” Vi racconto i segreti di Sandra e Raimondo”

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Foto di Luca Brunetti
Foto di Luca Brunetti

Tanti la ricordano ancora nelle vesti della simpatica tata di Casa Vianello. Un’esperienza umana e professionale che continua a inorgoglire Giorgia Trasselli, che si racconta a Off tra ricordi e speranze legate al futuro.

Giorgia, come nasce la tua passione per la recitazione?
Da sempre, da quando ero piccola. Pian piano questa passione si è rafforzata nell’adolescenza.

Quando hai capito che la tua passione poteva trasformarsi in un vero e proprio lavoro?
Il giorno in cui Giancarlo Sammartano, allora regista della compagnia della Cooperativa Politecnico Teatro mi notò tra i tantissimi allievi di Angelo Maria Ripellino. Io ero all’università, studentessa di lingua e letteratura russa con maestri eccezionali, come Ignazio Ambrogio. All’epoca Ripellino mise su uno spettacolo con gli studenti, eravamo tantissimi. L’ultima sera, mentre raccattavo i miei oggetti di scena, si avvicinò quest’uomo molto interessante alto con i baffi, mi disse che mi avevano notato e mi chiese se volevo entrare a fare parte della sua compagnia. Fu un segnale abbastanza forte, dopo ce ne furono altri che mi fecero pensare che potevo fare veramente questo lavoro.

Molti ti ricordano ancora nei panni della tata di Raimondo e Sandra a Casa Vianello: quale ricordo conservi di quell’esperienza?
Lavorare in televisione con Sandra Mondaini e Raimondo Vianello è stato per me motivo di gioia e di allegria, ma anche di misurazione costante e continua con un mezzo che all’inizio conoscevo poco, e con due personalità eccellenti cercando di dare il mio contributo con garbo, senza mai sconfinare. Un’avventura lunga ben diciannove anni.

Che compagni di lavoro erano Raimondo e Sandra?
Con loro ho vissuto anni bellissimi, abbiamo lavorato seriamente con gioia e col sorriso. Voglio ricordarli seduti nel salotto di casa con Sandra accovacciata e Raimondo attento a leggere il copione… Non smetterò mai di ringraziarli di avermi dato la possibilità di fare una televisione bella, pulita e, soprattutto, vera.

Ci racconti un aneddoto legato alle riprese di casa Vianello?
Una cosa che accadeva di frequente era che, non appena finivamo le battute del copione, invece di concludere, andavamo avanti: ci lasciavano fare perchè si divertivano tutti. Derivava dal grande feeling artistico che si era creato tra noi tre, ed era bellissimo.

Qual è stato il loro insegnamento più grande, sia nei tuoi confronti che del mondo dello spettacolo in generale?
L’insegnamento e la lezione più profonda che mi è rimasta impressa è lavorare con cura e rispetto di tutto ma con molta leggerezza. A volte infatti ci si finge seri.

Raccontaci del tuo ultimo progetto teatrale…
Fino a ieri, 14 maggio, sono stata in scena con Enzo Casertano e Fabio Avaro al Teatro 7 di Roma, con la direzione artistica di Michele La Ginestra. Una divertente commedia degli equivoci che, tra situazioni comiche e paradossali, fin dall’inizio gioca sul confronto di due comicità storiche come quella napoletana e romana, comicità che non stride con la nota di mistero che attraversa tutto il racconto, tenendo alta la tensione e la curiosità nello spettatore.

Quale vorresti fosse il prossimo passo della tua carriera?
Diciamo senz’altro che mi piacerebbe sempre interpretare dei gran bei personaggi, vestirmi sempre di panni nuovi, e sfidarmi. Amo le sfide, anche con me stessa, misurarmi, anche avere delle difficoltà da superare nel lavoro. Mi piacerebbe anche interpretare un personaggio divertente, in televisione per esempio, il mio prossimo passo vorrei che somigliasse un po’ a quello meraviglioso del passato quando superai i provini per casa Vianello.

E sul fronte personale, quali traguardi ti piacerebbe raggiungere?
Sul fonte personale posso dire che sono piuttosto contenta. Va tutto veramente bene. Vorrei avere la possibilità di viaggiare di più, non solo per lavoro, avere meno impegni e poter dedicare più tempo all’organizzazione familiare.