Quando il cinismo ti rende lo zimbello dei social

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il giornale off

il giornale offIl video motivazionale di una Banca di Castiglione delle Stiviere (Mantova) diventa “virale”. Quando il privato diventa pubblico, e viene sottoposto con cinismo al pubblico ludibrio.

Il filmato, che dura un paio di minuti, serviva per partecipare a un contest aziendale sul team building, ed è oggettivamente imbarazzante. Innanzitutto è girato “in verticale” – errore grossolano da inesperti di smartphone – suscitano ilarità anche la presentazione dei dipendenti, uno per uno, con tanto di “ciao sono..” che nemmeno a Miss Italia, le mani giunte a mo’ Quattro Moschettieri per mostrare un forte spirito di squadra e, dulcis in fundo, il balletto finale della Direttrice, al grido di «io ci sto, ci metto la testa, ci metto il cuore!». Il video è talmente trash che sfiora la genialità.

Poi viene caricato, senza l’autorizzazione dei protagonisti, su Youtube, condiviso da migliaia di utenti, e nel giro di ventiquattrore diventa un caso nazionale. I dipendenti della banca si ritrovano inconsapevolmente oggetto di insulti, parodie e prese in giro. Sui social impazza l’hashtag #jesuisFabio, dal nome del dipendente della filiale che a causa – o grazie – a una giornata di malattia non ha potuto godere di questo “quarto d’ora di celebrità” davvero imprevisto.

Certamente il video è stato messo online da qualche persona senza scrupoli, interessata più a divertire i propri followers che a rispettare la dignità e la privacy di professionisti veri che stavano eseguendo, ingenuamente e goffamente, una richiesta aziendale.

E questo è il vero nocciolo della questione: chi ha il diritto di pubblicare un video privato e ridicolizzare o, addirittura, mettere a repentaglio carriere costruite con sudore e sacrificio?

Nessuno ha questo diritto. La speranza è che “il caso di Castiglione delle Stiviere” possa servire a far capire, soprattutto alle generazioni più giovani, che il rispetto della dignità di una persona vale di più di un like e dei followers.

2 Commenti

  1. C’è anche da dire una cosa: un’azienda che chiede ai suoi dipendenti di fare, forzatamente, una cosa del genere. non la vedo molto seria…

  2. Ma quale carriera sudata, basta facciano quello che gli dicono di fare e dignità ne avevano zero in partenza sennò non li avrebbero presi. Sono bancari, di quelli che vendono bond spazzatura e diamanti al prezzo doppio che in gioielleria, che se sfori cinquanta euro sul conto ti bloccano la carta senza avvisare indipendentemente da quanto versi ogni mese rischiando pure la denuncia, avallano perizie farlocche sugli immobili, spostano i tuoi soldi dove gli serve e giustificano tutta una serie di pessimi comportamenti dicendo:”ci spingono a farlo”. E se il padrone li fa ballare ballano.

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