Tra Liszt, Wagner e Foscolo. La storia inedita di Jessie Taylor

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copertina_87Ugo Foscolo, il 30 dicembre 1826, prese carta e penna per scrivere all’amico inglese Edgard Taylor, facoltoso avvocato e traduttore dei fratelli Grimm, felicitandosi per la nascita della figlia Jessie: «Mi rallegro di cuore che il vostro primo nato sia una figlia. Le femmine sono più caratterizzanti nella loro infanzia, più celesti nel fiore della loro giovinezza, più docili a imparare, più attente a obbedire; […] sole alla fin fine costituiscono la tenue porzione di vera felicità concessa ai mortali». Foscolo non lo sapeva, ma la neonata divenne la donna che contribuì a scrivere il destino della musica in Italia nell’Ottocento.

Nome, purtroppo, sconosciuto ai più, Jessie Taylor nacque a Londra il 27 dicembre 1826, studiò pianoforte a Dresda e, nel 1848, conobbe Richard Wagner. Proprio con il compositore tedesco, Jessie allacciò una profonda amicizia tanto che, a detta dello stesso Wagnerfu la prima wagneriana della storia. Tra i due nacque, addirittura, una folgorante liaison: insoddisfatti entrambi dei rispettivi matrimoni (lei, a 17 anni, aveva sposato Eugène Laussot, un mercante di vini di Bordeauxlui era legato alla cantante Minna Planer), Jessie e Richard si sentirono ‘affinità elettive’ e progettarono di fuggire insieme.

Non ci fu solo Wagner nella vita della donnaJessie Taylor, che dopo aver lasciato il marito si unì al professor Karl Hillebrand sposandolo poi da vedova, si era trasferita nel nostro Paese, a Firenze, dal 1860. Donna poliglotta e cosmopolita, Jessie Taylor Laussot Hillebrand, a Firenze, era solita ricevere le visite di un altro amico: Franz Liszt. Il compositore ungherese veniva a far visita alla sua «chère Maestrona» (così la chiamava) e la Taylor ricambiava andandolo a trovare in Germania o a Roma. Insieme pianificavano la diffusione e promozione in Italia della nuova musica che andava nascendo oltralpe. Jessie, infatti, alla guida della Società Cherubini, fu instancabile organizzatrice di concerti con programmi improntati all’ammodernamento: principalmente con le “nuove musiche” di Wagner, Berlioz, Liszt. Grazie a lei, scrisse Hans von Bülow, amico d’infanzia della donnaFirenze divenne«Dresda sull’Arno». E se, inizialmente, le nuove armonie incontravano qualche critica, Liszt solidarizzava prontamentcon l’amica scrivendole di non scoraggiarsi e proseguire. E lei non demordeva: «E’ un’eccellente propagandista», scrisse Bülow a Liszt.

Ora, a far luce sulla grande pianista e promotrice è il volume Franz Liszt e Jessie Taylor Laussot Hillebrand. Un capitolo inedito della storia musicale dell’Ottocento (Limpagg. 342, euro 30), curato da Mariateresa Storino. In esso, si ripercorre tutta la mirabolante e finora inedita vicenda biografica della Taylor, dalla sua attività musicale all’amicizia con Liszt (ne è riprodotto il carteggio), dal rapporto con Wagner al Manuale di musica che ella scrisse con lo pseudonimo di GioAlibrandi. A Jessie Taylor Laussot Hillebrand viene finalmente restituito il giusto posto nella storia musicale italiana.