Arianna Bergamaschi: dalla Disney alle presidenziali americane.

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1AriannaCi sono casi in cui la musica si sposa con l’arte fino a divenire sublime mezzo attraverso il quale riportare l’attenzione del grande pubblico su alcuni dei quadri più celebri del patrimonio artistico mondiale. E’ il caso di TheBridge.co un progetto unico, studiato, immaginato e ricreato con alcuni famosi dipinti rinascimentali.

Il video per il quale l’idea è stata realizzata è quello del brano Mona Lisa Smile del cantante americano Will.I.AM, ma ciò che sorprende è che, come partner vocale, nel ruolo della Gioconda, questa volta abbia scelto un’artista italiana, la cantante Arianna.

Classe 1975, la Bergamaschi da alla misteriosa dama fiorentina un’affascinante interpretazione intrisa di elegante sensualità e pathos tutto italiano.

Conosciuta a molti solo con il suo nome di battesimo, la cantante milanese dalla voce dolce e potente, con ben otto album all’attivo, è stata uno di quei piccoli talenti che ha saputo mantenere il successo negli anni, sperimentando le più disparate esperienze artistiche. Ha cominciato infatti a lavorare sin da piccola, prendendo parte a numerose campagne pubblicitarie e a varietà (Fantastico e La Corrida per citarne alcuni), fino a essere scelta quale cantante testimonial della Disney per l’Italia.

Una volta adulta, poi, si è dedicata alla recitazione: ha lavorato in diverse soap-opera e fiction (tra le tante Cento Vetrine, Rex e Butta la Luna)ma anche a teatro, come protagonista di moltissimi spettacoli sia di prosa che musical (tra questi il mago di Oz, la bisbetica domata, la bella e la bestia e aggiungi un posto a tavola)dove ha collezionato una serie di successi.

Come classico desiderio di tutti i cantanti non manca inoltre di calcare anche il palco di Sanremo -e lì si classifica quarta- per poi approdare a quello di Piazza San Pietro, in presenza di Giovanni Paolo II, dove si è esibita per il Giubileo delle famiglie (correva l’anno 2000).

Il suo percorso artistico italiano si fregia, infine, di una prestigiosa incisione, quella con il mito Ennio Morricone per il brano Verso Est, composto dalla stesso maestro.

Poi arriva il grande salto negli Stati Uniti, dove in questi ultimi anni ha accumulato grandi successi: dai quattro concerti con la Detroit Symphony Orchestra nelle vesti di interprete dei brani italiani famosi in America, alle numerose collaborazioni con star internazionali, come il duetto con Shaggy e quello con il rapper Pitbull, con il quale ha scalato la dance chart americana, piazzandosi al quinto posto con il brano Sexy People.

Il suo riconoscimento artistico negli Stati Uniti ormai è consolidato, tanto da essere persino chiamata per il più americano degli eventi come le presidenziali: nel 2016 ha infatti cantato con Michael Bolton per Hilary Clinton sulle note di The Prayer. Ma non finisce qui: gli Usa gli aprono anche il sipario teatrale come protagonista del famoso rock musical Murder Ballad e le danno la possibilità di duettare virtualmente con John Lennon per il progetto Unicef #foreverchild creato da David Guettà e Yoko Ono.

Una star italiana, di certo in sordina rispetto a tante altre, ma in orbita verso il firmamento internazionale. Uno dei tanti casi che conferma come non sempre l’eccessiva popolarità mediatica sia sinonimo di talento. Più OFF di così.