Una favola liceale nera l’opera prima di Andrea De Sica

0
184


download (76)Un collegio austero isolato tra le Alpi, due amici e un segreto. Un cast giovanissimo per l’opera prima di Andrea De Sica che ha avuto il suo esordio nelle sale il 31 Maggio distribuito da 01 Distribution. Il film è frutto di una coproduzione italo belga tra Vivo Film, Rai Cinema e Tarantula, i produttori, Marta Donzelli e Gregorio Paonessa, hanno lasciato libero da ogni vincolo il giovane regista che nella sua breve carriera ha già lavorato come assistente alla regia di Bernardo Bertolucci, Ferzan Ozpetek, Vincenzo Marra e Daniele Vicari e collaborato a diversi documentari di Daniele Segre.

I figli della notte è una pellicola dalle tinte noir, che ricorda per le ambientazioni il Kubrick di Shining. La trama del film infatti è incentrata sulla storia di alcuni adolescenti problematici, ma facoltosi, richiusi nel lusso di un collegio nascosto tra le montagne del Nord Italia. Giulio ed Edoardo i protagonisti del film, interpretati da Vincenzo Crea e Ludovico Succio, hanno due personalità apparentemente diverse e legati da una forte amicizia, vivranno esperienze al limite del paranormale. I due ragazzi diventano inseparabili e iniziano ad architettare fughe notturne dalla scuola-prigione verso un luogo proibito nel cuore del bosco, dove conosceranno la giovane prostituta Elena. Ma la trasgressione fa parte dell’offerta formativa, il collegio sa tutto del locale e delle uscite notturne, gli educatori, tra cui Mathias, vigilano costantemente e restano nell’ombra.

La pellicola ha partecipato a vari festival tra cui il Torino Film Festival, durante il quale è stato proiettato in anteprima mondiale, il BIF&ST – Bari International Film Festival e il Bruxelles International Festival of Fantastic Film

Il regista, Andrea De Sica, figlio del compositore Manuel De Sica e nipote del grande Vittorio, ha curato anche le ottime musiche del film, pur non avendo mai studiato musica. In una dichiarazione ha detto di aver deciso di scrivere le musiche che avrebbe potuto comporre solo suo padre, prima di morire prematuramente. De Sica, che è anche co-sceneggiatore, ha deciso di descrivere la situazione estrema di un collegio per confrontarsi con uno dei sentimenti più forti che un adolescente possa sperimentare: l’abbandono.

Si tratta di una favola nera: una storia di formazione o ‘de-formazione’ come suggerisce lo stesso. UFigli_della_notte_01-foto_Federico_Vagliatin po’ horror, un po’ teen, un po’ thriller per un film che non si riesce a inquadrare in una categoria cinematografica precisa. De Sica si dice ispirato dalle sue vicissitudini liceali e dalle storie di alcuni dei suoi amici dal passato burrascoso. Quella che è certa è l’ispirazione delle ambientazioni, legata senza dubbio a Kubrick e a qualche pillola di David Lynch, come va di moda adesso. Il regista lo definisce, forse esagerando, un film politico: nel collegio gli insegnanti e il preside si prefiggono l’obiettivo di forgiare la classe dirigente del futuro e questa è la visione che il giovane figlio d’arte ha della nostra società: decadente e spietata. Tra il coraggioso e il banale, i critici cinematografici non si dicono colpiti né dalla sceneggiatura, di cui vengono salvate le atmosfere a discapito della trama, né per le grandi interpretazioni anche se è da premiare la scelta di ricorrere ad attori giovanissimi e alle prime armi. Grandi mezzi e un’ottima produzione indipendente per un film che nonostante i difetti può essere considerato una buona opera prima.

(Ph. Federico Vagliati)