Se la cronaca nera ci invade: informazione o processo mediatico?

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È di queste ultime settimane l’accusa di Fiorello alla televisione per l’eccessivo spazio dato alla cronaca nera in televisione. L’argomento è importante anche perché spesso la cronaca nera è narrata nelle televisioni generaliste in fasce di utenza protetta. Ci viene in questo senso in aiuto il libro di Vittoriana Abate, inviata di punta di Porta a Porta, e Cataldo Calabretta, avvocato e docente universitario, Il LIBRI_FOTOragionevole sospetto (Imprimatur, pp.144, Euro 14,00). È questo un testo importante perché scritto da due persone che vivono quotidianamente la cronaca ma la approcciano con una attenzione particolare. Da una parte l’avvocato Cataldo Calabretta docente all’Università di Cosenza e dall’altra Vittoriana Abate da sempre inviata e giornalista di punta di Porta a Porta; due professionisti seri che si pongono quotidianamente il tema della narrazione dei fatti di cronaca in televisione.

Si parla in questo libro della differenza sostanziale e non formale tra informazione, ossia diritto di cronaca, e processo mediatico. Se da una parte l’informazione è importante e spesso decisiva anche nel coadiuvare e spronare indagini che talvolta vengono trascurate, dall’altra il processo mediatico e sommario che spesso attiene alla morale e non alla concretezza degli avvenimenti risulta deleterio. Si parla nel libro di tre verità quella storica, quella processuale e quella mediatica che spesso si trovano in grande contraddizione facendo scaturire confusione e spesso mala informazione. Sono all’ordine del giorno errori giudiziari che coinvolgono gente comune che però si sono già trovati nel tritacarne mediatico da cui, anche e nonostante l’assoluzione, non riescono più ad uscirne.