Basta con l’omertà nel mondo dello spettacolo

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download (1)Da nord a sud pare che l’arte e la cultura in Italia non si debbano pagare. Prendendo spunto da un paio di casi che mi riguardano personalmente come “vittima”, su ilgiornaleOFF.it daremo voce con una rubrica, ai tanti lavoratori dello spettacolo che non vengono saldati per le loro prestazioni.

Troppo spesso noi operatori culturali non ci consideriamo una categoria e i pregiudizi, gli interessi personali, le piccole competizioni od invidie hanno il sopravvento su battaglie che bisognerebbe fare tutti insieme. Spesso si ricorre per vie legali ma non tutti se lo possono permettere e molto più spesso ancora la Giustizia non ci tutela.

 Così, dopo una lettera del Teatro Stabile di Catania che avvalendosi dell’Organismo di Composizione della Crisi da sovra-indebitamento denominata paradossalmente “La Tutela degli Onesti” offre (dopo anni di attesa) agli artisti e alle imprese che hanno rappresentato i loro spettacoli (feci il mio d’Annunzio nel 2014) solo il 37% della somma dovuta, ho deciso di lanciare su OFF questa rubrica. Mi viene da ridere… “tutela degli onesti”! Sarebbe più giusto dire la tutela dei polli,  perché dovremmo accettare meno della metà del dovuto.

Spostiamoci a Riccione. Dalla LV srl (dopo un contratto non onorato e delle cambiali protestate) da 2 anni la mia produzione aspetta diverse migliaia di euro per la rassegna Riccione Incontra che mi ha visto in scena con la Fracci, Luca Ward, Sallusti. Anche qui mancato pagamento di artisti e tecnici nel silenzio della giunta comunale che non ha speso nemmeno un grazie sul fatto che, dopo essere stato truffato da questa società e dalla signora che aveva procura per organizzare la manifestazione, io abbia onorato  di tasca mia gli accordi con chi ha lavorato.

 In silenzio ora però non ci staremo più: scrivete a direttore@ilgiornaleoff.it denunciate i vostri casi perché questo è un paese che deve iniziare a cambiare, seriamente. Con meno girotondi , cioè senza arrivarci troppo alla larga ma  più diretti, con il coraggio e la dignità che la nostra professione meriterebbe.