Samuel: “Io senza di loro e loro senza di me non sono i Subsonica”

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Samuel (4)“Il codice della bellezza” per Samuel Romano è la voglia di fare musica e raccontare, questa volta da solista, l’attualità. Dopo essere stato frontman dei Subsonica e dopo il progetto Motel Connection, il cantautore e chitarrista torinese ha partecipato allo scorso Festival di Sanremo, condotto da Carlo Conti e Maria De Filippi, con il brano “Vedrai” che fa parte del suo ultimo album in cui ha ritrovato una dimensione solitaria che spazia dall’electro pop al rock alternativo. Lo incontriamo dietro le quinte dei Tim Mtv Awards a Roma, dove racconta ai lettori di OFF del suo nuovo percorso discografico e di quanto sia importante la composizione testuale nel panorama musicale odierno.

Parliamo di Samuel, del suo nuovo progetto discografico e dove lo sta portando questa nuova esperienza musicale?

Quando esci da una realtà condivisa, come quella da cui provengo io, ci si approccia ad un percorso in solitaria e generalmente ricerchi un confronto con te stesso e un tuo modo di vivere la creatività. Perché parliamo di creatività. Quello che cercavo lo sto trovando ed è proprio la misura solitaria di quello che ho sempre fatto nella mia vita.

Hai parlato di musica solitaria, ma quanto c’è dei Subsonica nel tuo nuovo percorso artistico?

C’è la voce che è la mia, c’è il mio modo di scrivere che è una parte importante dei Subsonica. C’è quello che io ho messo nei Subsonica. È un progetto completamente diverso dai Subsonica perché io senza di loro non sono Subsonica e loro senza di me non lo sono. Possiamo dire di essere Subsonica quando siamo insieme, quando siamo ognuno per la propria strada siamo cose diverse.

L’album “Il codice della bellezza” è una commistione di generi, se dovessi descriverlo in breve, o più semplicemente se dovessi spiegarlo, cosa diresti?

È un disco di canzoni. Amo scrivere canzoni, lo faccio da quando ero molto piccolo. Un disco di canzoni che vuole raccontare questo periodo storico attraverso i miei occhi.

Quanto conta la composizione testuale per un cantautore? Oggi  in Italia ci si lamenta spesso delSamuel (2) fatto che, sì,  ci sono bravi interpreti, ma mancano gli autori. Cosa ne pensi?

Non credo, l’Italia è stata sempre un luogo in cui si scrive della buonissima musica. Nel mondo, ultimamente si è ritornati al gesto tecnico del cantare e alla vocalità del cantante. Inevitabilmente quando intraprendi quel percorso devi lasciare un po’ da parte la scrittura per dare spazio alla voce. Credo che sia un momento di riflessione da quel punto di vista, però c’è un sottobosco musicale italiano di giovani autori indipendenti che scrivono gran bella musica.

Domanda pop. Se dovessero proporti di fare il coach o il giudice in un talent show, accetteresti?

Non lo so, perché ora sono molto concentrato sul mio percorso da autore, cantante e cantautore. In questo momento non accetterei perché mi porterebbe lontano da quello che voglio fare, cioè stare sul palco e raccontare il mio album. In un futuro non è detto, tutto può accadere. Nel momento in cui mi verrà la voglia e la necessità di vivere da quel lato quel tipo di esperienza credo che non ci sarà nessun problema e lo farò.