimpico?(…) Dove finiscono i palloncini dei bambini (…), che fine fanno i raggi di sole dopo essere entrati nelle vetrate delle chiese di questa città? (…) Vi siete mai chiesti che fine fanno le domande e le risposte di Roma?’. E, forse, sono proprio l’eterno dubbio e il bipolarismo dell’Urbe a rendere affascinanti le “Nuove cronache di una città sempre a metà”.