Alessandro Sallusti: “Un giorno Renzi mi telefonò insultandomi”

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1448127868375-jpg-alessandro_sallustiIl direttore de il Giornale si è “sbottonato”, svelando i lati più intimi della sua vita. L’ostinato difensore di un pensiero “altro”, controcorrente e contro le mode imperanti, notoriamente impassibile, si racconta. 

Gli esordi, ovvero: un direttore già da bambino. «Il primo giornale penso di averlo disegnato per le vie di Como, a 9 o 10 anni. Faccio il mestiere che ho sempre sognato di fare, più per fortuna che per merito, questo è davvero un dono di Dio. Ero un bambino inquieto e insoddisfatto. Per questo ho preso tante di quelle botte da mio padre…».

Il passato ingombrante. «Mio nonno è stato un ufficiale dell’esercito, passato alla Repubblica Sociale, poi fucilato. Questa storia ha sempre gravato sulla mia famiglia, come un peso insormontabile».

Il Battaglione San Marco: il militare necessario. «Non sono mai stato uno studente modello. Ho fatto l’Istituto tecnico e in anni in cui tutti erano ammessi agli Esami di Stato, mi fermarono. Una vergogna. Immediatamente mi diressi allo sportello del distretto militare. Mi dissero che se firmavo come volontario per il Battaglione San Marco avrei potuto partire dopo due settimane. Firmai. Il militare ha cambiato la mia vita in modo determinante, per questo penso che sia necessario ripristinare la leva obbligatoria. E quando penso ai nostri marò, beh, penso che questo Paese ha ormai perso il senso dell’onore».

Con Don Giussani sulla spider rossa. Considerazioni sulla fede. «Ho cominciato all’Ordine, che era il giornale più scalcagnato di Como, legato alla Curia, che dopo poco, in effetti, chiuse. Fui dirottato a Il Sabato, dove ero noto più che altro perché andavo in redazione con la spider rossa. Così un giorno Don Giussani viene a far visita alla nostra redazione e mi pretende. “Mi porti a fare un giro sulla tua spider rossa?”. Certo, dico io. In macchina, però, per vincere il mio imbarazzo, dico a Giussani che non sono di Comunione e Liberazione. Lui scoppia a ridere, “ma cosa vuoi che mi importi, io non so neanche se credo in Dio!”. Giussani era davvero un uomo straordinario. Mi ritengo un cattolico. Ma non sono un uomo baciato dalla vera fede».

Ersilio Tonini e l’esistenza di Dio. «Quando diventai caporedattore di Avvenire fui convocato a Ravenna dall’allora presidente del giornale, il Cardinale Ersilio Tonini. Di fronte a una minestrina – è sempre stato secco, magrissimo – mi disse, “il suo è un compito difficile perché dovrà mediare tra centinaia di Vescovi che la pensano diversamente su tutto. Anche sull’esistenza di Dio”».

1987: gli anni con Indro Montanelli. «Il Giornale non era un quotidiano, era un salotto. Assistere alle riunioni di redazione, con Montanelli a fare da regista sornione, era come andare al cinema gratis. Ricordo che un giorno il direttore, verso mezzanotte, passò da noi giovani, che parlavamo di donne. Scoccò la battuta folgorante: “non è che a me non mi tira più, è che non so più quando mi tira!”».

1994: il grande scoop. «Quando ero al Corriere della Sera pubblicai la notizia del premier Berlusconi indagato. Era la prima volta che veniva indagato un Presidente del Consiglio, giornalisticamente era uno scoop. All’epoca il direttore era Paolo Mieli. Il giorno dopo successe il finimondo, con perquisizioni della polizia e interrogatori. Nascosi le carte e i nastri che denunciavano l’indagine nella borsa di mia moglie. Poco dopo si aprì il caso di Primo Greganti, tesoriere della sinistra, e Mieli fu costretto a scusarsi in diretta Rai. La differenza di trattamento tra il caso Berlusconi e il caso Greganti mi fece capire che per me era ora di lasciare il Corriere: non sopportavo più il clima opprimente, il fiancheggiamento delle procure. Volevo la mia libertà».

“Libero” nasce davanti alla salamella. «Conobbi Vittorio Feltri quando ero direttore de La Provincia. Dopo un incontro pubblico, ci offrirono delle salamelle. Lì mi disse, su due piedi, “vieni con me a fondare un giornale?”. Accettai. Cominciò allora una avventura editoriale entusiasmante. Il concetto giornalistico di Feltri? Eccolo: quando scrivi di una persona dì che è uno stronzo, quando parli di un Paese dì che è un Paese di merda».

