Quegli immensi minori che cambiarono la pittura rinascimentale

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5_Circoncisione_Marco BelloEcco una mostra utile e intelligente: “Bellini e i belliniani dall’Accademia dei Concordi di Rovigo”, aperta sino al 18 giugno a Palazzo Sarcinelli di Conegliano. Accanto a un paio di capolavori di Giovanni Bellini, il grande pittore veneziano vissuto dal 1430 circa al 1516, la mostra presenta quelli rari, preziosi e poco noti, di un bel gruppo di seguaci, della collezione dell’Accademia dei Concordi di Rovigo. Ottima idea, perché l’arte è fatta non solo dai grandi nomi, ma anche da quelli più piccoli, che tramandano con il proprio linguaggio, stilemi e motivi di un maestro.  La rassegna, promossa dal Comune di Conegliano e Civita Tre Venezie, è curata da Giandomenico Romanelli con un bel catalogo (Marsilio).

Giovanni Bellini, appartenente ad una famiglia di artisti, è stato uno dei maggiori pittori veneziani del12_Ritratto-di-giovane_Andrea Previtali Rinascimento, apprezzato persino dal toscano Giorgio Vasari che, pur a denti stretti, considerata la sua “toscanofilia”, ammetteva che la pala di San Zaccaria del pittore era «condotta con grande diligenza». Più che diligenza, genialità, creatività, bravura, senso del colore. Doti trasmesse ad artisti come Tiziano, Giorgione, Sebastiano del Piombo, Lotto ed altri ancora.

Ma quella selva di seguaci minori, ricchi di fascino, chi erano? La mostra ne propone un bel gruppo, da Marco Bello a Lazzaro Bastiani, da Nicolò Rondinelli al più noto Jacopo Negretti detto Palma il Vecchio, da Dosso e Battista Dossi sino ad un paio di fiamminghi. Così, dopo le due fondamentali opere di Giovanni Bellini, la Madonna col Bambino del 1470 circa e il Cristo 2_Giovanni Bellini_Madonnaportacroce (bellissimo) del 1510 circa, si snodano quelle di collaboratori di bottega, aiuti, allievi, simpatizzanti. Riconoscibili come “belliniane” per motivi tipici come i contorni di un volto, la struttura delle mani, i paesaggi incantati, le colline scoscese, l’atmosfera serena, intensa. La Circoncisione di Marco Bello è intrisa di poesia naîve, con le sue forme semplificate ed efficaci, la Madonna con il Bambino di Jacopo da Valenza, con il bambino panciuto e la madre pensosa, è creata da linee nette, scolpite. Ciascuno ha un suo stile.

Le sorprese sono davvero molte nel tragitto tematico che conduce dal primo Rinascimento alle Madonne con il Bambino, dalle Sacre conversazioni all’immagine di Cristo, dalle suggestioni dal nord a soggetti profani e ai ritratti. Non solo, ma la mostra si estende al territorio dove i pittori hanno lavorato, proponendo una serie di testimonianze sparse in numerosi centri da Conegliano a Vittorio Veneto, da Feltre ad Asolo a Treviso attraverso numerose tappe.