È giunta l’ora della legittima difesa!

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unaviNel nostro Paese esiste una moltitudine silenziosa di uomini e donne che soffrono, a causa della mancanza di un sistema d’assistenza e tutela delle vittime di azioni violente. Noi di OFF, che intendiamo difendere la Cultura e, conseguentemente, l’Identità di un popolo, affinché questo stesso Popolo possa vedere il Futuro, abbiamo deciso di dedicare proprio al tema della tutela e della difesa dell’ identità fisica e sociale, questa nuova rubrica, #legittimadifesa, in sinergia con la nascita di UNAVI (Unione nazionale vittime) che si batte per la tutela delle vittime di reati violenti intenzionali e riunisce i parenti di coloro i quali hanno subito violenza. L’associazione è stata presentata in conferenza stampa alla Presidenza del Senato il 5 luglio scorso; in sala Nassirya erano presenti le famiglie e le vittime di aggressioni violente che da anni si battono per avere giustizia: Federica Pagani Raccagni, Fabio Misuri, Gigliola Bono, Diego Raggi, Rosita Solano. Ambasciatore dell’associazione è lo scrittore e psichiatra Alessandro Meluzzi mentre testimonial ufficiale di UNAVI è l’attore Luca Ward.

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La storia di Fabio Misuri

I poliziotti che entrarono in quell’appartamento di piazzale Amalfi si trovarono dinanzi uno scenario terrificante: le stanze erano diventate dei magazzini, intorno flaconi di acido nitrico insieme a contenitori vuoti si accompagnavano a diverse misure di coltelli con cui Alberto Mennucci si esercitava su un manichino.

Purtroppo quel manichino sarebbe diventato di carne, sangue e ossa, quelle di Fabio.

Sono le 11,10 del 21 giugno del 2013 e Fabio Misuri sta rientrando dal lavoro, ha deciso di trascorrere qualche ora pescando, mamma Francesca lo aspetta affacciata alla finestra.                     
Nella sua mente deviata Alberto Mennucci ha deciso che Fabio Misuri rappresenta tutta la Società che lo “esclude”. Lo aspetta davanti il cancello di casa e lo aggredisce: Alberto ha deciso di far pagare a Fabio i soprusi, le assenze, le mancanze, le privazioni, i diritti violati, che riteneva di aver subito da parte della

Società Civile e delle Istituzioni. Assiste a quell’orrore la mamma e scesa per soccorrerlo, come solo una madre decide di fare anche a settantasette anni, si trova faccia a faccia con Mennucci che tentava di fuggire e con lo scooter ancora acceso sull’asfalto.          

Mai più Francesca dimenticherà quel giorno: Fabio è ferito e sanguinante per l’acido e le coltellate, che indelebili rimarranno nell’anima più che nel corpo.

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Sono passati da allora 4 anni e io 27 giugno di quest’anno è stata confermata la condanna a 6 anni e 8 mesi di reclusione per Alberto Mennucci.

Fabio Misuri
Fabio Misuri

Sono grato alla Madonna e al fato per essere ancora vivo e autosufficiente. Grata lo è anche la mia famiglia che non deve annientarsi per assistermi! Quando ti sporgono oltre il bordo del baratro scorgi la tua immagine riflessa sul fondo! Questa immagine non ti abbandona MAI PIÙ! Dignità e Coscienza: ho pensato come dare un significato a queste due parole, dopo avere subito un atto violento!”- queste le parole di Fabio Misuri quando racconta la sua terribile storia, terribile come sono tutte le storie delle vittime di reati violenti –“In questa vicenda ho compreso come la situazione della vittima di un reato violento non sia tutelata e viva nel paradosso di assistere alla maggior tutela del proprio aggressore proprio all’interno del processo penale. Questo è inaccettabile sia da cittadino sia per un principio di equità. La vittima e la sua famiglia rischiano l’oblio! C’è una moltitudine silenziosa che soffre, a causa della mancanza di un sistema che le assista e le aggreghi. L’ingiustizia è diffusa!”-

