Ritratto di Rol, mistico pittore del paranormale

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2-5Sono in molti a conoscere il Maestro Spirituale Gustavo Adolfo Rol (Torino, 20 giugno 1903 – ibidem, 22 settembre 1994) per le prodigiose doti da lui in possesso, che gli hanno permesso, oltre che meravigliare i suoi ospiti con stupefacenti esperimenti, di aiutare persone nelle malattie del corpo e dell’anima, tutto questo fatto senza mai chiedere un soldo, perché egli operava nel nome di Dio.

È forse meno conosciuto il Rol pittore, attività artistica alla quale si dedicò con cura. Si tratta in particolar modo di paesaggi dall’atmosfera melanconica, dove, se la figura umana appare, non lo fa mai da protagonista, ma inserita in queste ambientazioni naturali, eccezionali per il realismo e il misticismo che esprimono allo stesso tempo. Vediamo alberi, cieli, monti che sembrano veramente parlarci attraverso la loro essenza profonda, perché Rol è riuscito a permettere loro di trasmettere la propria spiritualità – l’autore era convinto della presenza di uno “spirito intelligente” che esiste in ogni cosa del mondo, anche dopo la morte materiale. È l’atmosfera spesso cupa quella che regna e che pare in continuo divenire, tramite colori che allo stesso tempo fanno e sfanno e che infondono grande mobilità e dinamicità.

Queste tele abbandonano la precisione geometrica lasciando spazio al Caos della Natura, che non può essere governata da leggi umane. Ogni elemento sembra veramente vivere di propria sostanza e di propria storia, ogni singola sezione appare essere slegata da quella vicina, visto che sono tante e differenti vite che vengono poste vicine tra loro. Un albero può essere giovane, chiomato e slanciato verso l’alto, un altro può essere vecchio, pieno di rami secchi e senza neanche una foglia; un sasso può essere grande e robusto, 3-5un altro piccolo e fragile; un bastone di una staccionata può essere ben saldo, un altro cadente; l’ombra può regnare da una parte, ma non è detto che debba regnare da un’altra, dove sprizza la luce. Accanto ai paesaggi, troviamo anche le sue nature morte, con mazzi di rose posti all’interno di vasi trasparenti ed inserite in uno sfondo sbiadito, nostalgico, decadente. Anche in questo caso ogni rosa ha una sua storia, una propria materialità trasformata dalle vicissitudini della vita: l’una cade, l’altra se ne sta bella, eretta nel suo splendore e sono tutte delineate con tinte diverse.

Ma con quale tecnica Rol dipinse i suoi soggetti? Esistono resoconti di esperimenti dove egli ha dimostrato di poter operare senza toccare i pennelli, come se il quadro si dipingesse da solo tramite il pensiero e lo spirito dell’autore e i colori da lui scelti; sarà per questo che tali opere si manifestano intrise di una bellezza extraumana.