Paolo Conte nel ricordo francese di Paolo Pinto

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La liaison tra l’artista astigiano e la Ville Lumière, alla stessa maniera degli amanti eletti, nasce prima dell’incontro stesso: Parigi è antecedente a Parigi. Si scorge già nel 1979 con l’album Gelato al limon: una traccia evolve in divinazione. È Blue Tangos, che in un richiamo alla città, preludia il fatale rendez-vous del 1985: l’appuntamento tra Paolo Conte e la grande musa adagiata sulla Senna. Il Théâtre de la Ville, nel IV arrondissement, si dispone a ricevere l’avvocato: l’attacco è in Hemingway. In quell’uomo elegante, con indosso un pianoforte e un kazoo, l’uditorio ravvisa un carattere familiare: lo stile, da subito riconoscibile, dentro una personalissima espressione. Paolo Pinto, con il libro Paolo Conte – Ricordo di Francia (Auditorium, pp. 136, € 18), ricostruisce con cura una lunga storia d’amore, quella tra uno chanteur italiano e Parigi.

Blue Tangos
(…) Parigi accoglie i suoi artisti
pittori, mimi, musicisti
offrendo a tutti quel che beve
e quel fiume suo pieno di neve

Foto articolo Paolo ConteNel 1985, una corrispondenza di sensuale corteggiamento vive l’incandescenza del primo istante. Barbaglio, che tra un teatro e una chanson, continua a perdurare sino a oggi. La dea della Senna è il ventre che accoglie lo “chanteur à texte”. Paolo Conte, in ballate di jazz festante, non immuni da una lieta nostalgia, accade in Francia nel verso artistico con un’occhiata al cinema. Il canto si ascolta in fotogrammi e la pellicola si svolge in note. Via con me è la signora musicale che svetta in molteplici film. Nelle melodie dell’avvocato entrano le sfumature del Clouzot di Quai des orféures, sino a un considerevole accosto con Federico Fellini, per opera di una classe del liceo Lakanal di Sceaux. Aguaplano diviene : il malessere del creatore.

Paolo Conte è l’italiano nella memoria dell’Olympia, in quel boulevard des Capucines, l’Olimpo francese sul quale folgoreggiano Édith Piaf, Georges Brassens, Jacques Brel e molti altri vivi nella mitologia. Con Jane Birkin, parigina di adozione e voce suadente di “Je t’aime… moi non plus”, duetta in Chiamami adesso. Conte figura la musica italiana, stesa distintamente nel panorama internazionale. L’autore e l’interprete di una lene malinconia, estensione di un pianoforte al centro del teatro, in intesa con numerosi suoni e nel moto delicato di un’esistenza comunque imminente.

Il libro di Pinto è un viaggio dettagliato nella discografia dell’artista italiano, avviene su un unico convoglio: Parigi e Conte viaggiano nella coralità dei teatri, della gente e nelle vie bagnate da quella pioggia “mentre tutto intorno pioggia, pioggia, pioggia e Francia”. In uno stile di richiami e ascendenze lontane, tra il viaggio onirico e l’urgenza della realtà, l’incontro di Conte e la Ville Lumière disegna un rendez-vous di bellezza.