Davide Esposito o l’esule del pop

0
116

IMG_0281La Francia ti ama più dell’Italia? «Purtroppo sì» mi risponde Davide Esposito, che lo scorso dicembre ha ricevuto il Grand Prix de la Chanson Française come autore-compositore. Un premio ambito, assegnato per la prima volta ad un italiano.

Nato a Napoli, Davide si è poi trasferito nelle Marche. Ma da oltre dodici anni Parigi l’ha accolto a braccia aperte, dandogli la possibilità di scrivere e comporre musica per dei grandi artisti. Ovviamente, prima di partire ha provato a farsi conoscere qui da noi: «Ho presentato le mie canzoni a dei discografici italiani, ma non si è mai concretizzato nulla». Oltre a scrivere testi, Esposito suona il pianoforte, la chitarra, il basso, è arrangiatore e programmatore.

La musica di Lucio Battisti, Lucio Dalla, Pino Daniele, Francesco De Gregori, ma anche la canzone napoletana, Sting e gli U2 sono stati i suoi riferimenti. Tra le tappe importanti della sua carriera la borsa di studio al CET di Mogol, con cui ha lavorato per tre anni suonando lungo tutta la penisola i grandi classici del suo repertorio, e le collaborazioni con big della canzone come Celine Dion e Johnny Hallyday («per i francesi è un’icona nazionale, un personaggio a metà strada tra Celentano e Vasco»).

Ma lui è orgogliosissimo anche delle due recenti ed italianissime sinergie professionali con Nina Zilli e Pacifico, e guarda già oltre: «Vorrei proporre una mia canzone ad Elisa». Intanto, dopo Amore Eterno, Un uomo e Roma –California, è al lavoro al suo quarto album, del quale anticipa: «Dopo tre dischi francesi in lingua italiana vorrei che il prossimo fosse in francese, così che chi da sempre ascolta i miei brani possa ritrovarsi anche nelle cose che racconto».