La notte (di una generazione) è piena di domande senza risposta

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Ivan Silvestrini credits PressPressUn’auto e due ragazzi dopo una serata in discoteca alla ricerca di un parcheggio per le strade del Pigneto a Roma. 2night è il remake di un’omonima pellicola israeliana diretta nella sua versione italiana da Ivan Silvestrini alla sua terza esperienza nei lungometraggi. Prodotto da Controra Film insieme a Jando Music e Mountfluor, in collaborazione con Rai Cinema e distribuito da Bolero Film, racconta di un flirt continuo, un dialogo incalzante, mai noioso nel quale nessuno dei due protagonisti intende calare la maschera prima dell’altro. Continue domande senza risposta, condite da una tensione sessuale alimentata dalla sfrontata protagonista, interpretata da una brava Matilde Gioli, tra le attrici emergenti più promettenti in Italia conosciuta per il suo ruolo ne “il Capitale Umano” di Virzì. Convince anche la recitazione di lui, Matteo Martari, capace di portare sullo schermo tutte le angosce celate a fatica del suo personaggio. La sceneggiatura, all’inizio apparentemente superficiale, dimostra di non esserlo affatto con l’andare avanti del film, frutto di un2 night credits PressPress percorso introspettivo che affronta tutte le tematiche più rilevanti dei trentenni di oggi: insicurezza, incertezza per il futuro e dilemmi generazionali. “2night” vuole anche raccontare i cambiamenti che si stanno affermando all’interno delle relazioni. La donna assume le redini del corteggiamento, senza più attendere che sia l’uomo a compiere il primo passo. Un uomo che indugia a lasciarsi andare, assalito da chissà quali paure.  Il regista spiega che “entrando in quella macchina diventiamo spettatori invisibili di un’intimità, possiamo ritrovarci nell’uno o nell’altra e chiederci perché e cosa ci fa sentire coinvolti nell’avventura di questa notte”.