I Molotov d’Irpinia fanno esplodere la musica

0
253

molotov d'irpiniaUn mix di musica folk-rock e ska popolare che è un concentrato di energia e divertimento. E’ con questo sound esplosivo che i Molotov d’Irpinia, band avellinese composta da Antonio Modano, Piero Buccella, Giuseppe Capobianco, Giovanni Famiglietti, Andrea Saldutti, Pietro Giusto e Franco Zarrella, fanno sentire la voce di coloro che sanno di dover reagire alle insofferenze di una società distratta. Nei loro brani caratterizzati dalla varietà di testi in dialetto e italiano raccontano la vita di provincia, tra riflessioni socio-politiche ed esaltazione delle tradizioni, considerate un «valore aggiunto». «Le nostre canzoni nascono dall’osservazione di quello che abbiamo intorno. Ci definiamo dei cronisti dell’attualità, viviamo esperienze, guardiamo e traduciamo la realtà in musica, senza dare consigli o giudizi su come affrontare le cose» dice Piero. E’ quanto fanno anche in «Padrone e sotto», il loro terzo disco, registrato al prestigioso Studio Fonoprint di Bologna. Nelle dieci canzoni contenute al suo interno è possibile ascoltare la denuncia contro l’immagine di una società in cui c’è chi agisce per i propri interessi – e la fa da «padrone» – e chi invece è costretto a soccombere e «stare sotto». «Il titolo fa riferimento ad un gioco di carte e di bevute alcoliche diffuso in Irpinia ed in gran parte del meridione. Ma ci preme soprattutto trasmettere un messaggio di rivincita sociale per chi vuole farcela senza raccomandazioni o giocare sporco» chiarisce. E nella musica, chi è che comanda? «Il pubblico» risponde Buccella, che prosegue: «Il problema è quando viene ammaestrato, educato ad un certo livello musicale e culturale che preclude la strada ad altri generi. Noi non amiamo i talent e le formule musicali studiate e vendute a tavolino. Siamo a favore dei metodi musicali tradizionali». Ed infatti il loro percorso è di quelli classici: «Siamo nati come band durante il liceo, per laMolotov live voglia di sconfiggere la noia dei paesini della provincia di Avellino, dove non hai molte alternative al calcio. Noi abbiamo scelto la musica». Influenzati prima dalla musica popolare meridionale e poi da cantautori come De Andrè, De Gregori, Guccini, i sette sono arrivati ad avere uno stile personale e riconoscibile. Ed anche un loro motto: «Movimento di musica, energia, vino». «Sta a significare che facciamo concerti per divertimento. Durante i live i nostri fan sono parte integrante e fondamentale per la riuscita dello spettacolo, siamo tutti Molotov» spiega Piero. Nel futuro immediato c’è una lunga serie di concerti, per lo più in Campania, mentre tra i progetti a lungo termine quello di riportare la loro musica nel resto d’Italia e all’estero. «Non ci prefissiamo l’obiettivo di volercela fare a tutti i costi. Non siamo grandi sognatori, abbiamo i piedi per terra, facciamo musica perché ci piace. Ma continuiamo a lavorare affinché sempre più persone riempiano le piazze cantando le nostre canzoni».