100mila copie per una Maserati. «All’inizio non avevamo un soldo. Ci fu anche un imprenditore riminese, Stefano Patacconi, che mise un po’ di soldi dentro Libero, ma poi si suicidò. Ci aiutarono gli Angelucci, ma il giornale viaggiava intorno alle 20mila copie. Un giorno, un po’ abbattuto, Feltri mi getta un depliant che presentava la nuova Maserati. Nacque una sfida. Se fossimo arrivati a 100mila copie mi avrebbe regalato una Maserati. Le superammo. Ma la Maserati durò poco: l’ho venduta perché consumava troppo e perché era ridicolo girare in Maserati».

Berlusconi e Renzi: differenze al telefono. «Ho girato per 12 giornali e svariati editori, beh, nessuno è più liberale di Silvio Berlusconi e di suo fratello Paolo. Il difetto di Berlusconi è che è troppo buono e rispettoso degli avversari, altrimenti sarebbe ancora Presidente del Consiglio. Telefona quando hai un problema, è di una solidarietà infinita. Al contrario, Matteo Renzi telefona quando è arrabbiato. Un giorno mi ha telefonato incazzato nero, insultandomi. Diciamo che sono modi diversi di fare politica».

1 dicembre 2012: l’arresto e la vergogna. «Una vicenda pazzesca, che la dice lunga su questo Paese. La Digos fece irruzione durante una riunione del Giornale, interrompendola, per procedere all’arresto per diffamazione e omesso soccorso. In realtà, mi aspettavano all’uscita del Giornale, perciò dormii tre giorni in redazione, scoprendo, tra l’altro, il pied a terre di Montanelli… Così, furono costretti a irrompere. Mi scortarono per portarmi a casa. Pretesi il carcere. Uscii con i poliziotti, che mi portarono in Questura con l’accusa di evasione. Intervenne perfino il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per commutare la pena da detentiva in pecuniaria. Mentre mi riportarono a casa mi telefonò Berlusconi: “senti Alessandro, abbiamo capito la tua posizione, ma se evadi ancora ti faccio fare il giro del quartiere a calci nel sedere”». 

Juventino represso. «Sono della Juventus, lo ammetto. Un giorno, un po’ per sfida, andai a San Siro con Berlusconi. Milan-Juventus. Dopo cinque minuti segna il Milan. Tutti esultano, io mi esprimo con un tiepido applauso. Le televisioni Sky mi riprendono. Poco dopo sono beccato da un sms di mio figlio, “Infame”».

Amo Daniela (mica la Santanché). «Amo Daniela e stimo la Santanché, che non amo. Stare con Daniela è semplice, stare con Santanché è molto complicato».

Un po’ di cronaca: Grecia. «Sono tra quelli che hanno sperato per il “No” al referendum. Giusto per vedere la Merkel in difficoltà. Ma adesso mi pare che Tsipras abbia già calato le braghe».

Caso Berlusconi. «Berlusconi è un uomo di genio. Non è mica caduto per le “Olgettine”, come vogliono farci credere, ma perché non voleva allinearsi a Francia e Germania».

Isis. «A forza di non essere noi stessi, siamo noi che abbiamo issato le bandiere dell’Isis. Sono per le radici cristiane nella Costituzione europea e per i Crocefissi nelle scuole».

Gay. «Uno Stato non deve tutelare l’amore: altrimenti perché non posso sposarmi con due donne o con il mio cane? Compito di uno Stato è tutelare l’unione che produce nuovi cittadini, i figli. Per il resto, è giusto che ogni persona si ami come desidera. Quando mia nipote mi confessò di essere lesbica le risposi: “abbiamo qualcosa in comune, ci piace la stessa cosa!”».

30 Commenti

  1. Sallusti? Pecunia non olet, ognuno campa come può…La Daniela idem, il mondo li fa poi li accoppia ! Quanto a parlare mi sembra Marino Bartoletti, sanno fare solo quello !

  2. La figura umana e professionale di Sallusti è la miglior conferma al detto “molti nemici molto onore”. Se penso a tanti pennivendoli sinis-viscidi che tutte le mattine fanno il bagno nella vasca piena di vaselina, per meglio scivolare sulle realtà sgradite da tacere o da occultare in paragrafetti para*uli grandi quanto un francobollo (della serie “non possono dire che non l’abbiamo pubblicato”)…

    • Gino, ma ritirati te…e gia’ che ci sei vai a rompere i maroni sulla Repubblica invece che stare qui, pirla sinistrata.

