Il pop all’estero parla italiano con il talento di Daniele Stefani

0
314

daniele stefaniA sedici anni già calcava i palcoscenici italiani e non, ed ancor prima Daniele Stefani sapeva che da grande avrebbe fatto il cantautore. «A cinque anni mi è venuta una gran voglia di imparare a suonare la chitarra di mia sorella – racconta Daniele -. Dopo un po’ ho chiesto ai miei di iscrivermi al conservatorio e fin da subito ho capito che volevo che la mia passione diventasse il mio lavoro». E così è stato: ai primi concorsi è seguita la pubblicazione di “Amanti eroi” («Un album magico, che mi ha lanciato nel mondo della discografia») e nel 2003 l’approdo con “Chiaraluna” al Festival di Sanremo («Conservo un bellissimo ricordo, non escludo di ripresentarmi»).

Il palco dell’Ariston è stato anche una bella vetrina per far conoscere Daniele all’estero. «L’America Latina è sempre stata un mio sogno nel cassetto» confida il cantautore milanese, arrivato in Messico grazie ad una manifestazione in cui rappresentava l’Italia. I messicani ci hanno messo ben poco ad amare le sue canzoni. «Hanno dimostrato un forte amore per la melodia italiana e per il nostro Paese» commenta Daniele, che nel 2013 è partito alla conquista del Cile. «Ho deciso di prendere la valigia e ripartire da zero». Anche stavolta è stato un trionfo: è del 2014 il suo primo album in spagnolo, “Siento la distancia”, contenente un duetto con la star sudamericana Alberto Plaza, che per la prima volta canta nella nostra lingua. «All’estero si vive in maniera viscerale la nostra italianità» riflette. E all’estero c’è anche la giusta attenzione per quegli artisti che non passano dai talent show: «Non sono contrario ai talent, ma il problema sorge quando invadono la scena pop creando una mancanza di spazi promozionali per coloro unnamedche fanno un percorso diverso».

Anche senza il traino del piccolo schermo il suo cammino “alternativo” va avanti, e a breve lo porterà ancora una volta fuori dai confini nazionali: «Il 4 giugno sarò in Canada, a Toronto, per l’Italian Day, e il 24 in Polonia». E nel mezzo di questi due nuovi viaggi musicali si inserisce un altro debutto: il 14 giugno sarà in scena al Manzoni di Milano con “Con la testa e con il cuore si va ovunque”, lo spettacolo tratto dall’omonimo bestseller di Giusy Versace, con la regia di Edoardo Sylos Labini, per il quale firma pure le musiche originali. «E’ un’esperienza emozionante oltre che dal punto di vista personale, visto che conosco Giusy dal 2002 ed è un esempio per tutti noi di forza, coraggio e voglia di vivere, da quello artistico. Mi sono avvicinato al teatro in Cile con “Cats” e ho scoperto un mondo straordinario, che amo sia per l’adrenalina che dà il pubblico che per la costanza e la metodicità del lavoro». Parallelamente Daniele, impegnato in estate con un tour lungo la penisola, sta lavorando al suo nuovo album, che sarà diverso dai precedenti: «Mi definisco un cantautore emozionale perché mi piace descrivere le emozioni della vita. Per tanti anni il filo conduttore dei miei brani è stato l’amore. Ma il prossimo disco si affaccia a tematiche diverse. Un cantautore per scrivere ha bisogno di vivere e questa vita ci sarà tutta nelle nuove canzoni, piccoli quadri del quotidiano».