Quel dramma che rivoluzionò il fumetto

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download (2)In una giornata di pioggia incessante nel Bronx, avvolto nel suo cappotto e nella sua disperazione, Frimme Hersh torna a casa dopo aver sepolto sua figlia Rachele. “A volte capita: un padre cresce una figlia con amore e dedizione solo per perderla… colta dalle sue braccia, come un frutto, da una mano invisibile, la mano di Dio”. Inizia così Contratto con Dio, una storia intima, viscerale, nata dalla disperata domanda di un padre: “Perché proprio a me?”. Il padre in questione era Will Eisner, uno dei patriarchi del fumetto mondiale, a cui era, da poco, morta la figlia Alice, malata di leucemia. “Disegnavo, disegnavo…fu l’unico modo in cui riuscii ad andare avanti” ricordava Eisner nella monumentale biografia A Spirited life di Bob Andelman. Contratto con Dio è un’opera che crea uno spartiacque e rivoluziona il modo di fare e concepire il fumetto.

Quando uscì, nel 1978, Eisner aveva sessantuno anni. Era, infatti, nato il 6 marzo 1917. Cento anni fa. Per l’occasione, il festival de le Bande Dessinée di Angoulemme gli ha dedicato una grande retrospettiva, mentre alla Society of Illustration di New York, il 10 marzo, sarà inaugurata un’altra importante mostra che ripercorre tutta la lunga carriera del padre di The Spirit. Nato e cresciuto in una famiglia di immigrati ebrei, il 29 ottobre 1929 vendeva giornali all’angolo di Wall Street, pochi anni dopo aveva già un suo studio di fumetti. Quegli anni saranno magistralmente raccontati in Verso la tempesta. Arriva anche per lui, infatti, la tempesta della guerra. “I nazisti stavano massacrando la mia gente, e io avevo la possibilità di ucciderne alcuni” confida, ma non sarà così: saputo del suo talento, lavorerà nella propaganda, addirittura, il mitico “generale d’acciaio” Patton lo richiede a Casablanca.

Finita la guerra, Eisner continuerà a lavorare per l’esercito realizzando manuali didattici, sino all’uscita di A Contract with God, primo di una lunga (e importante) serie di graphic novel, recentemente pubblicati, in Italia, da Fandango. Anche se, come faceva notare Andrea Plazzi (traduttore ed esperto delle sue opere), Eisner rimane un autore idolatrato dai colleghi e da una ristretta cerchia di esperti e cultori, ma poco conosciuto e letto. “Will Eisner – spiega Daniele Bonomo (autore di Will Eisner. Il fumetto come arte sequenziale, Tunuè, 2005) a ilGiornaleOff – è stato un Maestro e risulta difficile limitare la sua importanza e la sua influenza a questo o a quel settore specifico del fumetto. Ha attraversato la narrazione disegnata in maniera trasversale dando il suo contributo in ogni suo aspetto. È stato un maestro, ha visto nascere il fumetto, ha contribuito a farlo crescere e ci ha indicato le sue potenzialità per il futuro”. È doveroso, quindi, nel centenario della nascita, (ri)leggere i suoi testi. Per immergersi in storie di vita vera. Per commuoversi e sorridere. Per ricordarsi le potenzialità dell’arte sequenziale. Riscoprendo (o scoprendo) che, come ha detto Frank Miller, “Einser è il migliore: ce le suona ancora a tutti”.