“Quando mi presentai nuda alla Biennale”

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Il nome di Vittoria Risi quasi sicuramente sarà associato dalla maggior parte degli italiani al cinema hard. Infatti Vittoria è una famosa pornostar, con alle spalle moltissimi film dal 2008 ad oggi.
Bella, bionda, passionale, un fisico mozzafiato (90 60 90); dati e caratteristiche che l’hanno resa un’icona del porno. Ha partecipato anche ad alcune trasmissioni televisive come Artù, Ciao Darwin e Stracult. Nel 2010 interpreta il ruolo di Moana nel film hard “I segreti di Moana” di Riccardo Schicchi, diventando così sempre più conosciuta ed apprezzata.

Se le chiedete le motivazioni che l’hanno spinta ad entrare nel mondo del cinema porno, Vittoria risponde: “leggevo già fumetti erotici (Manara, Saudelli i miei preferiti) guardavo film porno…è stato realizzare concretamente un’immagine di me, essere come quelle donne che mi eccitavano, tremendamente femminili e cosi forti sessualmente”.
Ama essere desiderio di e per un uomo, rappresenta la quintessenza della donna “desiderata”. Qualsiasi uomo, infatti, guardando i suoi film non riesce a non desiderarla: Amo l’esibizionismo e il fatto che molte persone guardandomi in quel momento mi possano desiderare. È un aspetto che amo. E che mi eccita”.

Ma questa bellezza tutta italiana non è divenuta celebre soltanto per le sue forme ed il suo lavoro, che indubbiamente hanno contribuito a renderla tale. Vittoria possiede altre doti, ama esprimere i propri sentimenti e sensazioni sotto un’altra forma: la pittura, grazie a cui, appunto, è diventata ancor più conosciuta. È un fatto più unico che raro intervistare una famosa pornostar che è anche pittrice, ed è ancor più unico e decisamente Off sentirla parlare del grande pittore W. Turner che è statoIl mio punto di riferimento principale per la formazione del mio stile pittorico ed anche una sorta di malinconia sensuale presente nella letteratura di Proust, Baudelaire, nella musica di Debussy , di Satie. Le “rimembranze” per me sono fondamentali. E le sue opere infatti sono “rimembranze” di ciò che vedo continuamente e che rimane indelebile nella mia mente…paesaggio lagunare, lento, statico, mosso solo da atmosfere nebbiose o luci che si riflettono sull’acqua”.

Sembra di vedere Venezia come fonte d’ispirazione per i lavori di Vittoria.
Venezia è il mio luogo del cuore, tutte le emozioni che provo girano attorno a quel modo di vivere, di conseguenza lo trasmetto tramite il materiale che uso…terre minerali molto diluite, usate a velature in maniera “languida” come mi sento molto spesso…ma pronta sempre a partire per viaggi lontani

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 La sua mostra personale a Palazzo Cà Vendramin (sede del Casinò di Venezia) è stata molto apprezzata:E’ stata essenzialmente centrata sul tema proustiano del “tempo perduto”…ero emozionata e felice che i miei lavori fossero piaciuti e capiti. Erano presenti le persone della cultura veneziana ,quelle che mi hanno sempre protetta ed hanno fatto sì che esponessi: Gianni e Ludovico De Luigi,a me molto cari”.

Nello stesso anno (2011), alla Biennale di Venezia ha posato nuda nell’installazione di Gaetano Pesce, opera facente parte del “Padiglione Italia” curato da Vittorio Sgarbi:Abbiamo fatto una sorpresa all’inaugurazione del Padiglione Italia, esperienza stupenda e divertente soprattutto vedere i retroscena dell’organizzazione di tutto ciò…Gaetano Pesce è veneziano doc , non si può non ridere lavorando con lui; pensa che dopo anni di carriera internazionale, lui vive e lavora a New York, quando torna a Venezia e si trova tra veneziani parla il dialetto facendo il comico. Persona ed artista speciale”.

A proposito di Vittorio Sgarbi, è stata molto “chiacchierata” la loro relazione. L’amore per l’arte avrà certamente contribuito a far scattare in loro una forte alchimia: “Io e Vittorio ci siamo conosciuti a Venezia, presentati dal mio maestro di recitazione Gianni De Luigi (tra l’altro fratello di un altro mio maestro, il noto artista veneziano Ludovico De Luigi). Da subito, da persona intelligente quale è, penso abbia visto in me, oltre che una rappresentazione della trasgressione, un’ amica particolare, tanto che ancora oggi, ogni tanto racconta pubblicamente i nostri aneddoti divertentissimi successi assieme a lui”.
Vittoria Risi è il ritratto (per restare in tema di pittura) di un’artista a tutto tondo, che vive e lavora con anima e corpo. Qualcuno potrà non approvare tale definizione, ma vedere le sue opere e sentirla discorrere di concezione proustiana del tempo perduto e di malinconia sensuale baudelairiana fanno pensare ad una donna eccezionale dotata di un’estrema sensibilità, intelligenza e cultura.
Stiamo parlando di una pornostar e di una pittrice diplomata all’Istituto d’Arte e laureata all’Accademia di Belle Arti. Sembrano due persone diverse? Invece è sempre l’eclettica Vittoria Risi, che è tutte e due le cose insieme. Se vi capita di vedere un suo film hard o qualche sua foto osé, riflettete su tutto ciò e senz’altro penserete: che donna spettacolare! In tutti i sensi.

E Vittoria come definisce se stessa?:Solare, eclettica, ho anche una vena malinconica per quanto io possa risultare solare…anzi i lavori in miglior modo compiuti mi risultano essere quelli prodotti in particolari momenti di malinconia”.

Già, la malinconia. Anche questa caratteristica rende Vittoria unica nel suo genere: una donna che prova piacere nel suo lavoro e nello stesso tempo, internamente, un’anima dolce, malinconica, vera. Come le sue opere, che rispecchiano la sua malinconia. Insomma, un’artista romantica che riflette le proprie sensazioni ed emozioni nel paesaggio naturale, luogo prediletto di sfogo emotivo, dove si manifesta liberamente.

Non deve essere semplice per un uomo, un eventuale fidanzato stare accanto a lei, vero?:No , non lo è…l’uomo se si innamora, tende a voler farti lasciar perdere la carriera di esposizione del corpo”.
Cosa desidera per il futuro Vittoria Risi? Si immagina sposata con figli?
Perché no? I bambini mettono allegria e ti fanno tornare come loro…nella vita di un artista c’è bisogno di gioco e follia”.

Signore e signori: Vittoria Risi. Decisamente Off.

1 commento

  1. diciamo che più che l’arte predilige il frutto dell’amoor in tutti i modi in tutti i luoghi in tutte le dimensioni e in tutti i colori specialmente le banane al cioccoleto ahahah

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