Ora Carlo Conti dedichi lo Zecchino d’Oro a Cino Tortorella

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Mago-ZurlìLascia orfane generazioni di ex piccoli telespettatori, cresciute a pane, canzoncine per bambini e Mago Zurlì. Si è spento a Milano, all’età di 89 anni, Cino Tortorella che, nei panni del celebre mago vestito d’azzurro, ha animato la più famosa gara per baby ugole canore della nostra tv: Lo Zecchino d’Oro. Conduttore della kermesse dalla prima alla 51esima edizione, si guadagna nel 2002, proprio in virtù della longeva conduzione del programma, l’ingresso nel Guinness dei Primati. Doloroso il divorzio dalla sua creatura mediatica avvenuto, non per sua volontà, nel 2009. “Sono molto addolorato, lo Zecchino d’Oro l’ho inventato io 50 anni fa […] un nuovo direttore ha deciso di eliminare tutti quelli che avevano costruito la storia dello Zecchino e anche Topo Gigio è stato considerato troppo vecchio e quest’anno non ci sarà”, dichiarò, con amarezza, ai microfoni di Radio Monte Carlo.

I problemi di salute degli ultimi anni, con due esperienze di premorte affrontate nel 2007 e nel 2009, a proposito delle quali ha raccontato di aver visto “in un abisso di chiarità” sua sorella, l’ex compagna di tante avventure televisive Mariele Ventre, e di aver udito la voce di sua madre, non avevano fiaccato la sua voglia di vivere, né gli avevano infuso nell’animo un persistente timore nei confronti della morte. “Oggi so che, quando il cuore smetterà di battere, la vita non sarà finita. Non sono molto religioso, vengo da una famiglia di povera gente con una mamma che è rimasta vedova a 24 anni con una bambina ed un bambino che doveva ancora nascere. Io sono nato sei mesi dopo la morte di mio padre. Mia madre ha continuato a credere in questo suo Dio che ha permesso questo”, ha rivelato, nel settembre dello scorso anno, ospite di Pomeriggio 5.

TORTORELLA

Negli ultimi anni, quella manifestazione così amata da Tortorella ha perso smalto, appeal e pubblico. Tanto pubblico televisivo. Un’inesorabile parabola discendente l’ha vista protagonista, una girandola di conduttori e piccoli aggiustamenti al format non sono stati capaci di ridestare interesse attorno alla storica kermesse. Quest’anno tocca a Carlo Conti, nuovo direttore artistico dello Zecchino, tentare di riportare agli antichi fasti la kermesse. Un’impresa non certo facile, sicuramente assai più complessa di quella operata per Sanremo. Una sfida da oggi in poi ancora più difficile, dal momento che il conduttore toscano non avrà più la possibilità di ascoltare gli eventuali consigli di chi lo Zecchino lo ha amato, e poi rimpianto, più di chiunque altro. Conti, uomo dalla profonda sensibilità, saprà, senza cadere nella facile retorica, individuare e tributare il giusto, sebbene ahimè tardivo, omaggio al papà dello Zecchino d’oro. Così come, per esempio, è stato fatto in passato quando nel 1995 il Piccolo Coro dell’Antoniano è diventato il Piccolo Coro Mariele Ventre dell’Antoniano.