Tempera: “Mi ringraziano per aver scritto la sigla di Ufo Robot!!”

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IMG_0984È uno dei più grandi autori, arrangiatori e tastieristi italiani. Vince Tempera, nel corso degli anni, ha scritto tante e tra le più belle pagine della storia della musica, collaborando, tra gli altri, con cantanti del calibro di Mina, Loredana Bertè e Giuni Russo e scrivendo sigle cult come Ufo Robot, Goldrake e Anna dai capelli rossi. In questi giorni è impegnato a Roma con il Festival Internazionale del corto “Tulipani di seta nera“, di cui firma la sigla “Siamo noi quei fiori rari”, nata dalla collaborazione con la cantautrice Sara Galimberti. 


Cosa ha pensato quando ha letto per la prima volta il testo della sigla del Festival dei Tulipani di seta nera?    
La prima cosa che ho pensato era che si trattava di un testo molto lungo e mi sono detto: “Povero me”! Ma poi ho subito aggiunto che quel testo era bellissimo. Con Sara Galimberti, l’autrice del testo che canta il brano, ci siamo capiti guardandoci negli occhi ed è stato facilissimo: un’allieva così docile non l’avevo mai trovata.


Come è nata la melodia e da dove è arrivata l’ispirazione? 
La melodia è nata dopo qualche giorno. Ho lasciato che le parole penetrassero il mio subconscio, come faccio di solito e pian piano è uscita la melodia con le parole attaccate. Io compongo senza pianoforte.

Nel corso della sua carriera ha raccolto diverse gratificazioni. Di quale va più fiero? 
Non ci ho mai pensato. In realtà, quando mi trovo davanti persone di 40/45 anni e mi ringraziano per aver scritto la sigla di “Ufo Robot”, ne vado fiero. Aver caratterizzato la gioventù di milioni di ragazzi mi fa capire che un piccolo segno nella storia dell’Italia moderna l’ho lasciato anch’io.

Come e quando nasce il suo grande amore per la musica? 
Siamo nati insieme: nel 1946.

Cosa pensa del fenomeno dei talent in TV e della sua influenza sul mercato discografico? 
Penso che il mercato discografico sia sparito e che i talent siano una pia illusione soprattutto per le ragazze. Rappresentano la fiera delle vanità.

C’è un artista con il quale non ha mai collaborato con cui le piacerebbe collaborare? 
No. Ho avuto la fortuna di lavorare con tutti quelli che amavo, ho persino parlato al telefono con Frank Sinatra: per me il sogno più bello.


Quali consigli darebbe ai giovani che si sono affacciati da poco al mondo della musica?
Direi loro di suonare per passione e con passione, di non pensare ai soldi perchè con questo mestiere non si diventa ricchi ma si può solo vivere bene e alzarsi al mattino quando se ne ha voglia.