Rossini, Bellini, Puccini? Contemporanei, grazie al Duo Blanco Sinacori

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duoUn Giacomo Puccini inedito. Ce lo fa ascoltare il Duo Blanco Sinacori con “Hacker Arias”, l’ultima avvincente operazione culturale dell’etichetta palermitana Almendra Music. Alessandro Blanco e Giuseppe Sinacori sono due pirati delle sei corde tanto rispettosi della tradizione quanto audaci. Entrambi siciliani, suonano due chitarre gemelle e speculari pensate e create appositamente per loro dal liutaio Vincenzo Candela. Diventati un duo nel 2009, insieme hanno bruciato le tappe affermandosi a livello internazionale con un’attività concertistica che dall’Italia ha presto incontrato il pubblico d’Europa, Africa, Asia e America (imminente è il prossimo tour in Cina) grazie a una proposta che fa tesoro della nostra grande cultura musicale con l’intento di rivitalizzare, senza populismi né banalizzazioni, l’immagine irrigidita della chitarra classica nella musica d’oggi. Del 2015 il debutto con “Hacked Overtures”, in cui la coppia si misurava con le sinfonie d’opera di Rossini e Bellini. Due anni dopo arriva questo primo “spin off”, “Hacked Arias”, che estende la ricerca alle arie di Puccini con l’obiettivo di far respirare nella contemporaneità celeberrime arie d’opera accanto a brani d’autore appositamente composti, attuali e funzionali al concept. «Una notte, dopo aver ascoltato per la millesima volta “Nessun Dorma” – in quell’occasione cantata da Luciano Pavarotti – provai un’indescrivibile emozione: la stessa, del resto, ascolto dopo ascolto sempre uguale e sempre diversa. Così decisi che quella stessa magia poteva e doveva essere trasferita sulle nostre due chitarre. Ne parlai subito con Alessandro, che fu entusiasta dell’idea, e iniziammo il lavoro di traduzione, iniziando poco dopo a suonare quest’aria come bis ai nostri concerti» racconta Sinacori. «L’emozione di avere fra le mani i capolavori di Puccini è stata convogliata in un climablanco sinacori di enorme rispetto ed attenzione, alla ricerca di un approccio improntato a eleganza ed essenzialità, lontano da pericolosi scimmiottamenti del canto o inutili virtuosismi chitarristici» puntualizza l’amico e collega. Il loro secondo disco diventa così il manifesto di una visione artistica che guarda al passato per farlo dialogare con il presente, e viceversa. E per creare questo mutuo scambio tra la musica di ieri e quella di oggi i due sono ricorsi a Valentina Casesa. Accanto alle inedite versioni chitarristiche di “E lucevan le stelle” (Tosca, 1899), “O mio babbino caro” (Gianni Schicchi, 1918), e “Nessun Dorma” (Turandot, 1923), nella tracklist vi sono infatti due brani della compositrice: “Frammenti” e “Riflessi”. «Ho iniziato a scrivere – dichiara la Casesa – prendendo piccoli frammenti melodici pucciniani, ed ho cominciato a trattarli e nutrirli con estrema cura, come piccoli germogli nuovi e per questo dai contenuti profondi: nuovi perché antichi, antichi perché nuovi. La memoria musicale di un passato così importante, come quello di Puccini, non poteva e non doveva più essere nascosta, incarcerata in prigioni più o meno dorate! Ecco il fine: mantenere viva la memoria, perché essa è sempre nel e del momento presente».