Uomini e animali? Nello stesso paradiso soprannaturale

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3-3In pittura, contrariamente a quello che alcuni potrebbero pensare, il figurativo non è assolutamente morto, ma, anzi, ci sono artisti contemporanei che negli ultimi anni vi ci sono avvicinati, trovando in esso il proprio metodo d’espressione. Uno di questi è Davide Puma, sanremese di nascita, al quale negli ultimi dieci anni sono state organizzate mostre personali in Italia, Svizzera e Giappone. L’artista, che in passato ha preso parte anche alla Biennale di Venezia, ha partecipato inoltre a fiere d’arte in Europa e negli Stati Uniti e dal 2013 i suoi lavori sono inseriti della collezione permanente del MACS (Museo dell’Arte Contemporanea di Sicilia).

Accanto ai soggetti di natura umana, sono cari al pittore anche quelli animali. Nei suoi dipinti, spesso di grandi dimensioni – che allo stesso tempo rappresentano la classicità della figura accompagnata da un uso del colore originale dato per velature successive e che rende lo sfondo e i protagonisti di una luminosità astratta e mistica –  troviamo cavalli, mucche, pesci, uccelli, che attraverso la tecnica dell’artista si caricano di una straordinaria dimensione di leggerezza, che li estranea dalla realtà per portarli verso universi soprannaturali e immaginifici.

1-2In questo senso i soggetti sembrano a volte addirittura danzare e sono inseriti all’interno di un’atmosfera bucolica, paradisiaca, celestiale, che li porta al di fuori dei conflitti della realtà, catapultandoli in un mondo in cui finalmente essi possono stare lontani dalla dimensione umana, dove spesso e volentieri vengono sfruttati e maltrattati. Gli animali di Davide Puma sembrano così discostarsi dalla loro origine selvaggia, per spostarsi verso una angelica che li conduce verso mondi superiori. Delle volte la figura umana e quella bestiale si fondono dando luogo a centauri, che non hanno niente dell’indole guerriera e brutale per i quali li conosciamo mitologicamente, perché anche in questo caso le loro pose sono liete, serene, trasportate in un ambiente luminoso che ci parla di tutto tranne che di negatività.2-2 L’artista trova così un metodo per unire insieme in modo completamente armonico la natura umana e quella animale, perché le due possano convivere pacificamente, lontane dai conflitti in cui vivono nella realtà. Questo può anche essere visto come una metafora dell’uomo che deve essere capace di trovare la bestia che è in sé e di riuscire a conviverci, dialogarci, accettandola in quanto suo istinto primordiale, permettendole di entrare in connubio e non in dissenso con la razionalità, proprio perché non si deve cercare di scacciare o di sconfiggere ciò che inesorabilmente fa parte di noi dalla nascita – per dirla con Giorgio Caproni: “Fermi! Tanto/non farete mai centro./ La Bestia che cercate voi, voi ci siete dentro.” (“Saggia Apostrofe a tutti i caccianti”). E spesso l’uomo è veramente un cacciante e anche un cacciatore, ma Davide Puma ha costruito per questi animali un recinto dorato, grazie al quale essi divengono inattaccabili.