Fino a oggi la tutela dei soggetti offesi non esiste, e il processo penale, è la sublime rappresentazione di questo! Nel processo non sei il soggetto da tutelare, detentore di un diritto, ma partecipi a supporto di una tesi ora dello Stato ora della Difesa. Il malandrino, per esempio, può accedere a sconti di pena e tu come vittima non esisti, sei presente nel processo penale solo legittimato per la quantificazione del tuo danno in sede civile. E se l’aggressore è indigente?! E se non puoi più lavorare e vedi mortificata la tua esistenza? O peggio ancora se non hai i mezzi per far fronte a tutte le spese necessarie per curarti o se resti un vegetale avendo demolita la tua vita e quella della tua famiglia? Le risposte… PURO TERRORE!

8 Commenti

  1. l’italia non esiste piu’,da quando 30anni fa una nave ne ha scaricati a migliaia…..e incominciato il declino,oramai siamo un paese in cancrena,senza cura ,istituzioni,sicurezza ,giustizia non esistono piu’,siamo alla balia di tunisini negri slavi rom sinti e cazzi e mazzi.loro sono i veri padroni di sto paese di merda

  2. Purtroppo é cosi’ anche qui in Francia dove vivo. Le istituzioni , i politici contrari, tutti si schierano dietro la frase ipocrita ” Mai un Farwest in casa nostra ” Ebbene possiedo diverse armi regolarmente denunciate, sono socio di un club di tiro che, senza l’appartenenza non potrei detenere le suddette armi? Sono tenuto , come tutti gli associati al club ad esercitarmi tre volte l’anno usando il calibro più potente che ho.Conosco un’associato che per tanti anni ha vissuto in Columbia, mi racontava che li’ era normalr girare armati. Ma in ventanni ha assistito a numerosissime risse e mai, dico mai ha visto tirar fuori una pistola che sia, Mai. Spiegava che se uno lo faceva gli altri avrebbero reagito di brutgto. Come dire , lasciamo da parte le armi ed usiamo i pugni.

  3. La legittima difesa è un diritto primario fin dalla notte dei tempi, sancito da tutte le legislazioni e scolpito sulla pietra con i Codici di Giustiniano che stabiliscono il famoso principio: Vim vi repellere licet” ovvero che “è legittimo respingere la forza con la forza”. Ragioni che nulla hanno a che vedere con la Giustizia ed il Diritto, hanno creato in italia un clima di impunità per chi delinque, in particolare se si tratta di “immigrati”, con “direttive” emanate sottobanco dal governo “progressista” alla polizia ed alla magistratura di “chiudere un occhio” nel caso di crimini commessi da clandestini e giornalisti, invitati a non dare troppo risalto ad essi al fine di evitare un “allarme sociale” (sic…) che farebbe aprire gli occhi ai cittadini sui gravissimi pericoli che comporta la invasione in atto ! Una ipocrisia senza limiti sulla pelle dei cittadini. Vista la situazione, ben venga qualunque organizzazione a tutela dei cittadini che veicoli il messaggio che “difendersi” non è un reato, quanto un sacrosanto diritto, visto che il governo pidiota, non solo ha rinunciato al ruolo di tutelare la sicurezza della persone, quanto si è reso complice di fatto dei criminali !

  4. La legittima difesa dovrebbe essere, in uno stato serio e affidabile, l’ultima spiaggia. Purtroppo in Italia, leggendo i giornali, ogni giorno si dovrebbe mettere mano a qualche arma. La considerazione che però viene spontanea è: siamo veramente certi che vi sia preparazione ed istruzione nelle persone che si trovassero a tu per tu con un criminale? Come sarebbero in grado di reagire? Saprebbero misurare la loro risposta, oppure in men che non si dica scaricherebbero tutto il caricatore dell’arma, magari ferendo anche un consanguineo?
    Le risposte sono certamente varie, perché molti addurrebbero alla difesa della propria casa e dei propri cari, ma a parole tutti sono in grado di affermarlo, ma nei fatti poi cade il palco per terrore, paura, tremore alle mani, alle gambe, sudorazione fredda, mancanza di lucidità su quello che si deve e non si deve fare. La lista è lunga. Il criminale sa come agire e cosa fare nel caso si trovasse il legittimo proprietario che gli sbarra la strada, ma sa sopratutto che la legge italiana ha le maglie larghe e che la magistratura italiana è stata istruita a non essere troppo pesante con chi compie dei crimini, al massimo qualche anno di galera a spese dello stato e poi fuori, magari per “buona condotta”. Insomma pur nel rispetto di chi difende se stesso, i propri cari e la propria casa è necessario, onde evitare delle assurdità, che vi sia istruzione e sopratutto un esame psicologico di chi si prende il porto d’armi.

