Dalcò, un nudo dice più di uno sguardo…

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Certo a molti verrà difficile parlare di “fatica”. Ma vi posso assicurare che ritrarre dei soggetti straordinariamente sexy, in pose ammiccanti e per giunta senza nulla addosso, è davvero una fatica immane!

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L’istinto primordiale suggerirebbe di prendere parte all’azione, ma l’ars fotografica impone esattamente il contrario. E obbliga a restare in un limbo di tensione e carica erotica che distrugge il corpo e canalizza tutta l’energia nelle immagini. Corrado Dalcò lo sa bene, proprio perché lo testa ogni volta sulla sua pelle. Per questa ragione tutti i suoi scatti possiedono quella forza magnetica che seduce l’occhio dell’osservatore, lo eccita e lo nutre senza risparmiarsi.

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Nasce a Parma e terminati gli studi in Graphic Design scopre quel mondo così strano e fottutamente accattivante della fotografia. Berlino, Barcellona e poi Londra, lavora per Levi’s, Coca Cola, Nose, Sisley e altri ancora. Dalcò insomma è un fotografo affermato, ma oltre agli scatti tradizionali coltiva anche la fotografia erotica.

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Last Dance. Questa serie di scatti rappresenta alla perfezione quello che lui fa, «l’intimità, l’empatia col soggetto. Interagisco, non osservo.»

Nelle foto le modelle si abbandonano completamente allo sguardo di Corrado, che in quel momento diventa anche il nostro. Le sue muse si divertono, posano, si abbandonano, in un gioco del corpo di cui, in fondo, solo loro conoscono i segreti. E si offrono a noi come Carne cruda (non a caso titolo del suo libro fotografico,  edito da Aalphabet), da goderne a piene mani. Con l’illusione, forse, che questo boccone di peccato possa saziarci a lungo.