I segreti della governante-amante di D’Annunzio…

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Le donne, le sue donne, se lo contendono e lo accudiscono. In una situazione coinvolgente ed eccitante, a mezz’aria fra dramma e commedia, nelle stanze del Vittoriale di giorno lui le cerca, le manovra, le eccita e le sobilla, mentre di notte, seduto allo scrittoio, litiga con Mussolini e dialoga con Eleonora Duse, la donna che non c’è più, l’unica veramente amata da cui fu riamato.

Devota servitrice, per le sue apprezzatissime qualità viene ri-battezzata Aélis, come ci informa Giordano Bruno Guerri nel suo La mia vita carnale. Amori e passioni di Gabriele D’Annunzio, in assonanza col francese héliceelica, per evocarne le virtù d’amante – soprattutto nell’amore orale -.Giorgia Sinicorni: “io come Aèlis, la donna che amò privatamente il Vate”  Conoscerete Luisa Baccara e la Duse, non foss’altro che per ricordi scolastici, ma forse non Amelie Mazoyer: la incontrò durante il soggiorno francese nel 1911, lei ventiquattro anni e lui quarantotto, se la portò al Vittoriale, divenne la sua ancella, la governante delle donne di servizio (le “Clarisse”) e la volenterosa assistente delle sue operazioni erotiche, talvolta come protagonista e talaltra come co-protagonista.

Esiste un diario, di Amelie Mazoyer, un diario segreto, il Vittoriale segreto verrebbe da dire, ad oggi incredibilmente inedito. Mettete un attimo da parte il superomismo, il vitalismo, l’onomaturgia (in cima alla mia personalissima lista delle sofisticherie linguistiche di nuovo conio svetta il “cagoia” affibbiato al ministro Nitti) e le altre reminiscenze che solitamente si accompagnano alla figura di Gabriele D’Annunzio e prendetevi un week end libero, se siete di Roma, il 17, 18, 19 al Teatro di Tor Bella Monaca, domani e dopo domani al Teatro Niccolini di Firenze e venerdì alla città del teatro di Cascina, per la pièce D’Annunzio segreto, scritta da Angelo Crespi e diretta da Francesco Sala, con Edoardo Sylos Labini nel ruolo del Vate e Giorgia Sinicorni/Amelie Mazoyer, Evita Ciri/Luisa Baccara e Viola Pornaro/Elonora Duse. E’ un’opera incentrata sui moti dell’animo di uno scrittore (e poeta, drammaturgo, militare, politico, giornalista) negli ultimi anni di vita, vecchio ma vitalissimo, un po’ tragico e un po’ comico, circondato e accudito dalle sue amanti, la pianista Luisa Baccara e la governante Amelie Mazoyer.

D’Annunzio segreto ci riconsegna Gabriele D’Annunzio come non l’abbiamo mai visto, nel suo aspetto più nascosto e quindi più autentico e quindi …umano, troppo umano. Ne parliamo con Giorgia Sinicorni/Amelie Mazoyer.

download-9Quando hai letto D’Annunzio la prima volta? Lettura scolastica o lettura volontaria?

L’ho letto a scuola, il personaggio di D’Annunzio è una figura mitica che incuriosisce sempre gli adolescenti; al mio esame di maturità mi hanno interrogata su “Piove” facendomi una domanda cui non sapevo rispondere e in un certo senso sto ripagando il mio debito con D’annunzio…

Che personaggio è Amelie Mazoyer?

Amelie è una figura particolare nella vita di D’Annunzio  è un personaggio sconosciuto ai più, è un occhio privilegiato sulla vita privata del poeta, l’unica che non abbia anche un’ aura pubblica, come la Duse. I suoi diari sono una fonte preziosissima  di informazioni: raccontano tutte le dinamiche private del Vittoriale, i rapporti tra gli abitanti , tra D’Annunzio e le donne e con le persone  che venivano ricevute. Per me questo è molto stimolante, perché mi permette di lavorare su una parte di realtà e una parte di astrazione, giocando con un personaggio allo stesso tempo molto realistico e quotidiano come la  “governante” ma anche con i suoi lati più nascosti e oscuri.

L’autore del testo teatrale è Angelo Crespi: cosa distingue questo “D’Annunzio segreto”, a livello di scrittura, rispetto al precedente andato in scena qualche anno fa?

In un certo senso si può dire che questo spettacolo inizia dove l’altro finiva, si comincia con la morte di D’Annunzio e da lì ci si addentra in un universo molto più notturno e onirico. Lui è più vecchio e più impaurito dalla morte e i rapporti con le sue donne sono più consolidati, come dei matrimoni che durano da molti anni.

Una volta c’era il Divin Marchese autore di libri che si legg(evan)o con una mano sola, poi magari mi son perso qualcosa, infine i Cento colpi di spazzola e le Cinquanta sfumature, passando prima per Anaïs Nin e Simone de Beauvoir giusto per citare le più famose: nonostante la recente ondata “rosa”, perché secondo te le Henry Miller al femminile sono statisticamente poche? Saremo mica ancora nel predominio dell’ideologia fallocratica?

Basta aprire internet per rendersi conto che l’erotismo è ancora considerato appannaggio dell’uomo, anche i rapporti saffici sono sempre ad uso e consumo di uno sguardo esterno, pure il tanto applaudito la “Vie d’Adele” secondo me riflette il sesso tra due donne da un punto di vista completamente maschile. Lamedia dimostrazione più tragica di questa realtà è il recente suicidio di Tiziana Cantone.  Purtroppo siamo ancora molto indietro nell’accettare il pieno potere e la specificità del femminile, e non parlo di una visione sessantottina femminista, ma di una reale difficoltà dell’uomo moderno di interfacciarsi alla pari con le donne, senza inglobarle in modalità maschili né schiacciarle. Il sesso e l’immaginario erotico ovviamente riflettono lo stato della società.

Secondo te quanto è attuale D’Annunzio?  E, in un momento storico in cui la Presidentessa della Camera ci vuole tutti femministi, da questo “D’Annunzio segreto” che tipo di figura esce?

Credo che D’annunzio sia tanto più attuale in quanto rivela come in meno di cento anni la società si sia trasformata. La cura maniacale nel ricercare la bellezza che racconta D’Annunzio si scontra con le nostre vite fatte di un consumismo compulsivo a basso costo, il sesso su Tinder, le case Ikea, il cibo da Mc Donald sono agli estremi opposti della vita che raccontiamo sul palco. Secondo me è proprio questa distanza a farci ricordare che si può agire in modo diverso, che forse potremmo tornare a dare un po’ più di importanza alla qualità delle cose e dei rapporti, traendo “piacere” dalla cura e non dall’esaurimento delle risorse senza criterio.

In un’ucronica Reggenza del Carnaro, chi sarebbe Giorgia Sinicorni?

Un’anarchica.