Crescentini: “non si può sostituire la vita con i social network”

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CrescentiniNegli ultimi tempi l’abbiamo prima apprezzata nella fiction di Raiuno, I bastardi di Pizzofalcone, mentre in questi giorni è al cinema con la commedia Beata ignoranza. Carolina Crescentini, che Off ha incontrato in occasione della presentazione romana del film diretto da Massimiliano Bruno, ci racconta il suo momento d’oro. Romana, classe 1980, lanciata dieci anni fa dal film Notte prima degli esami – Oggi di Fausto Brizzi, ci svela un divertente aneddoto legato alla sua carriera.

Carolina, come ti sei trovata a recitare con Alessandro Gassmann e Marco Giallini nel film “Beata ignoranza”?

È stato uno spasso, con loro ho vissuto un’esperienza davvero stimolante e allo stesso tempo divertente. Con Alessandro avevo già lavorato, di recente, alla fiction “I bastardi di Pizzofalcone”, che è appena andata in onda su Raiuno. Anche Marco è stato una piacevole scoperta. Insomma, ho avuto il piacere di collaborare con due straordinari professionisti che sono anche degli uomini davvero simpatici. 

In questo film interpreti il ruolo di una donna morta un po’ di anni prima e che rivive attraverso i ricordi dei vari personaggi. Che effetto ti ha fatto?

È una cosa che mi ha lusingato, visto che ho scoperto che, stando a un’antica leggenda legata al mondo del cinema, interpretare un fantasma o una persona morta porta bene.

Al centro di “Beata ignoranza” c’è una tematica di forte attualità: l’eccessivo utilizzo della tecnologia a svantaggio dei rapporti umani. Qual è il tuo rapporto con i social?

Con i social-network e con la tecnologia in generale ho un rapporto moderato, nel senso che cerco di non esagerare mai. Ho un mio profilo pubblico su Twitter e su Instagram e uno privato su Facebook, dove cerco di interagire con i miei amici. Certe volte li uso per puro divertimento, altre volte semplicemente per dire la mia sui temi più disparati. Ma non mi sognerei mai di sostituire le emozioni e i rapporti umani con i social-network, si tratta di due cose completamente diverse.

All’inizio dell’anno ti abbiamo vista su Raiuno nella fiction “I bastardi di Pizzofalcone”. Ti aspettavi questo grande successo?

No, è una cosa che non non mi spiego, sconvolgente. Anche se, naturalmente, ci speravamo molto visto che credevamo molto in questa fiction. In un primo momento, non mi ero resa conto dell’enorme riscontro che stava ottenendo “I bastardi di Pizzofalcone”, visto che durante il periodo di messa in onda della serie, ero molto presa dal trasloco nella mia nuova casa, a Roma. Poi, un giorno, scendo sotto casa per acquistare il pane e m’imbatto in un imprevisto piuttosto singolare.

Che tipo di imprevisto?

Era appena andata in onda la puntata della fiction in cui il mio personaggio, Laura Piras, decideva di lasciare l’ispettore Giuseppe Lojacono, interpretato da Alessandro Gassman. Proprio per quel motivo, la fornaia non voleva vendermi il pane (ride, ndr). Questa cosa mi ha fatto riflettere sugli effetti della televisione sul pubblico. E ho capito che quando si recita in una fiction, per il telespettatore diventi quel personaggio anche se in realtà non lo sei (sorride, ndr).

Prossimi impegni?

Mi rivedrete al cinema in una nuova pellicola diretta da Max Croci, che uscirà in primavera. Accanto a me ci sarà Ambra Angiolini. E poi, nei prossimi giorni, comincerò a girare un nuovo film diretto da un regista marocchino. Il titolo non posso dirvelo, anche perché cambia continuamente. Vi anticipo, però, che si tratta di una spy-story ambientata nell’Ottocento. Mi affascina molto lo studio che dovrò fare per entrare al meglio in questo progetto.