Parpiglia: “Le donne hanno coraggio, decidono sempre loro”

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5d4e6c5c1f6e19d2d5dadff64f95fb45Gabriele tu sei una nota penna del giornalismo italiano, ma “Formentera14” è il tuo primo libro, la tua prima creatura letteraria, quanto sei emozionato da uno a cento?

Emozionato? Sono devastato dall’emozione. Lavoro sempre per gli altri e sono contento, sia chiaro, però quando metti il tuo nome, la tua pancia, la testa e l’anima; cambia tutto. Molte volte c’è la paura di raccontare l’emozione ma in questo caso è sana, forte e pulita. Perché ci credo, perché dopo 16 anni in cui ascolto storie ho provato a raccontare la somma di tutte le storie d’amore senza età ma per tutte le età.

Primo libro, Alfonso Signorini e Belen Rodriguez hanno fatto insieme a te la prima presentazione che, tra l’altro, era gremita di curiosi. Ti puoi già dire un po’ soddisfatto?

Sono onorato. Significa che in questo mondo de ”la grande bellezza” c’è anche un qualcosa che esiste e che ho toccato con mano: si chiama amicizia. Ringrazio entrambi. Potevano dir di no. Invece mi hanno sostenuto dentro e fuori dal romanzo. Mi sento in debito di una vita. E parlo di amicizia non lavoro.

La campagna social che stai portando avanti sta dando soddisfazioni? Che messaggi ricevi dai tuoi follower?

Per forza di cose il linguaggio social doveva entrare nel romanzo infatti nel titolo c’è l’hastag. Le condivisioni ‘social’ famose e non, sono piccole grandi carezze del cuore. Tutte. Tutti. Grazie. Ho ricevuto una marea di messaggi e ho risposto a tutti. Per ora messaggi positivi… per ora. Tocco ferro in quanto scaramantico.  Ma accetto anche quelle negative, ci mancherebbe, purché non siano offensive o si passi  al cyber bullismo.

Tra l’altro i tuoi follower potranno farti presto dal vivo un sacco di domande: ora inizierà un vero e proprio “tour” per presentare “Formentera14”. In cosa consiste un “tour di presentazione”?

Consiste nel ridurre le distanze e avvicinarsi a chiunque ti abbia regalato un like, un messaggio, l’acquisto di una copia; insomma il tour lo vedo come un abbraccio fortissimo con le persone che ti danno fiducia. C’è la condivisione del bene per il bene.

Quanto di te, della tua storia personale, c’è tra queste pagine?

È un romanzo ma dopo averlo scritto anzi mentre lo scrivevo, ho capito che un romanzo non può essere: sole, cuore e parole d’amore. Ma ci dev’essere verità. Un romanzo/reality. Di me? Nulla, chiedetelo a Jack, il protagonista…

Sei stato vittima de “il blocco dello scrittore” mentre scrivevi “Formentera14”?

Mai. La sera in cui ho iniziato a scrivere, dopo un primo mio rifiuto, ho buttato giù 7/8 capitoli. Poi la storia si è scritta da sola. Evidentemente era già dentro di me. Dovevo solo “accenderla” e ammetto che emotivamente mi ha devastato (in senso positivo). 

Com’è stato scrivere le ultime parole del libro? Come ti sei sentito quando hai visto che effettivamente il tuo libro era finito?

Ho pianto e non l’ho riletto per dieci giorni. Il libro, per chi lo leggerà, è un film. Con la testa ho viaggiato dentro “#formentera14” ed è stato bellissimo. Forse la più grande soddisfazione della mia vita, per ora. Lo sento dal profondo del cuore.

Chi è stato il primo a cui hai chiesto un parere prima che il libro andasse in  stampa?

Ad una persona speciale che sa darmi sempre il consiglio giusto per non sbagliareFormenteraLTC3_aog.indd. Ma non è bello dire di chi si tratta. Fa parte di un pezzetto della mia vita che deve rimanere privato. Sempre.

Ti eri dato una scadenza per completare il tuo lavoro?

Il 4 aprile dovevo consegnare ho finito il 1 aprile, un pesce d’aprile clamorosamente vero. L’ho preso come un segno positivo.

Sei già con la fantasia verso un nuovo libro o almeno per un po’ ti “darai tregua”?

La mia testa viaggia sempre. Ma ora devo coccolare questo libro. Non si scherza. Fare un libro non è un gioco. Lo metti al mondo, poi lo devi prendere per mano. Io ora passeggio con lui con tutte le mie forze!

Cosa speri che arrivi ai giovani dalle pagine di “Formentera14”?

Ripeto: non solo i giovani ma questo è un romanzo per tutte le età. Vorrei che arrivasse la voglia di non mollare: in amore, nel lavoro, quando le cose non girano… sbattere contro tutte le porte, tutti i no. Alla fine un “si” ci sarà. Ma bisogna aver coraggio e oggi in pochi hanno coraggio. Gloria la protagonista è una coraggiosa. Come tutte le donne che conoscono i segreti dell’amore  e si fanno del male fino a quando non decidono loro di dire basta. Le donne hanno coraggio e decidono loro. Gli uomini tipo Jack? Beh leggete il libro…