Giovanni Nimis: la vita segreta del ‘braccio di ferro’ friulano

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20915730_10214526971674047_1456732668_nGiovanni Nimis, classe ’77, friulano della ridente cittadina che porta proprio il nome della sua famiglia (Nimis, appunto), è una stella internazionale del “Braccio di Ferro”.

Sì perché, anche se non tutti lo sanno, il Braccio di Ferro non è più solamente un gioco da fare con gli amici: oggi, il Braccio di Ferro è una disciplina sportiva riconosciuta a livello mondiale, con tanto di regole e campionati. Una prova di forza che tutti conoscono, molto spesso parabola della vita di ognuno di noi, nella quale la filosofia popolare, conscia di una strada in salita piena di sacrifici e rinunce, e scarna invece di soffici divanetti tipici dei salotti borghesi radical-chic, ci insegna che “chi l’ha dura, la vince”. Ed è lo stesso Giovanni, in questa intervista un po’ OFF, a raccontarci il suo primo approccio a questo singolare sport.

-“Amo gli sport individuali in genere, in quanto rappresentano una sfida con sé stessi. Ventidue anni fa, nel ’95, mi iscrissi un po’ per gioco ad una gara amatoriale organizzata nel mio paese: fu lì che venni spronato dagli organizzatori a continuare ad allenarmi. E così ho fatto”-.

Da quella gara amatoriale è nata una grande passione che ha catapultato Giovanni nelle classifiche mondiali di questa disciplina.

-“Faccio tre allenamenti a settimana – spiega Giovanni – simili a quelli di chi fa sollevamento pesi, con l’aggiunta di un mirato programma di esercizio aerobico”-.

Oggi, Giovanni Nimis può vantare ben 16 titoli di Campione Italiano della propria categoria, un titolo di Campione Italiano Assoluto (2014), ha vinto anche gare di livello internazionale in Inghilterra e Svizzera, ha raggiunto il bronzo nel 2010 allo Zloty tur Nemiroff, una gara d’elite mondiale. Nel 2012 è stato il primo italiano inserito nella graduatoria internazionale tra i dieci migliori braccioferristi al mondo sotto i 100 Kg. Nel settembre 2013 si è classificato al sesto posto nel Campionato del Mondo.

Tuttavia, il Braccio di Ferro non è il Calcio.

E nessuno sponsor paga stipendi milionari per una stagione di gare.

Cosa fa quindi, il muscolosissimo Campione friulano di Braccio di Ferro quando non gareggia?

-“Prima di tutto sono padre di due meravigliosi bambini:uno di 3 ed una bambina di appena un anno. Amo aiutare il prossimo, infatti sono un educatore professionale. In passato, ho lavorato nelle scuole del mio territorio, occupandomi di progetti per minori, di prevenzione con adolescenti, di aggregazione giovanile. Attualmente, lavoro presso un Centro Socio Riabilitativo Educativo,  come educatore per persone disabili ad Udine”-.

Dietro quella corazza di muscoli, si nasconde una persona gentile e premurosa che spende tutto il suo tempo per aiutare le persone disabili. In fondo, lo stesso marinaio “Popeye” (il cartone animato “Braccio di Ferro”) utilizzava le sue qualità per aiutare il prossimo, con una spiccata dote di galanteria tra l’altro.

Che questo nuovo sport non sia realmente quella rude gara che gli stereotipi ci hanno da sempre fatto credere? Può darsi. Certo è, che grazie a Giovanni, tutti noi italiani guarderemo a questo sport con occhi un po’ diversi.

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Autore del libro “Nazislamismo” (Ed. Solfanelli), la cui presentazione è stata curata da Magdi C. Allam. Ho prestato servizio come Volontario nell’Esercito Italiano in gloriose Brigate quali la Brigata Alpina “Julia” e la Brigata Paracadutisti “Folgore”, per poi transitare nell’Arma dei Carabinieri ove ho raggiunto il grado di Maresciallo. L’amore per la politica sboccia sin da giovanissimo: a 15 anni venivo eletto quale Presidente del Circolo “Sergio Ramelli” di Azione Giovani di Avetrana (TA), la mia città d’origine.cOggi, sono Consigliere Comunale e Capogruppo Consigliare per “Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale” a Tarcento (UD).Fermo sostenitore dello IUS SANGUINIS, quale elemento necessario di coesione sociale e culturale, sono stato il primo politico del Friuli Venezia Giulia a raccogliere firme per poter presentare una petizione contro la proposta di legge per la cittadinanza italiana agli immigrati denominata “IUS SOLI TEMPERATO – IUS CULTURAE”.