Diffamare, lo sport nazionale

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IMG_0535L’avvento dei social network e di strumenti come Facebook, Twitter o blog di vario genere e tipo ha determinato un cambio di passo epocale nel mondo della comunicazione.

Parlo volutamente di comunicazione e non di informazione perché pochi sono quei siti o quei blog che hanno la capacità di fornire notizie vere, reali e documentabili.

Il mondo web se da una parte ha reso possibile una comunicazione diretta tra chi detiene un’informazione ed un utente, dall’altra ha generato un mondo colmo di cialtroneria e scarsa professionalità.

Ma il web è uno strumento devastante perché al contrario della carta (che in un modo o nell’altro tendeva al macero) perdura nel tempo.

Difficile per chi ha subito una diffamazione via web cancellare ogni segno di ciò che è stato erroneamente scritto o addirittura filmato.

La nostra storia contemporanea ci ha drammaticamente regalato suicidi di giovani che non hanno saputo difendersi dalle offese finite in rete.

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Ormai siamo prigionieri di un sistema che pare privilegiare le notizie “false” rispetto a quelle vere.

Ci siamo infilati in un meccanismo perverso dove vince chi la spara più grossa e poco interessa se dietro quella falsità ci sono persone, famiglie o altro; l’importante e’ stupire facendo credere che il “blogger” di turno sia straordinariamente informato riuscendo così a convogliare sul suo sito il maggior numero di persone ignare che quel “click” curioso determini traffico e quindi possibili risorse pubblicitarie.

Questo è il mondo degli hashtag e dei tag dove è sufficiente “taggare” il personaggio famoso di turno per indicizzare e avere più seguaci.

Così non interessa se la notizia sia falsa ,anzi meglio perché più pruriginosa, basta che sia credibile, che contenga un po’ di presa in giro ed il gioco e’ fatto .

Magari la legge non contempla nella inesattezza voluta un dolo ma questo in realtà esiste.

Tutti oramai guardano in modo spasmodico i social (politici, società multinazionali e gente dello spettacolo) temendo che qualcuno possa scrivere qualcosa.

Spesso dietro a questi personaggi si nasconde solo il desiderio di essere riconosciuto come interlocutore credibile del tipo “ti attacco per farmi notare e per poi scendere a patti ” in una sorta di ricatto infantile ma profondamente disonesto.

Che fare?

Certo la legge su questo tema e’ ancora lacunosa e necessita di una profonda riforma ma il nostro giornale vuole affrontare e dare un piccolo contributo di verità: quale ?

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Quello di cercare in rete notizie false e magari mostrare i blog o i siti che hanno alimentato polemiche dannose e non hanno contribuito ad informare semmai a disinformare.

Noi cercheremo e daremo spazio a chi ha voglia di raccontare la propria esperienza di “persona diffamata a mezzo web” perché se commentare è lecito, inventare è disonesto ed oggi essere OFF come il nostro giornale significa raccontare sempre la verità, magari a discapito di qualche seguace di troppo.