Così Norcia ritorna a vivere

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Dopo il sisma, il piccolo uomo colonizza ancora la propria terra, riscoprendone un nuovo legame, un nuovo attaccamento, senza distrazioni, come fosse l’origine, la nuova origine. Norcia, cronaca del ritorno alla vita. Nella città umbra, distrutta dal sisma dello scorso agosto, a cui è arrivato il colpo di grazia con la terribile 6.5 di ottobre, si respira l’aria intensa di un nuovo presente. Poco alla volta, la città e la sua gente si rialza sulle proprie gambe; ieri, primo giorno del nuovo anno – un 2017 di solidarietà, in cui il nostro editore, nonché direttore del Teatro Civico di Norcia, Edoardo Sylos Labini, è al lavoro per organizzare un’importante evento nel 2017 con artisti di fama nazionale per aiutare la città a slanciarsi verso il futuro – hanno riaperto le prime attività e il primo ristorante, che ha segnato il tutto esaurito. Il primo gennaio di Norcia è stato sulla via del Ritorno. Frotte di turisti hanno ripreso ad entrare in città approfittando dell’immediatezza del Capodanno, facendo shopping tra le poche attività aperte, visitando con rispetto la cittadina, attirati, al contempo, dalla solidarietà e dall’evento mediatico. Questo può servire, oltre l’indotta e normale spettacolarizzazione, a non spegnere l’attenzione su una città che deve rinascere e deve farcela con le proprie forze.

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Il clima, a Norcia, torna lentamente ad essere disteso, mentre tutt’intorno a piazza S.Benedetto, sono legno, ferro e squadre dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile al lavoro. Piccole formiche operose, con cui scambiare una battuta, per tornare a coltivare la più semplice voglia di vita, con cui alimentare lo spirito di un sorriso. Le scuole riprendono il loro lavoro, sistemate all’interno di container, e i nursini, ormai al sicuro, godono di un lento ritorno alla normalità.
La chiese sono cadute, il teatro è ancora in piedi, e la giunta lavora senza sosta, esattamente come prima di quegli attimi disgraziati e spietati che hanno cancellato la preziosa routine di una comunità.
Proprio di fronte alla facciata della Basilica di San Benedetto, simbolo degli eterni valori d’Europa, radice dell’identità e della coscienza più profonda dell’occidente, emblema della resistenza di una visione, abbiamo intervistato il sindaco Nicola Alemanno, chiamato a gestire l’emergenza dal punto di vista umano ed economico. Anche lui, malgrado tutto, sottoposto a questa versione d’Italia, paradossale e, talvolta, incomprensibile. Un uomo che, per il suo incarico di sindaco percepisce soltanto 830 euro mensili, ma che, in questi mesi, sta gestendo milioni di Euro necessari per la ricostruzione.  Il costante morbo dell’immeritocrazia all’italiana: chi dà la vita per la propria missione, non viene ripagato come dovrebbe, mentre “altri” percepiscono cifre esorbitanti per premere un bottone nei luoghi del potere. Sarà proprio Nicola Alemanno a firmare il nostro editoriale nell’edizione di OFF in edicola sabato 7 gennaio.

1 commento

  1. […] Dopo il sisma, il piccolo uomo colonizza ancora la propria terra, riscoprendone un nuovo legame, un nuovo attaccamento, senza distrazioni, come fosse l’origine, la nuova origine. Norcia, cronaca del ritorno alla vita. Nella città umbra, distrutta dal sisma dello scorso agosto, a cui è arrivato il colpo di grazia con la terribile 6.5 di ottobre, …  […]

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