“Ho adorato violentemente Walter Chiari”

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download (1)L’esordio a teatro con Walter Chiari, nel 1978. La televisione, come soubrette e conduttrice, ma soprattutto il cinema, con più di 20 film all’attivo e collaborazioni con registi d’eccezione, da Steno a Sergio Corbucci, da Pier Francesco Pingitore a Giovanni Veronesi. Daniela Poggi è una certezza dello spettacolo italiano. Una grande carriera passata anche per pellicole piccanti e le copertine di Playboy, fino alle istituzioni, con un posto da assessore al Comune di Fiumicino. Una vita dedicata alla Fede, alla devozione a Santa Rita, e al suo grande amore, il mestiere dell’attrice, che torna prorompente nella sua esistenza. Dopo essersi dimessa da assessore la scelta di tornare a calcare le scene. Il 6 aprile prossimo sarà protagonista a Milano, con Giovanni Nuti, di una cantata per voce solista, coro e orchestra in una serata in onore di Alda Merini e in tv sul set della nuova edizione delle “Tre rose di Eva”.

In questa intervista OFF, Daniela Poggi racconta la sua vita, i suoi esordi, la sua carriera

La versatilità di Daniela Poggi: la tua carriera è fatta di teatro, varietà, cinema, televisione, conduzione, regie..Riesci a fare tutte queste cose e farle bene?

Non posso rispondere a questa domanda. Qualcuno che ha della creatività, che ha voglia di misurarsi con il pubblico, che ha emozioni da esternare, che è curioso, dovrebbe misurarsi con tutte le prove creative: dalla pittura, alla musica, canto, ballo. La mia piena realizzazione è nel rapporto con gli altri. La condivisione. Mi annoia il sentiero unico. Il mio lavoro è un viaggio.

Un episodio Off della tua carriera?

Io sono partita up, al top, poi soft-out, adesso sono al periodo OFF.
I miei esordi sono stati molto alti. Ho calcato subito le scene con Walter Chiari a Milano.

Un ricordo di Walter Chiari?

Un uomo che ho adorato violentemente per il suo istrionismo, per la generosità. Avevo 21 anni quando l’ho conosciuto; lui aveva l’età di mio padre. Era la mia enciclopedia. Aveva tante fidanzate che arrivavano e venivano e lui si sapeva gestire. Non era un divo. Un cavallo pazzo, indomabile ma straordinario. Mi ricordo delle sere in teatro, lo si aspettava per iniziare lo spettacolo. Non arrivava. La voce dava l’annuncio:” Signore e signori, abbiamo qualche problema tecnico, ma fra poco lo spettacolo avrà inizio”. L’impresario ci intimava di cominciare. Da testo lui doveva entrare dopo un po’. E lui si materializzava dall’esterno. Entrava dalla platea salutando il pubblico come se niente fosse. Per me è stata una grande scuola di elasticità. Quando incontro registi “stretti” di vedute, ripenso a Walter.

E con Gino Bramieri?

Esattamente l’opposto. Era amico di mio padre. Era tremendamente solo, non gioioso, rigorosissimo. L’opposto di Walter. Io non ho fatto scuole di teatro. Mi sono sempre buttata in scena. Dal collegio dove recitavo Racine davanti alle suore fino all’animazione Club Med a Jerba..

Poi Cinema. Sempre al top..

Corbucci, Steno, Nasca, Festa Campanile come registi. Attori: Dorelli, Pozzetto, Montesano, Buzzanca, Belmondo.. Ero una bella ragazza modello sportivo, sembravo americana, in salute. Mi ricordo un cinema dove c’era la gioia di stare insieme, perdere tempo anche, mangiare tutti assieme con la troupe. Era un cinema senza nevrosi. Oggi è tutto più serioso e molte persone si prendono troppo sul serio, che noia!

La femminilità è cambiata rispetto a una volta? Le Miss o Playboy avevano qualcosa di più casto rispetto ad oggi?

Non c’era malizia. Non c’era volgarità.

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Che cos’è la volgarità?

Un atteggiamento, un linguaggio. Utilizzare se stessi, il proprio corpo per fini promozionali è volgare e non premia. Attirare l’attenzione proponendo il proprio corpo come merce di scambio è volgare. Mi sembra che rispetto ai servizi d’arte di alcuni fotografi di allora, tutto è peggiorato negli anni. Nelle commedie sexy che ho fatto io non c’erano parolacce.

Ti danno fastidio le parolacce?

Io ho girato un film di genere brillante con un regista famoso dove c’era la bestemmia all’ordine del giorno. Io me ne sono andata:” se non la smettete di bestemmiare me ne vado!”

Com’è andata a finire?

Con quel regista non ho più lavorato!

A quanti hai fatto girare la testa?

A tanti sì.

 Il corteggiamento più bello che hai ricevuto?

