Amori, tormenti e riscatto. La vita secondo Trankida

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trankidaIl funky e la musica soul, gli anni di piano-bar, i musical e il gospel. È una gavetta lunga, fatta di varie esperienze e incursioni in generi diversi, quella che ha preceduto “Com’è”, l’album d’esordio del modenese Gabriele Tranchida, in arte solo Trankida. «Quando ho scritto la canzone che dà il titolo a questo progetto, cinque anni fa, non pensavo sarebbe finita in un disco» confida il cantautore. E invece grazie all’incontro con l’arrangiatore e produttore Alex Bagnoli lo scorso 9 giugno è uscito un lavoro contenente nove tracce pop che cantano l’amore. «È un album completamente autobiografico. Preferisco raccontare quello che vivo in prima persona, penso che questo sia il modo migliore per esprimersi». Tuttavia, nella tracklist ci sono anche due brani (“Mezzanotte niente coda” e “Un frammento di me stesso”), che portano la firma di Marco Baroni: «Sono stato contento di fare un’eccezione perché è un autore che ha colto ciò che avrei voluto dire». Storie che iniziano e storie che finiscono, amori tormentati e totalizzanti ma anche la voglia di riscattarsi, di evadere dalla mediocrità e l’odio per le bugie che il mondo dice è ciò che mette in musica Trankida in questa prima prova d’autore. «Ho Trankida. COVER CD Ufficialecominciato scrivendo canzoni demenziali a undici anni, quando ho iniziato a condividere la mia passione per la musica con un amico chitarrista. Ma già prima non perdevo occasione per esibirmi in tutti i karaoke» racconta. Ad un periodo da autodidatta sono seguite le lezioni di canto, fino ai musical nei teatri della sua città («Adoro le opere popolari di Riccardo Cocciante») e l’esperienza insieme ad un coro gospel sfociata in un disco. «Adoro tutta la musica e ogni cosa che ho fatto mi è stata utile» commenta. Ad ispirarlo nel suo percorso soprattutto due artisti: Alex Baroni («Tra gli italiani è quello che ho ascoltato di più, che mi ha influenzato nel modo di cantare») e Stevie Wonder. Ed ora per Trankida l’obiettivo è uno solo: «Non mi importa a quali livelli, vorrei solo poter continuare a far musica per sempre».