Alfieri e Von Herrmann ai confini della verità, verso le fonti di Martin Heidegger

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(dal nostro inviato Dalmazio Frau)

AAEAAQAAAAAAAAJyAAAAJGJmMTY4NTIyLWQzNWMtNDgyOS04YWE2LTNkYWIxN2YyZWE4ZgAmbrose Bierce, nel suo Dizionario del Diavolo scrive: «Filosofia. Strada con molte diramazioni, che conduce dal nulla a nessun posto». Il convegno magistralmente organizzato da Francesco Alfieri (foto), professore di “Fenomenologia della Religione” nella Pontificia Universitas Lateranensis, in occasione della pubblicazione del saggio scritto da lui e dal Prof. Friedrich-Wilhelm von Herrmann, docente dell’Università di Friburgo, Martin Heidegger. La verità sui Quaderni neri (Morcelliana), tenutosi nella prestigiosa sede dell’aula Paolo VI dell’Ateneo vaticano mercoledi 25 gennaio, contraddice la caustica definizione del “diabolico” Bierce. Infatti sia la straordinaria lectio magistralis di von Herrmann, sia tutti gli altri interventi sul tema, hanno finalmente contribuito a sfatare numerosi luoghi comuni e preconcetti che da decenni gravano sulla figura del filosofo tedesco, accusato a torto anche di antisemitismo. Il saluto di Mons. Enrico dal Covolo, Rettore dell’Ateneo Lateranense, ha aperto i lavori sul “Ritorno alle fonti” di Heidegger, conferendo tra l’altro la medaglia d’onore dell’Università Lateranense proprio a von Herrmann, ultimo assistente privato del filosofo e da questi prescelto per essere curatore della sua opera omnia. Il Convegno, dotto ma non altezzoso, si rivela subito essere un’occasione imperdibile per tutti coloro che hanno caro il tema della ricerca della Verità come Principio Primo, per coloro che pensano da uomini liberi, non asserviti a quelle logiche di artefatto consenso alle ideologie.

Nel suo intervento, von Herrmann pone subito l’accento sul come oggi gli studiosi del Vaticano stiano ben attenti a proteggere la Filosofia da ingiusti ed ingiustificabili attacchi, visto che essa costituisce da sempre una parte essenziale – e da non disperdersi – propria della Tradizione occidentale. Con un lungo ma profondo excursus sull’opera di Martin Heidegger, von Herrmann ci illumina sul filosofo come pensatore9788837229283_0_0_1490_80 centrale del Novecento e sull’originalità della sua posizione sui temi della Vita e del Tempo dell’uomo, confrontandosi così con quell’esperienza storico-politica che periodicamente riemerge contro di lui, rinnovandogli l’accusa di essere stato fautore del nazionalsocialismo. Critiche veementi riacutizzatesi di recente proprio in seguito alla pubblicazione dei cosiddetti Quaderni neri e che hanno così riaperto l’annosa polemica anti Heidegger. Attacchi ai quali hanno risposto, in termini d’ineccepibile ricostruzione filologica dei testi e di contestualizzazione storica della filosofia heideggeriana, il docente di friburgo e quello pugliese, sull’evidente strumentalità delle polemiche suscitate dai detrattori, mediante il già nominato saggio, che, tra l’altro, si fregia dell’intervento illuminante del Prof. Leonardo Messinese e dell’appendice curata da Claudia Gualdana sull’esegesi dei molti contributi giornalistici usciti in tema.

Dall’opera dei due autori si evince in maniera inoppugnabile che, soltanto se si trattano questi “taccuini” filosofici, anche sotto il profilo linguistico, alla luce delle acquisizioni sin qui ottenute, è inevitabile rendersi conto di come sia stata artatamente posta in atto un’operazione fuorviante allo scopo di suscitare uno scandalo mediatico-politico.

Von Herrmann e Alfieri dimostrano che Heidegger sia certamente ascrivibile a quella pletora di pensatori che si schiera contro la modernità, ma non sia certo un antisemita, dopo essersi soffermati sui punti di maggior spessore teorico, senza mai dimenticare le critiche che lo stesso filosofo porta al LOCANDINA (10)razzismo biologico di matrice nazionalsocialista e quindi ben lungi dall’avvallare una simpatia verso una presunta “filosofia” dell’hitlerismo; cosa del resto difficile in un uomo di “pensiero mistico” come Heidegger formatosi su una figura come Meister Eckhart.  

Il convegno si snoda come in una danza, in una pavana di molti interventi latori di suggestioni profonde tra le quali ricordiamo quelle derivate dagli approfondimenti e ampliamenti sul tema della filosofia di Martin Heidegger, in campo metafisico con un raffronto con il pensiero di Kant, e quelle che riscoprono le fonti cristiane e agostiniane che esso cela nei suoi scritti, a opera del Prof. Costantino Esposito, ma anche sul fortuito incontro del filosofo tedesco con il poeta francese René Char sagacemente dipinto da Francois Fédier, per necessitarci a concludere con le parole a commento del canto d’amore d’un minnesanger – certo ben noto sia a von Herrmann sia ad Heidegger – che è Walther von der Vogelweide, nel suo under der linden: «così è la nostra vita e il mondo, come vento e nube fugge via”, ma grazie al pensiero di Martin Heidegger riusciamo a goderne appieno anche nella sua fugacità.

Ecco il prof. Alfieri in un’intervista rilasciata all’associazione ASIA, in occasione della Quinta Giornata Heideggeriana tenutasi il 4 febbraio 2017

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