Roberto Cipullo: “Non è vero che il cinema italiano fa perdere soldi”

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IMG_3492È un produttore che ama il suo lavoro e che detesta i disfattisti, Roberto Cipullo. Con la sua Camaleo, in coproduzione con la spagnola Ulula Films, ha realizzato Ovunque tu sarai, un road movie dal 6 aprile nelle sale cinematografiche che annovera nel cast Ricky Memphis, Francesco Montanari, Primo Reggiani e Francesco Apolloni, che interpretano un gruppo di tifosi della Roma alle prese con una trasferta a Madrid che cambierà a tutti la vita. OFF ha incontrato Cipullo in occasione della presentazione dell’opera prima del regista Roberto Capucci.

Roberto, com’è nato il progetto legato al film Ovunque tu sarai…
È nato da un regista che un giorno mi ha detto: “Vorrei fare un film sulla Roma”. A quel punto gli ho risposto: “Io fifo Inter, di conseguenza non m’interessa”. Scherzi a parte, alla base di quel progetto c’è una storia di amicizia capace di raccontare il lato migliore e più positivo del calcio.

Quello del tifo, in Italia, è sicuramente un argomento controverso…
Se avessi un figlio, probabilmente, oggi allo stadio non lo manderei. La trasferta, invece, così come viene raccontata da Ovunque tu sarai, gliela farei fare. Perché il tifo dev’essere quello che mostriamo nel film: prendersi in giro, per esempio, o sorridere delle piccole scaramanzie, dei riti che scandiscono le partite di tanti appassionati. Ricky Memphis, per esempio, in tutti questi mesi mi ha spesso ripetuto che non avrebbe voluto rilasciare interviste perché non voleva parlare della Roma. È talmente tifoso ed è talmente scaramantico che preferisce non parlare della sua Roma. E il tifo è giusto che sia così, prendere o lasciare (sorride, ndr).

Tornando a Ovunque tu sarai, soddisfatto del risultato finale?
Ne vado orgoglioso, ci abbiamo lavorato otto mesi al montaggio. Non ci siamo mai abbattuti durante la lavorazione della pellicola. Quello che fino a oggi mi ha maggiormente inorgoglito è stato il riscontro che abbiamo avuto al Terminillo Film Festival, dove al termine della proiezione in anteprima, ci sono stati tantissimi applausi.

L’ha sorpresa questo tipo di riscontro?
Mi ha inorgoglito perché, generalmente, si tende a denigrare il cinema italiano. Aver portato a termine un’opera prima con una bella storia, capace di divertire e di commuovere il pubblico, è per me un motivo per cui essere fieri.

Il personaggio interpretato da Ricky Memphis, Carlo, a un certo punto scopre di essere malato. Eppure il regista, a sorpresa, non indugia mai troppo su questo dramma…
Il regista, Roberto Capucci, è stato molto bravo, anche da questo punto di vista, perché è riuscito a mantenere un perfetto equilibrio tra la componente divertente e quella drammatica. E spero proprio che questa chiave rappresenti il punto di forza del successo che mi auguro riscuota questo film.

Quanto è difficile produrre in Italia?
Partendo dal presupposto che non sopporto il disfattismo assoluto, ritengo che tutto stia diventando difficile perché si sta diffondendo la falsa convinzione secondo la quale il cinema italiano farebbe perdere soldi. Oppure che il cinema italiano non vada bene. Ma non è vero. Non è assolutamente vero. Sono i film brutti a far perdere soldi. E mi riferisco a quelli che vengono fatti per assecondare l’ego smisurato di un determinato regista o produttore, incentrati su storie che interessano al massimo a sette persone. Se uno prova a fare bene un film, con una storia universale o riconoscibile, sono convinto che possa avere successo. Trovare i soldi? Spezziamo, per una volta, una lancia in favore delle Istituzioni, che hanno fatto una legge sul tax-credit esterno che aiuta i produttori. Una legge, che attualmente stanno rivisitando, che ha rilanciato i produttori capaci di attirare risorse sul cinema. Se uno sta fermo e spera che qualcuno gli dia due milioni di euro per fare un film, è anche giusto che poi non lo faccia. Se un produttore, invece, sì dà da fare, cercando e attirando risorse, riesce a svolgere al meglio il suo bel mestiere. Naturalmente, abbiamo utilizzato la formula del product placement senza che il telespettatore se ne renda conto. E ci siamo riusciti perché abbiamo trovato determinati marchi in base alla sceneggiatura e mai il contrario.

Progetti futuri?
Uno molto importante. Il 2 maggio cominceremo le riprese di un film che s’intitola Sconnessi. Nel cast ci saranno Ricky Memphis, che ormai considero un mio “figlioccio”, Fabrizio Bentivoglio, Carolina Crescentini, Antonia Liskova, Maurizio Mattioli e Stefano Fresi. Anche Sconnessi sarà incentrato su una storia in cui spero possano riconoscersi tante persone.