Macché Milano, “The Best Liberty City” è Sarnico

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Sarnico, Villa Surre_Foto di Sergio Ramari 2 Erano in cinque città a contendersi il titolo ‘‘Best Liberty City”, prestigioso premio nazionale che riconosce la miglior città Liberty d’Italia. Finaliste: Milano, Varese, Viareggio, Trieste e Sarnico, su cui alla fine è ricaduta la scelta del direttore artistico di Italia Liberty. Arriva così il botto d’autunno sul lago d’Iseo, con Sarnico che batte città blasonate e si aggiudica il riconoscimento di   ‘‘Best Liberty City” conferito dall’associazione Italia Liberty, che dal 2012 si propone di tutelare questi beni sul territorio nazionale.

Il riconoscimento premia l’attenzione dimostrata dalla cittadina in questi anni nei riguardi del proprio patrimonio architettonico: edifici, ville, monumenti, veri e propri gioielli dell’Art Nouveau, griffati dall’architetto modernista Giuseppe Sommaruga, vera icona di rilievo del Liberty ricordato quest’anno nel centenario dalla morte e centocinquantesimo dalla nascita con la grande mostra ”Giuseppe Sommaruga (1867 – 1917), Un protagonista del Liberty”.

Villa Faccanoni, Villa Surre, Villa Passeri, il Mausoleo Faccanoni e l’asilo infantile Faccanoni sono le opere che hanno stregato la giuria. Lo stile floreale o liberty, tipica espressione artistica dell’arco temporale tra il finire dell’800 e l’inizio del ‘900, ha trovato in Sarnico la realizzazione architettonica più alta e insieme omogenea in Lombardia, per merito di una stessa famiglia e, insieme, di un unico architetto, il milanese Giuseppe Sommaruga che di quello stile fu il massimo esponente italiano. Sarnico ha avuto il merito di avviare iniziative culturali finalizzate a fare apprezzare al grande pubblico i propri gioielli, tra cui la partecipazione a 100Somamruga (calendario ad hoc per l’anniversario) e la valorizzazione dei villini al lago progettati dal genio modernista attraverso una tavola rotonda e l’ampio spazio che essi hanno trovato nella monografia dedicata al “padre del Libert”‘, Sommaruga – Cartacanta editore.

Ha giocato a favore di questa nomina anche il contributo dell’azienda locale Polini Group, che ha prodotto il Limoncello Liberty, considerato dagli esperti un elisir di bontà e corredato dal tocco di classe di un’etichetta pubblicitaria con grafica coeva, che risulta un valore aggiunto. Sarà possibile assaporare il Liberty con gusto, tatto e vista dal 20 al 22 ottobre a Palazzo Castiglioni a Milano, gioiello dell’Art Nouveau. Il convegno scientifico condotto all’interno dell’edificio è presenziato da Andrea Speziali, Marco Romano e Maria Antonietta Crippa. Sarà l’occasione per visitare Palazzo Castiglioni con guide esperte organizzate da Valeria Gerli. La kermesse organizzata da Unione Confcommercio Milano – Lodi – Monza e Brianza è a ingresso libero.

Poiché secondo il regolamento del suddetto concorso il maggior punteggio viene assegnato in base anche alla quantità dalle manifestazioni di valorizzazione, la giuria ha tenuto in particolare conto il fatto che l’Amministrazione abbia inserito il Liberty nelle giornate del Fai di primavera e organizzato visite aperte al pubblico di ville e monumenti storici. Il riconoscimento porterà certamente benefici al territorio nell’ottica della promozione turistica. Si pensa già, tra le altre iniziative, ad una grande mostra dedicata all’artista del ferro battuto liberty, Alessando Mazzucotelli, da realizzare nella fascinosa villa Surre di proproetà della Tamoil.

Trionfante il sindaco Bertazzoli, che sottolinea come, dopo l’evento mondiale the floating pears, opera dell’artista Christo, Sarnico ora è conosciuta a livello internazionale per la Riva ma anche per il Liberty, e il titolo sarà un nuovo volano per il turismo.

Effettivamente Sarnico ha saputo conservare nel corso degli anni la sua identità storico-artistica, sopratutto relativa al patrimonio Liberty. Degne di plauso sopratutto le scelte urbanistiche, la cura costante della conservazione di villini e monumenti sia privati che pubblici. Mantenere nel tempo il fascino della Belle Epoque in una città, seppur piccola, non è cosa di tutti i giorni. Questa cittadina che si specchia sul Lago d’Iseo ha saputo mantenere da metà Novecento ad oggi un fascino “ruggente”, di rara bellezza, nelle sue opere, sia antiche che moderne, e non ha permesso che la modernità ne stravolgesse i suoi lineamenti distintivi. Una particolare segnalazione e gratitudine merita la famiglia Faccanoni che, tra il 1907 e il 1912, fece costruire diversi edifici, tra cui il mausoleo e l’asilo infantile. Tra le più celebri ville ci sono Villa Surre (1912) e Villa Passeri, che conserva intatto l’arredo originale disegnato dallo stesso Sommaruga; attualmente ne è proprietario Luigi Passeri, 94 anni, che l’ha acquistata nel ’54 e ne ha ridipinto il soffitto con la moglie.

Per l’edizione 2018 del Premio, se riapre il gigante Liberty addormentato, ovvero il Grand Hotel Campo dei Fiori, scenario del remake di “Suspiria“, c’è una forte possibilità che sia Varese ad aggiudicarsi il titolo di ”Best Liberty City”, che quest’anno è arrivata dopo Sarnico.

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Andrea Speziali
Andrea Speziali, classe 1988 e residente a Riccione è uno tra i più giovani esperti nel campo dell’Art Nouveau con un dottorato all’Accademia di Belle Arti a Urbino. Giovane poliedrico, capace di passare dalla pittura alla scultura fino alla scrittura con originalità e creatività. Si è cimentato in varie esperienze artistiche: Progetto “Italia Liberty”; ha partecipato alla Affordable Art Fair di Amsterdam, alla 14^ Fiera Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Pechino nel complesso del World Trade Center e alla 54^ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia – Padiglione ‘‘Italia’’ – a cura di Vittorio Sgarbi. Alcune pubblicazioni: '‘Una Stagione del Liberty a Riccione’’ (Maggioli 2010) . Un ricco curriculum di conferenze e ritagli di articoli e intere pagine su quotidiani nazionali fanno di Andrea un grande culture di quella corrente artistica che agli inizi del ‘900 si conosceva come Art Nouveau in Francia, Jugendstil in area tedesca e mitteleuropea e Modern Style nei paesi anglosassoni.