Eugenio Galli. Armonie proiettate verso la luce e il colore

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U.W. X 1 2009 olio su tela cm200x150Trasparenze di luce, riflessi, giochi di nuvole, voli di farfalle, frammenti di arcobaleno. Sono le visioni dettate dalle pitture di Eugenio Galli. Forme eleganti, sottili, delicate che vagano nello spazio.  Alcune, create con carte e stracci dipinti di bianco formano estrosi bassorilievi, che l’occhio segue ammaliato. Poi ci sono le sculture, con forme solide, realizzate in ferro o in acciaio, che svettano verso il cielo. Un universo armonico, in cui tinte e materiali si accordano con equilibrio.

L’autore chiama questo suo mondo, o questa sua svolta, trascendenza, arte che trascende la fisicità. “La mia arte non prende spunto da elementi materiali, da immagini o elaborazioni mentali né da casualità ma è l’individuo in quanto essere spirituale che crea scevro da qualsiasi ‘interferenza’”. Un concetto che allude ad un atto creativo libero da qualsiasi condizionamento.

  Nato nel 1951 a Seregno, in Brianza, dove ancora oggi ha il suo studio, Galli dipinge dall’adolescenza. Dopo gli studi scientifici, lavora un ventennio nella bottega orafa di famiglia specializzandosi in gemmologia. Il contatto con forme e materiali pregiati contribuisce a far riemergere l’interesse per la pittura.  Così Galli decide di frequentare lo studio di Gianni Arde, dove impara e sviluppa diverse tecniche appropriandosi di un linguaggio personale.

Agli inizi degli anni novanta abbandona la figurazione per concentrarsi su luce e colore. Nascono i cicli astratti, denominati materia e spirito, percezioni universali, iridescenza cromatica, trascendenza. A quest’ultima linea pittorica-scultorea appartengono l’elegia del bianco, le opere multimateriche e le sculture in vari materiali.

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L’artista partecipa a rassegne personali e collettive in Italia e all’estero con successo di critica, mentre le sue opere sono conservate in collezioni pubbliche e private italiane ed estere. Non solo, ma ha un suo Decalogo artistico. Se gli si chiede, ad esempio, che cos’è l’arte, risponde che è “messaggio, comunicazione”, di spirito ed emozioni, al cui servizio devono sottostare tecnica e materiali: “L’arte è parte inscindibile dell’universo spirituale” dice. L’arte deve resistere nel tempo, continuare ad incantare. E ancora “un’opera non può e non deve essere spiegata”, ma deve parlare da sola all’osservatore. Al critico rimane il compito di “presentare il percorso e i punti di vista dell’artista, stimolarlo e attestarne la sincerità”. Idee chiare, e un’arte di qualità personale e innovativa.