Quelle vite stuprate nelle terre di confine

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L’esistenza è un palco sul quale va in scena la quotidianità. Che sia a bordo del Tibet Express, il treno che collega la Cina a Lhasa, nei luoghi della disperazione di Odessa, teatro del massacro del 2 maggio 2014, figlia di una terra disgraziata come l’Ucraina, stretta nella morsa di un potentato che si spartisce brandelli di dignità, o nelle contraddizioni di Chisinau, capitale della Moldavia, troverai l’obiettivo di Andrea Chiarucci. Romano, fotografo, ha il reportage nel sangue. Terre di confine, vite di confine, moderne e primordiali, incorrotte e stuprate, originarie e sfruttate. Chiarucci, scevro dal peso di ogni forzatura intellettualistica, diventa il narratore degli opposti, forse alla ricerca di una virtù umana e sociale che sta sempre nel mezzo. Nei suoi scatti giramondo è la realtà a mostrare se stessa nei dualismi che la popolano: tra individuo e sacro, tra povertà e ricchezza, tra squallore ed eleganza, tra passato e presente. Tra seni di ballerine, monaci e grattacieli. Odessa, Khardung La, Kinshasa, Pechino, Chisinau, sono alcune delle tappe di un lungo viaggio nella normalità, raccolte nel sito studioclic.it.

Proprio alla capitale moldava è dedicato il nuovo reportage inedito (sotto le foto), in una Moldavia ferita dal malgoverno, dalla corruzione, e dalla contesa tra UE e Russia. “Sono ormai molti mesi che l’instabilità domina lo scenario politico anche a seguito dei numerosi scandali che hanno colpito, di volta in volta, i vertici dello Stato riporta eastjournal.net  Non è un caso che in meno di un anno si siano avvicendati quattro diversi primi ministri e che Vlad Filat, l’ex premier che per anni ha dominato la scena ed è stato il principale fautore dell’avvicinamento all’Europa, sia stato accusato di corruzione per oltre 250 milioni di dollari. La corruzione e la malagestione dell’economia statale non sono una novità nella piccola Repubblica al confine orientale dell’Europa, ma la sparizione dalle casse di tre delle più grandi banche del paese, nel 2014, di circa un miliardo di dollari, pari ad un ottavo del PIL, ha sviluppato indignazione nella popolazione che si aspettava che la firma dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea ed una maggioranza più vicina a Bruxelles fossero una garanzia sufficiente per una gestione oculata delle risorse statali”

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