Ad Ardea nella casa di Danae, dove la pittura incontra la musica

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Il Festival “Domus Danae” è una piccola realtà italiana. Ad Ardea, a metà strada tra Roma e il litorale laziale su cui approdò la mitica Danae, madre di Perseo, sorge la Domus Danae in cui ha sede un operativo centro culturale, fondato e presieduto dal m° Dario Volante, organizzatore dell’omonimo Festival.

Giunta, quest’anno, alla sua 4a edizione, la rassegna (patrocinata dal Comune di Ardea e dal Conservatorio “Ottorino Respighi” di Latina), ha già ospitato una mostra su “Dalì e il Surrealismo” e altre mostre internazionali, curate da Mario Lupini. La conclusione del Festival sarà venerdì prossimo, 8 settembre 2017.

9-F.-Guadagnuolo-Cantico-dei-Cantici-640x480La giornata conclusiva si aprirà alle ore 19, presso la Villa “Domus Danae”, con l’inaugurazione di una mostra personale di Francesco Guadagnuolo (la personale sarà poi visitabile fino al 30 settembre). La mostra di Guadagnuolo, capofila del capofila del Transrealismo italiano, avrà come soggetto il Cantico dei Cantici: «Il Cantico dei Cantici è il poema più letto che decanta l’amore umano nei vari aspetti. L’incontro tra uomo e donna trasfigura il fisico e lo rende luminoso; da qui avanza una trasfigurazione del creato. Il tema che guida tutto il Cantico, impiega la completa creazione come fondo e allegoria, illuminazione e partecipazione dell’universo. Amore e pathos, passioni toccanti e tensioni travolgenti, sono questi alcuni dei principi che si vedono nelle opere di Guadagnuolo. Il vero personaggio principale in questo Canto è l’amore in tutte le sue immaginabili manifestazioni: dall’amore quale desiderio, emozione, sviluppo mistico all’amore-passione che tutto trascina. L’eros diventa un’ostentazione di forza sulla morte che si mostra come rigetto della propria debolezza e della disponibilità all’altro. L’erotismo non è mai solo impulsività, ma anche rivelazione del sogno, desiderio dell’altro manifestato come nella sua attinenza carnale. Così l’erotismo stimola a desiderare l’altro perché l’altro è anche accordo di vita, garanzia di amare, giuramento di sentimento». Durante l’inaugurazione della mostra verrà anche presentato il volume Cantico dei Cantici (Sacra Fraternitas Aurigarum) di don Ennio Innocenti con le illustrazioni dello stesso Guadagnuolo.

In serata, alle 20.30, si terrà la chiusura ufficiale del Festival con il concerto “Invito all’Opera” curato da Rosalba Russo, docente del Conservatorio Santa Cecilia di Roma. A interpretare le più celebri arie d’opera saranno il soprano Marzia Iuculano e la pianista Emanuela Della Torre.

La Iuculano ha studiato al Conservatorio Ottorino Respighi di Latina nella classe di Carlo Tuand per poi perfezionarsi sotto la guida del soprano Rosa Alba Russo. Ha partecipato a masterclass con la grande soprano Barbara Frittoli e Fiorenza Cedolins. Numerose le esibizioni e i riconoscimenti ottenuti: “Miglior voce belliniana”, Concorso internazionale “Davide Vignolo”, Premio Caruso-Città di Nettuno.

Emanuela Della Torre, diplomata in Pianoforte presso il Conservatorio de L’Aquila sotto la guida di Remo Zucchi, si avvicina al canto lirico con il soprano Lucia Vinardi arrivando ad interpretare diversi ruoli: Lola nella Cavalleria Rusticana, Ines ne Il Trovatore, la Contessa di Coigny nell’Andrea Chenier, Annina e Flora ne La Traviata, Suzuki nella Butterfly, Mercedes nella Carmen, il principe Orlofsky nel Pipistrello di Strauss J. Diplomata anche in Didattica della Musica, attualmente dirige il Coro Polifonico InGrado.