Giusy Versace: “La rinascita e la vittoria sul dolore”

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IMG_0782Finora Giusy Versace ha vinto tantissime sfide e non solo sul fronte sportivo. Eppure, nulla riesce a regalarle maggiori soddisfazioni della sua onlus Disabili No Limits, che ha l’obiettivo di fornire ausili costosi (come le protesi) ai disabili che non se le possano permettere. Off ha intervistato l’instancabile atleta paralimpica, che da qualche anno sta raccogliendo un grande riscontro anche nel mondo dello spettacolo e che il prossimo 30 aprile verrà premiata a Roma nel corso del prestigioso festival Tulipani di seta nera.

Giusy, con la tua onlus Disabili no limits continui a raccogliere grandi soddisfazioni…
È uno dei progetti più belli e appassionanti a cui abbia mai partecipato. In questi giorni sono stata concentrata sulla nostra ultima iniziativa: fino al 24 aprile è possibile mandare un sms solidale al numero 45518 per aiutare quest’associazione, che fornisce ausili ad alta tecnologia ai disabili che vogliono fare sport ma che sono impossibilitati a farlo a causa di precarie condizioni economiche. Ogni volta che riesco a raggiungere un traguardo, grazie a Disabili no limits, provo sempre un’emozione indescrivibile.

La tua è una storia di rinascita, di vittoria sul dolore. Il tragico incidente automobilistico in cui hai perso le gambe, ti ha poi spalancato le porte su una vita diversa e, sotto molti aspetti, persino migliore di quella precedente…
A riguardo ho scritto un libro, edito da Mondadori, che ho intitolato con un’espressione che è diventata poi il motto della mia vita. Della mia seconda vita: “Con la testa e con il cuore si va ovunque”. E io l’ho sperimentato sulla mia pelle. Con un cuore pulito e una testa forte puoi fare qualsiasi cosa. Credevo di aver perso tutto quella notte, per me è stato devastante ed è stato complicato il processo di ricostruzione di me stessa e della mia vita.

Come sei riuscita a portare avanti con successo questo percorso di “rinascita”?
Grazie ai miei cari, allo sport e alla fede, ce l’ho fatta. L’incidente è stato un doloroso spartiacque e ha diviso la mia vita a metà: la Giusy di oggi e quella di ieri. Se oggi mi guardo allo specchio e ho ancora voglia di sorridere, se vado in spiaggia infischiandomene del fatto di avere un paio di gambe finte, lo devo alle tante persone che mi sono state vicine e che sono state decisive nella volontà di reagire a tutto quello che mi era successo. Quando prego Dio non gli chiedo di tornare indietro. In tutti questi anni, infatti, ho imparato più di quanto si possa fare in una vita intera. Non lo supplico di riavere le mie gambe indietro, so bene che non sarebbe possibile, gli chiedo, invece, di conservarmi questa forza e di poter aiutare gli altri che vivono la mia stessa condizione a sollevarsi dal baratro della disperazione e a costruirsi, sia pure con fatica, una nuova felicità. Io ho sperimentato su me stessa che ciò è possibile.

Nel tuo curriculum, tra tante vittorie sportive, ne spicca una televisiva a Ballando con le stelle…
Quell’impegno televisivo l’ho affrontato con grande incoscienza e tanta voglia di divertirmi. Ci ho pensato molto prima di partecipare a Ballando, ero perplessa e avevo parecchi dubbi. Temevo di non essere all’altezza e non volevo fare figuracce. Il sostegno di tutti i miei cari, però, ha spazzato via ogni dubbio e mi ha convinta a vivere quell’esperienza con la voglia di lanciare un importante messaggio. Cerco continuamente di spronare tante persone a uscire fuori e a osare e non potevo certo tirarmi indietro io. Se la mia partecipazione a Ballando è servita da esempio e offrire anche un piccolo stimolo a chi vive quotidianamente la disabilità, allora ho vinto la mia personale battaglia.

Hai anche condotto la Domenica sportiva: con quale spirito hai affrontato questa importante sfida professionale?
Come ho sempre fatto durante ogni gara, al momento dello sparo, partendo a razzo avendo come unico riferimento l’obiettivo e dimenticandomi di tutto il resto. Entusiasmo, grinta e volontà di superare i miei limiti non mi sono mai mancati, sono dei miei punti di forza e ho cercato di impiegarli anche in trasmissione. Le sfide non mi hanno fatto mai paura.

Progetti futuri?
Dopo le Paralimpiadi di Rio De Janeiro continuerò a dedicarmi alla mia onlus, sperando di poter raggiungere nuovi obiettivi e convincere sempre più disabili a reagire, uscendo fuori di casa e assaporando fino in fondo la vita. E poi c’è un progetto teatrale che mi vedrà collaborare con Edoardo Sylos Labini, a cui tengo moltissimo.

In televisione ti rivedremo?
Se dovessero arrivarmi nuove proposte interessanti e stimolanti, in linea con quella che sono io: perché no?