Mario Venuti: “Il debutto per i soldati americani a Sigonella”

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Mario Venuti Official website (3)Mario Venuti è  la classica persona che quando suona ci mette tutto il sapore della sua Sicilia come se fosse “L’ultimo romantico”.Un nuovo tour che è “Motore di vita” per il cantautore e chitarrista siracusano adottato dalla bella Catania dove vive e compone. Con Carmen Consoli scrive nel ’96 il celebre “Amore di Plastica”, manifesto di una generazione che non si accontenta di falsi miti e illusioni, e  sempre con lei canta in duetto la hit “Mai come ieri” nel ’98. Nel 2004 approda a Sanremo con il brano “Crudele” vincendo il Premio della critica “Mia Martini”. Ad OFF Venuti racconta il suo esordio musicale e parla dell’album che presenterà in giro per l’Italia quest’estate dopo essere stato ospite al Wind Summer Festival e al Gay Village di Roma.

Come nasce il percorso artistico di Mario Venuti?

È passato un po’ di tempo. Ho iniziato suonando canzoni per i soldati nella base americana di Sigonella (sorride). Avevo 16 anni, forse anche meno, e insieme al mio gruppo proponevo un repertorio di musica nera per la clientela black e un repertorio rock, hard rock e rock bianco per la clientela bianca. Lì mi sono fatto le ossa. Poi, già dall’età di 18 anni, ho cominciato a scrivere le mie prime canzoni e a 19 sono nati i “Denovo” con cui ho avuto la fortuna di arrivare alle ribalte nazionali abbastanza presto. La storia con i “Denovo” è durata più o meno per tutti gli anni ’80 e nel ’94 ho esordito da solista.

A proposito di cantautorato siciliano, c’è una voce,  un’interprete della canzone che i più non conoscono, Rosa Balistreri. Ne parliamo ai lettori di OFF?

Una figura piuttosto particolare, un’interprete straordinaria che veniva dal popolo con una vocalità forte. Quando si esibiva sembrava di sentire il grido della terra arsa di Sicilia che si ribella alle angherie dei potenti. Negli anni ’70, con  la riscoperta del nostro patrimonio musicale tradizionale, lei è stata una voce importante. Ha anche collaborato con Dario Fo.

C’è poi una Cantantessa che è molto devota a Rosa Balistreri e con cui hai collaborato. Parliamo di Carmen Consoli…

Carmen è molto appassionata del lavoro di Rosa Balistreri. Negli ultimi anni della sua vita ho avuto la fortuna di conoscerla ed era una donna, che già avanti con l’età, comunicava ancora tutta la sua energia controcorrente. Ha avuto una vita straordinaria e avventurosa, è stata anche in carcere perché accusata del tentato omicidio del marito.Qualcuno prima o poi dovrà fare un film su di lei.

La vita di Mario oggi “non può essere mai come ieri”. Ma è “veramente” cambiata?

Cambia come cambia per tutti. Però la musica, per fortuna, è la mia costante e riesce a temperare gli sbalzi che inevitabilmente ci sono.

Sei innamorato in questo periodo della tua vita?

Adesso non entriamo nel personale (ride). Sono sempre innamorato.Mario Venuti_Official website Ph. Giuseppe Mazzola (2)

Perché, in fin dei conti,  il nuovo tour che si chiama “Motore di vita” è un po’ come l’Amore. Che trovi nella musica?

Lo trovo anche nelle persone che incontro. Love is everywhere.

Sul piano stilistico cosa cambia in questo album rispetto al passato?

Dal punto di vista della produzione musicale c’è uno spiccato gusto elettropop  anni ’80 e ’90 che forse non ho mai mostrato prima in maniera così schietta e palese. L’elettronica l’ho sempre usata, vengo da un passato elettroacustico mentre questo disco è volutamente elettropop.

Cosa dobbiamo aspettarci dal tour?

Serate ricche di energia e positività, un concerto che è un “inno alla gioia”, numero due dopo quello di Beethoven.