“Gramigna”, il figlio del boss che voleva ‘solo una vita normale’

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ilgiornaleoffA volte, tra minacciosi ciuffi di malerba, sbocciano fiori rigogliosi. Come nel caso di Luigi Di Cicco, figlio di un potente boss della camorra condannato all’ergastolo, che rifiuta una vita scandita dalla violenza per scegliere la via della legalità.

E’ proprio lui, oggi padre di famiglia e commerciante, il protagonista di “Gramigna”, pellicola cinematografica in uscita il 23 novembre, tratto dall’omonimo libro scritto con Michele Cucuzza.

A firmare la sceneggiatura del film, diretto da Sebastiano Rizzo, è Camilla Cuparo che, grazie a intensi incontri con Di Cicco, ha conferito fisicità ed emozioni ai personaggi che hanno ruotato attorno alla sua esistenza.

«Non è stato semplice calarsi nella tensione costante che caratterizza la quotidianità di un bambino, poi adolescente, che cerca disperatamente la normalità anziché dover vivere tra omicidi e perquisizioni», racconta la drammaturga calabrese.

Di Cicco, in “Gramigna” interpretato da Gianluca Di Gennaro, è riuscito a discernere il bene dal male e ora racconta il suo riscatto sociale agli studenti. Un tour per promuovere la cultura della legalità che proseguirà, grazie a un accordo tra Klanmovie Production e Unicef Italia, con la proiezione della pellicola nelle scuole e università italiane nonché nelle carceri.

«Ho sempre amato fare teatro, poi cinema, d’impegno civile per testimoniare ciò che accade, urlare domande, pretendere risposte. Scelgo la storia che mi supplica di essere raccontata e attraverso la mia penna denuncio ingiustizie sociali», conclude Cuparo sottolineando l’indissolubile legame con la sua terra. Quel Sud che “rappresenta le radici per restare”. E dona soddisfazioni perché resiste, seppur calpestato, come Di Cicco eGramigna”. Che è già in concorso per il Premio David Giovani.