R: Un giornalista a Città del Messico che si era innamorato perdutamente di me, mi mandò a prendere in albergo in Rolls Royce. Arrivai al luogo dell’appuntamento: cento Mariachi che mi fecero la serenata e quando scesi dalla Rolls bianca, mi arrivarono cento rose!

E poi?

Non è successo nulla. Era troppo pazzo e non mi piaceva!

Una follia che hai fatto tu per amore?

 Una? Tante! Sempre per amore. Ho attraversato il Sudamerica per andare a trovare un ragazzo che stava a New Orleans. Per amore ho scavalcato le montagne!

Hai smesso di scavalcare?

Raggiungendo una certa saggezza perdi quella follia, quell’incoscienza. È un peccato.

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Hai ricevuto proposte di altra “natura” diciamo indecenti?

 Non faccio nomi ma sono volate sberle, spinte, sputi, sono scappata, ho lanciato bicchieri in faccia.. Un produttore che mi chiamava di notte invitandomi a partecipare….ti facevano capire: ” se ti concedi avrai quello che vuoi, altrimenti niente!” Un altro produttore mi chiese di trasferirmi a Los Angeles. Avrei dovuto sottomettermi. Ho perso tante occasioni ma chissenefrega! Oggi è un po’ cambiata, spero.

Hai elaborato una tecnica per neutralizzare queste avances?

R: Se a uno di questi parli della famiglia, chiedi dei figli, della religione se sono credenti. Bisogna toccare argomenti che fanno cadere l’eros. Sempre con il sorriso:” Andiamo a cena? Va bene! Mi fai vedere una foto di tua moglie? Che bella donna!” Bionda, bruna, gialla, verde..Ma quanti figli hai? Se entri nel vissuto di quest’uomo di potere, lo disarmi col sorriso.

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Hai subito stalking da parte di qualcuno?

 Ho avuto uno che mi telefonava a casa continumente. Ho denunciato alla polizia.

Che voleva?

Voleva parlare, venirmi a trovare. Su Facebook se non ci sono amicizie in comune, non concedo l’amicizia.

Che succede nella testa di un femminicida secondo te?

La donna ha fatto passi da gigante. È autonoma, ha consapevolezza di sé, ha potere decisionale, è indipendente economicamente anche perché oggi uno stipendio solo non basta. La donna è avanti, l’uomo per sua natura è stanziale. L’uomo non ha capito questa evoluzione: rabbie, gelosie, rancori e a volte purtroppo si supera il limite.

Hai conosciuto da vicino l’Alzheimer dovendo assistere in casa per tanto tempo tua mamma. Vuoi dare un consiglio a chi si trova a convivere con questa misteriosa patologia?

Amore. Bisogna avere con i malati delle espressioni molto gioiose, affettuose nel volto. Loro riconoscono il volto e la bocca in giù e ci rimangono male. Abbracciare e farsi abbrcciare e poi, renderli partecipi. Quando preparavo il monologo su di lei, mia madre era seduta sul divano, facevo venire a provare i musicisti a casa e lei applaudiva. Non capiva cosa stavamo facendo, ma si rendeva conto che era la spettatrice numero uno! Fare delle coccole, massaggini. Accarezzare il viso e la sera, cantare la ninna nanna come ai bambini. È una malattia devastante. Prima mia madre era un cavallo impazzito, furioso, buttava le cose dal balcone. È bastata una pillolina ed è diventata un angioletto.

La tua fase top l’abbiamo esplorata. Poi mi dicevi, hai passato una fase di mezzo, soft?

Le fiction. Non capisci bene “che stai facendo”. Le fiction ti legano, ti identificano. Soft ma anche “out”.

Quale sarebbe stato un incontro top nella tua vita? 

 Se avessi conosciuto Bergman! Truffaut. Potevo essere un’attrice di Truffaut!

Invece ti arriva la proposta di conduzione di Chi l’ha visto? Un ricordo di quelle dirette?

Panico. Adrenalina. Il terrore di essere sopraffatta dall’emotività: sparizioni, uccisioni, killer che se ne andavano in giro.. La cosa bella era quella di sentire di essere al servizio di persone che avevano bisogno.

La parte del tuo corpo che apprezzi di più?

La bocca e le caviglie!

Quella che non ti piace?

Il bianco dell’occhio come si chiama?

(Rispondo: la sclera) Si può renderla più bianca?( Faccio segno di no: più bianca non si può)

Sei stata assessore a Fiumicino

Cultura, Politiche giovanili, pari opportunità, diritti degli animali. Ho cercato di portare sul territorio la Cultura, che è anche cultura del rispetto dell’ambiente, degli animali, del territorio, dello Stato.

Cosa vorresti che si facesse in Italia per la tua professione?

Vorrei più rispetto per la categoria: Attore.

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