Il Monte del fu Banco Ambrosiano

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Circa 1200 miliardi di lire del 1981 corrispondono, a ca. 3.750 miliardi odierni, poco più di 1,9 miliardi di euro. Neanche 2 miliardi.

Una somma debitoria poco notevole per ile banche dopo quanto visto dal 2008; eppure segnò un’epoca. Attorno a questi 2 miliardi si cercarono irregolarità all’inverosimile; si consumarono falsi sequestri, omicidi terroristici, macabri suicidi-omicidi di giudici e finanzieri; si distrusse la credibilità di di Bankitalia e Vaticano; dei boiardi di Stato e dei politici, avviando l’infinita coriandolata di tangenti e processi.

I 2 miliardi furono la madre della narrazione horror, uscita dalla letteratura d’inchiesta per farsi realtà, intrecciante dovunque finanza, mafia di due continenti e partitica triangolandole nello schema fantasmastico della minaccia del club P2, dalle fantasmagoriche forme, anacronismo che tutto vi ricomprendeva e che in un continuum loop si vuole sempre che tutto ricomprendi.  

Dalla liquidazione di quei 2 miliardi, nuovi eroi e giustizieri si presero finanza e media ed infine i resti di Bankitalia e della politica poi sciogliendoli, prima di poterli perdere, nei megapoteri europei ed internazionali. Alcuni poi se se sono proprio andati, mollando l’osso dopo fusion internazionali di altro livello.

Tutt’oggi i più dei giustizieri del tempo, i loro accoliti, i figli, le nipotine sono rimasti in salacomando, dall’amministrazione alla fiction. Magari  per riproporre nei serial le stories imposte e applicate alla realtà, le stories tipo Banco Ambrosiano.

Nel giro di un anno, il Monte dei Paschi di Siena è stato salvato per la terza volta. L’ultimo aiuto pubblico, di quasi 7 miliardi permetterà all’istituto di aumentare il capitale fino ai quasi 9. Seguiranno aiuti per far tornare a casa gli 8 miliardi di conti correnti precipitosamente chiusi dai clienti.

Eppure attorno alla decina e più di miliardi finora disponibili non è corso alcun corifeo horror urlante su irregolarità e tangenti, su intrecci tra finanza, politica e mafia; non è stata distrutta alcuna credibilità, né allestiti schemi precondannanti e processi show. Anche l’unico suicidio sospetto è rimasto lettera morta di un corpo defunto nello storico cortiletto quasi solo per caso.

L’unico link che unisce il disastro epocale del Banco Ambrosiano che fu  crisi di un paese e divisione netta tra vincitori e vinti all’attuale di Mps è proprio il precedente tentativo del secondo di comprare i resti del primo. Acquisto effettuato al costo esorbitante di 13 miliardi che ora piano piano i contribuenti stanno restituendo alla banca dei vincitori.

Pur in mancanza di atti processuali e massmediatici, logica e storia dispiegano i fatti. Mps è stato il fulcro finanziario per terre monopartitiche gestite da quasi un secolo proprio da parte dei giustizieri che nel resto del paese accusarono tutti e tutto di malversazioni. 

Non sia mai che adottino a sé il metro adoperato dagli altri. Né che i media a loro addomesticati ricordino che i dannati erano in rosso di nemmeno 2 miliardi mentre gli angeli ne stanno facendo pagare a tutti 5, 6, 7 volte di più.