Tra Sanremo e gli anni ’80. Rivincita e successo di Francesco Guasti

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guastiPer quattro anni consecutivi ha cercato di partecipare al festival di Sanremo. Ogni volta è arrivato alle finali delle selezioni riservate ai giovani, per poi essere eliminato. «Era come andare a Roma e non vedere il Papa» dice Francesco Guasti. In tanti, dopo le ripetute porte in faccia, avrebbero rinunciato a salire sul palco dell’Ariston. Ma non lui. «Sanremo è una vetrina molto importante, una delle poche opportunità per gli emergenti di farsi sentire» spiega. La sua tenacia da qualcuno è stata scambiata per follia. Non a caso in “Universo” canta: “Siamo fatti per avere sogni, siamo fatti per essere folli, siamo fatti per restare folli”. Non poteva che esser questo il brano della rivincita, nato dopo la delusione dei tentativi andati a male e soprattutto, come sottolinea, «dalla voglia di ripartire». La canzone che finalmente l‘ha portato tra le Nuove Proposte del festival non parla solo della sua esperienza, ma del desiderio di raggiungere i propri obiettivi e delle speranze dei trentenni di oggi, una generazione in difficoltà. Toscano di Prato, classe 1982, voce graffiante e roca, Francesco è l’ultimo di cinque figli. «Una delle mie sorelle cantava, i miei mi portavano ad ascoltarla quando si esibiva con la sua band. E’ così che mi sono appassionato alla musica, mi piacevano il palco, le luci. Ho iniziato con la batteria, ho continuato con il pianoforte». Cresciuto con le canzoni di De Gregori, Guccini, Finardi («Le ascoltavamo con mio padre in auto, soprattutto nei viaggi verso il mare»), ha alle spalle una lunga gavetta in rock band in giro per club e palchi. Nel 2013 partecipa a “The Voice”, nel team di Piero Pelù; da quest’avventura nasce il singolo “Un solo giorno in più”. «Non sono mai andato alla ricerca del talent, è arrivato per caso. Suonavo in un locale, dove mi notò una persona inviata dalla redazione, che mi propose di fare il provino. Non guardo tanto la tv, non sapevo di cosa si trattasse. E’ stata un’esperienzaFRANCESCO-GUASTI-7-©-Mario-Silvestrone gratificante, che mi ha fatto crescere professionalmente e umanamente». Impegnato nei live in tutta la penisola, il cantautore ha appena lanciato nelle radio “L’estate sta finendo”. «Insieme alla band cercavo delle cover da inserire nella scaletta dell’Universo Tour. La scelta è ricaduta su un brano estivo che ricorda gli anni ottanta, ai quali sono molto legato, essendo nato nell’82, e che inoltre permette di mostrare un nuovo lato di me. Abbiamo poi scoperto che è un pezzo che piace molto live, ogni volta è una festa quando lo suoniamo». Il brano è stato inciso con il coinvolgimento di Johnson Righeira, co-autore insieme a Michael Righeira: «Con lui c’è stato subito feeling, il mio arrangiamento gli è piaciuto immediatamente. E’ nata una grande collaborazione con un artista che in quegli anni ha fatto una rivoluzione musicale in Italia». Per un incontro positivo, Francesco ne ricorda altri meno piacevoli: «Commetto spesso l’errore di fidarmi. Noi toscani siamo sempre allegri, vediamo sempre il buono delle persone. Ma ella mia carriera ho trovato anche brutte persone e incontrarle mi ha fatto capire di dover diventare più furbo».