Il gioco dell’ostrica di Giacomo Casanova

0
1120

Ostriche e Champagne! Si narra che Casanova fosse solito mangiare fino a 50 ostriche ogni mattina e altrettante prima e durante gli incontri amorosi…. Scrive, appunto, “ per puro caso, un’ostrica che stavo per mettere in bocca ad Emilia sdrucciolò fuori dal guscio e le cadde sul seno. La ragazza fece il gesto di raccoglierla con le dita, ma io glielo impedii, reclamando il diritto di sbottonarle il corpetto per raccoglierla con le labbra nel fondo in cui era caduta…“. Giacomo amava questo “giochino” con l’ostrica, che spesso e volentieri degenerava con scivolamenti, apparentemente sbadati dei molluschi, anche più in basso del décolleté, laggiù dove il velato mistero, rende ancor più eccitante la caccia e gaudente la cattura! Ma perché le unnamed (27)ostriche sono afrodisiache? Sarà per la forma? Certo aiuta…ma in effetti il loro potere è nascosto nell’alta percentuale di zinco che contengono, il quale aumenta sensibilmente la funzionalità degli ormoni e del testosterone, a favore quindi di performance sessuali più appaganti, ma anche di una migliore fertilità sia per l’uomo che per la donna. Le ostriche seducono.. ma che cos’è la seduzione? Una reazione chimica che si attua tra due persone o meglio tra due corpi che si sentono attratti da una misteriosa forza che li spinge a stare assieme, a condividere azioni comuni, a stringere un patto invisibile, teso alla ricerca del piacere reciproco. E Giacomo Casanova conosceva bene l’argomento. Figlio di un’attrice, amava tanto le donne da dichiarare “Coltivare il piacere dei sensi è stato il primo obiettivo della mia vita”. Libertino, edonista, imbroglione, giocatore, spia, ma anche eccellente giornalista e scrittore, ebbe una vita avventurosa e girovaga, costellata di intrighi e conquiste, interessato a se stesso e all’ansia di vivere le sue passioni brevi ma intense, apprezzando, come molti libertini, sia le donne che gli uomini. Probabilmente Casanova fu il più grande seduttore della storia; poche donne seppero resistergli. Il su metodo era semplice: quando incontrava una donna, la studiava, ne assecondava gli umori e gli stati d’animo, scopriva cosa mancava nella sua vita e glielo offriva. Keep attention…men! Sapeva adattarsi agli ideali della donna e dare corpo alle sue fantasie. Mancava l’avventura ad una moglie annoiata? Si intrufolava, passando dalla cappella di una chiesa alla sua camera da letto, per possederla di nascosto dal marito. Orchestrava finte cadute da cavallo per farsi soccorrere e poi agire indisturbato in un campo sperduto. Portava un’amica ad un incontro con una donna, per farla ingelosire. Spesso le donne rivelano in modo sottile di cosa sentono la mancanza, nella loro vita; attraverso gesti, il tono della voce, uno sguardo. Inducendole a credere che siete ciò che a loro manca, ne incarnerete l’amante ideale. Poche resistono alla tentazione di seguire una persona che sembra tanto in sintonia con i loro desideri e capace d’impersonare le loro fantasie. Casanova poi era gentile nei modi, grazioso nelle movenze , perfetto negli inchini, nei baciamano e nei complimenti. Non era mai banale o prevedibile nei gesti di conquista ed elargiva sempre alla donne fiori, profumi, gioielli, convinto che: 

Un uomo che dichiara il suo amore a parole è uno sciocco. L’unico modo di farlo è con le proprie attenzioni

Come tutti sanno il veneziano era molto spesso in giro per l’Europa, in cerca di avventure erotiche od incontri ufficiali con importanti personaggi della politica o dell’economia, per  avere notizie sui loro spostamenti ed operazioni segrete. Nel 1749, all’età di ventiquattro anni, Casanova è incaricato di portare importantiunnamed (28) documenti a Napoli.  Giunto a Civitavecchia volle fermarsi per visitare il porto. Fu lì che vide scendere da una grossa tartana (nave trasporto merci a vela latina) una coppia di persone: un anziano ed una ragazza dal viso delicato e intrigante, vestita però da ufficiale. Quella giovane lo colpì subito, ma probabilmente non sarebbe accaduto nulla se i due non fossero stati alloggiati nello stesso albergo, dove Casanova si era fermato. Li vide nel salone, intenti alla cena e gli sguardi a quel punto si incontrarono. Quella ragazza, abbigliata da ufficiale dava a Casanova una certa curiosa “voglia“, anche perchè il suo anziano accompagnatore quasi la ignorava. Il  giorno dopo Casanova si accorse che la ragazza era rimasta sola nella camera, poiché l’anziano era uscito da solo. Pertanto si risolse di mandarle la guida che lo aveva fino ad allora accompagnato, per tentare un appuntamento. La ragazza rispose che doveva andare a Parma e che quindi, prima di partire per quella meta, si sarebbero potuti vedere a Roma. Così avvenne. Casanova ed Henriette si incontrarono fuori Porta del Popolo, in prossimità del Ponte Molle (sic!). Quello fu l’inizio di un viaggio che li portò a trascorrere assieme circa quattro mesi, come una luna di miele e che, per la cronaca, fu il rapporto amoroso che durò più lungo tempo in tutta la storia della vita del veneziano. Per le donne, Casanova, si metteva spesso nei guai, seducendone in continuazione. A Berna si travestì da cameriera, con la complicità di un albergatore, per sedurre una marchesa, ma l’intrigo si complicò e alla fine, una notte, possedette l’amica vecchia e racchia della marchesa, che gli attaccò una bella infezione! Ad Aix-en-Provence sedusse una monaca incinta, che gli si concesse solo dopo il parto; ad Avignone deflorò una gobba e a Genova, per la prima volta, fece cilecca con una cameriera. A Napoli sedusse una sua figlia senza saperlo e per poco non la sposò; fortuna volle che la madre della fanciulla diciassettenne, volle incontrare lo sposo e si riconobbero. Si riprese dalla choc andando a letto con madre e figlia!  

Una vera furia inarrestabile Giacomino! E uno dei giochini erotici che amava fare con le sue conquiste fu battezzato “Il gioco dell’ostrica”, un divertissement che il Pigmalione, non utilizzava come apoteosi di una unnamed (29)partita di piaceri tra due amanti già ardenti, bensì come strumento per sedurre e corrompere progressivamente anche le dame più caste e recalcitranti. Memorabile è una cena, nel 1770, in una locanda di Roma, dove Casanova è intenzionato a sciogliere la timidezza di quelle due giovano amiche, Armellina ed Emilia, con delle costose ostriche. La funzione dei molluschi diventa essenzialmente ludica e straordinariamente carica di un raffinato erotismo, che i tre consumano con reciproco diletto. Ne godono a tal punto da riderne insieme, abbandonati nel languido abbraccio del piacere. Addio timidezze, dunque, come testimoniano le memorie di Casanova:

 “ Convengo che era difficile il gioco dell’ostrica. Ma mi sono impegnato a insegnar loro come fare per conservare l’ostrica con l’acqua nella bocca, innalzando in fondo ad essa una barriera con la lingua, per impedire di scivolare nella gola. Tenuto a dare l’esempio, ho loro insegnato a introdurre come me l’ostrica e l’acqua nella bocca dell’altro, introducendo al tempo stesso in tutta la sua lunghezza la lingua… ridendo, poi, convenivano con me che nulla poteva essere più innocente.” 

Mangiamo a letto … e poi facciamo l’amore. Esiste nulla di più seducente? Casanova docet!