Marco Masini : “Oggi il vaffanculo non serve più…”

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©_ANGELO_TRANIDal 30 aprile Marco Masini macina chilometri: sta portando lungo la penisola il suo “Spostato di un Secondo Tour”, per tutta l’estate nelle città italiane. Il ciclo di live prende il nome dal brano con cui il cantautore toscano ha partecipato allo scorso Festival di Sanremo, che ha dato il titolo anche al suo ultimo album, in cui abbraccia nuove sonorità electro pop tra brani energici e ballad incalzanti. Ai fan fa ascoltare dal vivo le canzoni del nuovo progetto ma anche i vecchi successi: «Porto ventisette anni di musica in giro per l’Italia nel momento più spensierato dell’anno. La stagione estiva è forse il periodo in cui si pensa un po’ meno alla vita quotidiana e ci si rilassa, anche se questo mondo non ci fa stare tranquilli. In ogni caso l’estate regala emozioni diverse, e poterle accompagnare con la mia musica mi rende felice».

Hai mai avuto paura di salire sul palcoscenico?

Dal punto di vista emotivo no, sono sempre tranquillo. È il mio lavoro da tanto tempo, oltre che la mia passione. E quando fai una cosa che ti permette di condividere con gli altri una grande emozione non puoi che essere soddisfatto.

Il tema del tuo ultimo disco è la rilettura del tempo trascorso senza nostalgia. Non ti capita di provare nostalgia per un periodo della tua vita?

Dei momenti dell’infanzia, quando avevo ancora mia madre e tutta la vita per decidere. Quando arrivi a cinquantatré anni, la vita si accorcia ed i ricordi ti riportano la spensieratezza e l’inconsapevolezza verso quello che sarebbe stato un cammino impegnativo, fatto di grandi soddisfazioni e di battaglie difficili da vincere.

A proposito di infanzia, che bambino sei stato?

Ho sempre vissuto con la voglia di scrivere, di portare suoni e colori alla musica. Non sono mai stato concentrato sullo studio, sulla scuola, avevo già capito qual era il mio obiettivo, che ho sempre cercato di raggiungere con dedizione e in silenzio, senza troppi proclami, ma cercando di condividere le mie emozioni con gli altri.

In radio stiamo ascoltando “Tu non esisti”, brano che rilegge la reazione dell’uomo che viene lasciato, già raccontata nella famosa “Bella stronza”, con più maturità. E’ diverso scrivere d’amore oggi, alla tua età?

E’ sempre uguale perché l’amore è sempre nuovo. Ti cattura a qualsiasi età e ti regala sempre delle emozioni belle da raccontare. Si racconta d’istinto alla mia età come a vent’anni, cercando di essere veri perché ha bisogno della sua verità per esplodere completamente.

Oltre che l’amore nel disco c’è l’attualità, che viene fuori nel testo del “Tempo in cui Sono Tenuto a Restare”, in cui citi il problema delle alluvioni. Cosa non funziona nel nostro Paese?

Non funziona nulla quando non ci sono chiarezza e verità. Questo vale sempre, anche in un rapporto di coppia o di amicizia.

La politica la segui?

Da giovane di più. Poi, come accade per certe cose che vedi sempre più ingarbugliate, ho preferito seguirla prendendo le distanze.

Oltre alla musica cosa ti appassiona?

Il calcio e l’astrofisica. Ho letto molti libri di Stephen Hawking.

Non so se è già successo, ma se ti proponessero di fare il giudice in un talent accetteresti?

Non me l’hanno mai chiesto, quando me lo proporranno valuterò la cosa. Anche se non mi sento nessuno per giudicare, credo che sia sempre difficile e che il miglior giudice è il pubblico.

Nel 2001 ti sei ritirato dalle scene. Quanto è stato difficile tornare?©_ANGELO_TRANI

La musica ti dà l’opportunità di vivere la vita appieno perché quando arrivi in cima in un attimo scendi, e quando scendi hai di nuovo l’entusiasmo per risalire. Questo è il bello, e io sono talmente abituato a combattere per le mie ambizioni che non sarei pronto ad una costante linea dritta.

Con “Vaffanculo” nel 1993 ti facevi il portavoce dei problemi di un’intera generazione. Oggi le parolacce non sembrano avere più senso ed effetto per esprimere il dissenso in musica.

Oggi più che di parolacce c’è bisogno di verità, di una voce rassicurante che possa spiegarci la strada da intraprendere da un punto di vista sociale, esistenziale e politico, visto che la politica condiziona sempre la nostra quotidianità, le esigenze. Penso che alla fine conti riuscire a credere in qualcosa, prendere un punto di riferimento preciso.

Soprattutto agli inizi l’immagine di te era quella di un cantautore sensibile e tormentato. E’ così?

Sensibile non lo so perché di solito lascio che siano gli altri a dire i miei pregi e difetti. Tormentato no, sono sempre stato sicuro di quello che ho fatto, di quello che ho dichiarato, delle denunce che ho portato avanti con la musica. Negli anni Novanta ho rappresentato una generazione che stava vivendo un disagio e aveva bisogno sicuramente di uno sfogo, e con la musica ci si sfoga meglio. Posso solo ritenermi felice di essere stato la voce di milioni di persone: in tanti, conteggiando le copie vendute, sposarono a quei tempi la mia filosofia e il mio pensiero.

Con il nuovo look lo sai di essere diventato un sex symbol?

Non credo. La vita ti cambia, ti fa invecchiare e quando succede devi cercare di mantenere un certo tipo di forma fisica perché altrimenti il tempo ti schiaccia. Faccio un po’ di moto e sto molto attento a quello che mangio per poter affrontare al meglio i concerti e rapportarmi con il pubblico giovane che sto scoprendo che mi segue. E’ giusto che abbia la forza e la lucidità mentale per potermi confrontare con i più giovani e anche imparare da loro.

Hai dichiarato che vorresti essere padre.

Ho raggiunto tanti obiettivi, tranne quello di diventare padre, che ho cominciato a desiderare dagli anni Duemila. Molto probabilmente dovrei lavorare su me stesso. La prima cosa da fare è riuscire a vivere in maniera costante ed equilibrata con te stesso e regalare l’amore che hai ad un’altra persona, in modo da poter fare una somma. Così che poi il risultato possa portare ad un figlio.

©_ANGELO_TRANILa tua sarà un’estate solo di lavoro o ti concederai una vacanza?

Sarà un’estate di lavoro. Sto già pensando ad un progetto natalizio, in programma per il momento più importante dell’anno, in cui un regalo può avere un valore diverso. Sei la prima a saperlo.

Sarà una raccolta dei tuoi successi?

Questo non posso ancora anticiparlo, voglio fare una sorpresa ai fan.

A febbraio potremo rivederti di nuovo a Sanremo?

Non credo perché ho in progetto di fare qualcosa all’estero e credo che il 2018 sarà impiegato per questo. Poi nella vita mai dire mai, possono esserci proposte o situazioni che cambiano all’ultimo secondo, ma per andare a Sanremo ci vuole una canzone e una canzone in un secondo non la scrivi. Quindi, per adesso, non è in previsione.

Foto di Angelo Trani