    • Ma sarai , diciamo pochissimo ” intelligente “?
      Allora facciamo i test di sanità mentale per tutti , perché quelli che ti aggrediscono e ti tendono in findi vita , con un pugno o un coltello , non sono stati sottoposti al tupo c..o di esame di sanità mentale !
      Ma ne ha partoriti altri , tua madre , di simili campioni ?

    • ima riflessione. Come già detto appartengo ad un club di tiro, un poligono. Per associarmi devo presentare un certificato medico attestante un’equilibrio mentale effettivo, un certificato penale. Devo poi esercitarmi obbligatoriamente e per un periodo di mesi 6 con armi del club. Solo dopo posso averel’autorizzazione al possesso di un revolver o pistola . Vengono poi fatti corsi di preparazione, delle esercitazioni in cui si valuta il grado di controllo dell’uso dell’arma, esattamente come il porto d’armi da caccia. Basta ed avanza per avere una discreta sicurezza del controllo psicofisico del possessore dell’arma.

  5. E’ straordinario osservare le tutele e le guarentigie che assistono chi commette un reato (in questo caso di rapina), come vengano ricercate le attenuanti comportamentali, COME SI CERCHI DI MINIMIZZARE LA CONDANNA, come ci si assicuri del benessere del recluso (quando, quasi mai, condannato), come si cerchi il suo recupero, come ci si affanni a chiedere periodiche amnistie… e COME NESSUNO PENSI MAI ALLE VITTIME… ALLE VIOLENZE AD AI SOPRUSI CUI SONO STATE SOTTOPOSTE… con l’ultima proposta di legge si è giunti al massimo dell’ipocrisia: SI TUTELANO I DELINQUENTI E SI UMILIANO LE VITTIME.

    • Gentile sig.ra Emi ,
      voglio venirle in aiuto .
      Lei si pone mille interrogativi : come mai si favoriscono i rei , come mai non ci si cura delle vittime , . . ..

      Ma lei , si è mai chiesta dove vive ? Pensa di saperlo ? Credo lei si sbagli , vede signora , perché lei pensa che il giro : reato – condanna – prigione e il giro : vittima – danno – ristoro sia del girone dove lei vive e invece no !
      Sa dove vive ? Gentile signora ? Lei vive nel ” Giardino degli orrori ” , e che cosa è il giardino degli orrori ? E’ quel bel posto dove il Capitale neoliberista tiene la già classe operaia , il fu proletariato e , ultima arrivata , la classe media . Ebbene lei è lì , cara signora ; in quel posto , il Codice Penale è una farsa ed anche quello di Procedura penale . Dove vivono invece i Capitalisti , lì le cose funzionano : i servizi , i Codici penali , la Polizia .
      Io vivo nel Tarvisiano e d’ inverno la neve interrompe le linee elettriche e le squadre tecniche debbono intervenire per ripararle . Sa quale linea elettrica viene riparata in 10′ , rispetto alle altre che aspettano 24 h , quella che alimenta la magione dell’ imprenditore Massarutto , marito di Maria Giovanna Elmi , ricorda la presentatrice TV ? Così anche la giustizia !
      Lei , cara signora , non vive nel mondo di Massarutto , ma in un altro anche se avete tutti e due il passaporto italiano .
      Spero di averla miniamennte illuminata , cara signora , mi scriva se vuole , lieto di aiutarla a nascere !
      ” La tua Libertà è tanta quanta te ne puoi comprare ”
      ” Furore ” , John Steinbeck

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