Erika Lemay: “da bambina sognavo di volare, ci sono riuscita”

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Erica Lemay - Ph. Jan De Koning
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Erica Lemay – Ph. Jan De Koning

Erika Lemay è una performer di classe mondiale, un’artista del circo contemporaneo, contorsionista, trapezista, acrobata esperta di cerchio aereo, tessuti aerei elastici e capace di danzare in equilibrismo sulle mani. Definita una regina del circo, Erika Lemay è anche impegnata socialmente, è Ambasciatore per le Arti di PENSARE oltre Movimento Culturale.

Ci racconti un episodio off della tua carriera?

Stavo finendo le prove per una trasmissione televisiva italiana, ad un certo punto, rimasta sola sul palcoscenico, si avvicina un uomo moto gentile e comincia a parlare con me, “sarà la persona responsabile delle pulizieʺ, ho pensato. Chiacchieriamo e scherziamo per un po’. Più tardi, poco prima dello spettacolo, il responsabile dell’evento mi presenta un altro artista e così scopro che “l’uomo gentile” in realtà era il mitico Al Bano. Sono rimasta colpita dalla sua umiltà!

Da bambina qual era il tuo sogno? Cosa volevi fare da grande?

Volevo volare, attraverso qualcosa da me non ancora definito. Sapevo che volevo oltrepassare i miei limiti, sotto tutti i punti di vista. Questo sentimento si è manifestato attraverso diverse idee e sogni; tuttavia, ha veramente cominciato a diventare tangibile attraverso l’espressione artistica che mi dava tanta libertà e nessun limite. Nonostante fossi “la prima della classe” e fossi molto “portata” per scienze e matematica, sapevo che c’era qualcosa di più grande che mi aspettava e che mi faceva vibrare.

Hai iniziato con la danza classica, cosa ti ha insegnato questa disciplina?

Il valore estetico e la ricerca della perfezione. Ho visto per la prima volta un altro livello di bellezza. Ho capito che il corpo umano, attraverso quella disciplina, poteva creare cose meravigliose.

Hai lavorato diverse volte come solista ospite per il Cirque du Soleil. Quando hai iniziato a lavorare per questa compagnia? Il ricordo più bello?

Ho cominciato a girare il mondo come artista, a livello professionale, quando avevo tredici anni. A diciannove ho capito che non potevo più fare solo l’acrobata che interpreta le idee artistiche degli altri e ho cominciato la mia carriera come libera professionista, anziché essere membro di una compagnia. Avevo anche idee chiare su come sviluppare la mia Arte. Nonostante il fatto che il Cirque du Soleil sia un’ottima compagnia, ho preferito mantenere la mia indipendenza. Collaboro spesso con il Cirque du Soleil, durante grande eventi o lanci stampa dei loro spettacoli e in tutto il mondo. Grazie a questa mia scelta non ho mai smesso di sviluppare la mia Physical Poetry e di apparire sui palcoscenici del mondo come Erika Lemay.

Un bellissimo ricordo, invece, è quando ho condiviso il palcoscenico con Ewan McGregor per il lancio di un orologio. L’atmosfera era leggera e giocosa. Sono questi i momenti che mi fanno sentire bene tra artisti.

Ti definisci un’autodidatta, qual è il segreto del tuo successo? Quanto hanno contato determinazione e tenacia per il tuo successo?

La passione per quello che faccio. Quando sei cosi inamorata di quello che fai, non contano le ore di lavoro, vuoi solo migliorare, raggiungere la tua visione artistica. Determinazione e tenacia sono estremamente importanti, se non essenziali. Non credo molto nei talenti puri ma nel poter sviluppare un talento con sudore e intelligenza. Non ero una bambina particolarmente dotata, non venivo da una famiglia che mi potesse spingere nel mio percorso, ma ero determinata nel voler diventare la numero uno, avevo questa luce negli occhi che poteva cambiare tutto. La disciplina e la determinazione sono stati i miei migliori amici. Devo ringraziare anche la mia famiglia e quegli adulti che hanno creduto in me, senza di loro non sarei andata da nessuna parte.

Tu pratichi un’arte molto particolare da te definita Physical Poetry, cosa significa?

La Physical Poetry è un linguaggio fisico per esprimere le emozioni. Trova le sue radici nelle arti circensi (acrobazia, equilibrismo, contorsionismo) unite a danza, teatro e diverse espressioni artistiche.

Sei anche ambasciatrice del Movimento Culturale PENSARE oltre? Cosa ti ha spinto ad accettare quest’incarico?

PENSARE oltre mi ha incaricato di un ruolo meraviglioso: ispirare le nuove generazioni a non avere paura di essere loro stessi, di tuffarsi nel bello e di lasciarsi ispirare dall’Arte, per tirare fuori il proprio talento. Spero in un futuro luminoso, in una società italiana che ritorni a sorprendere e a innovarsi, grazie a quegli individui eccezionali che sono i nostri bambini di oggi.

Domani Lunedì 16 ottobre sarai ospite in Campidoglio a Roma per la Conferenza Stampa di PENSARE oltre? Qual è la tua opinione in merito allo stato dell’arte in Italia?

Come neo-italiana e persona che è cresciuta in giro per il mondo, vi posso assicurare che l’Italia è molto ammirata per la sua creatività. In particolare per l’arte e la cultura. Spero che questa bellissima reputazione possa avere un radioso futuro, e che gli adulti del futuro possano avere la possibilità di sviluppare i loro talenti. Noi “adulti di oggi” potremmo essere fieri di averli aiutati. Oggi, purtroppo, ci si sta un po’ dimenticando dell’importanza dell’arte e di tutto ciò che ha fatto per questo paese, ma non perdo la speranza. Sicuramente è necessaria, prima di tutto, un’educazione del pubblico.

Credi che l’arte sia una strumento educativo fondamentale?

Fondamentale è poco direi. Non è solo uno strumento ma una necessità, una possibilità unica di crescita. A me, l’arte ha dato tanto, più di quello che uno si potrebbe immaginare. Mi ha trasformata in una donna appassionata, mi ha permesso di fortificarmi. Mi ha insegnato a sviluppare la creatività, una disciplina di ferro e un’intelligenza razionale ed emotiva. Mi ha insegnato il coraggio di essere sensibile, vulnerabile e di saper affrontare le difficoltà della vita. Uno dei miei sogni è quello di condividere tutto questo con i giovani italiani. E non finirò mai di ringraziare PENSARE oltre per darmi questa fantastica possibilità.