  3. Sallusti , ti stimiamo in tanti. Non curarti di certi commenti fatti da parsonaggi con cui non e` possibile dialogare, sembrano fatti con lo stampino. Quando fara` comodo alla sinistra per farsi benvolere dai musulmani approveremo anche il matrimonio con due o piu` donne.

  4. Invece che sposarsi con 2 donne o con un cane, consideri l’idea di sposarsi con un cervello…va bene anche uno qualunque sempre meglio di niente….

  5. Al miglior impiegato del malvivente (inventore del metodo Boffa) i miei migliori augure per continuare a scrivere stronzate.
    Se no come faremmo noi a capire cos’è la destra ?
    Borfra

    • Ma perché BRUTTE PERSONE come Lei non vanno a vivere a cuba, così la smettete di rompere i coglioni alla brava gente ed a distruggere il nostro paese. Sono stato molto educato se mi dice dove abita glielo ripeto di persona.

      • perché secondo lei sallusti farebbe parte della categoria della “brava gente”? Occhio che il troppo bere fa male…

    • Borfra, invece per quanto riguarda i sinistrati zecche , basta vedere le ca@@ate che scrive lei e le palle che inventa frottolo da Rignano. Au revoir domani piattole.

  6. Anafesticamente parlando,all’uopo di cotanta speme,e elucubrando epistole lungi da me considerar,oserei assumere posizione prona sul tavolo mentre arzigogolando cosiddetto manico ,trastulland lo con il velipendolo della lingua e inserendolo dentro il mio orifizio posteriore,gemendo e estasiando prolissi gemiti infiniti!!!!!

  7. Quando ci si sente senza argomenti per rispondere, si lascia la sedia e si comincia ad insultare, QUESTA È MALEDUCAZIONE!!! LE ALTE CARICHE DELLO STATO, DOVREBBERO ESSERE PIÙ DIPLOMATICHE!!! MA CON TUTTI I GRANDI, ILLUMINATI “ROSSI”, CHE ABBIAMO ALLE UNIVERSITÀ E NEGLI ATENEI, DANNO SOLAMENTE INSEGNAMENTI PE LE BRIGARE ROSSE, PER I NO TAV E PER I MILITANTI DELLE COOP.ROSSE, insomma, un vespaio di delinquenza. E QUEI POCHI CHE SI DANNO PER ONESTI, “””SONO OBBLIGATI AD ESPATRIARE “””!!!

  8. Ce ne voluto per dare la sveglia al centro-destra. Non è mia intenzione essere polemico ma il Governo Berlusconi cosa fece per la cultura italiana, un campo lasciato completamente in mano all’opposizione? Non ci sono scuse, silenzio colpevole a mio giudizio. Buona cosa che ora Sallusti apra queste serate culturali a Riccione ma è impossibile non avvertire il ritardo.

  9. CARO SALLUSTI…HO SEMPRE AVUTO UNA GRANDE STIMA PER LA SUA DEGNISSIMA PERSONA SUPRATTUTTO PER LA SUA PROFONDA UMANITA’ E PERCHE’ ANCHE SE MI METTESSI D’IMPEGNO NON RIUSCIREI MAI A ESSERE IN DISACCORDO CON IL SUO PENSIERO POLITICO E SOCIALE. NON SONO UN GIORNALISTA MA UN ONESTO LAVORATORE E PADRE DI FAMIGLIA. NON AVENDO I MEZZI NECESSARI MI RIVOLGO A LEI ” E’ POSSIBILE PROMUOVERE UN REFERENDUM POPOLARE PRO BERLUSCONI?
    DOMANDA: ” VOLETE RIAMMETTERE SILVIO BERLUSCONI NEL PARLAMENTO ITALIANO.”
    SUO FEDELISSIMO.

    • solo se promuoviamo anche un altro referendum: ” Chi vorrebbe Berlusconi in galera voti “SI”, chi non vorrebbe Berlusconi libero voti “NO”…e questo referendum lo facciamo prima di quello che propone lei…quorum = 1

      • solo perché lui va ancora con la gnocca e tu hai i calli alle mani per le pippe ….INVIDIOSO

  10. sono pochi i quotidiani italiani che hanno il coraggio di raccontare i fatti reali a prescindere dall’editore quindi grazie sallusti.

    • quindi questo “quotidiano” racconterebbe i fatti a prescindere dall’editore? Cioè l’house organ di berlusconi non difende berlusconi anche a fronte di torto marcio tanto che, se fossi in sallusti, mi sentirei a disagio?Ma di cosa ti fai? guarda che è troppo forte…

  11. Sallusti!!!Tranquillo!!!!Ti è andata bene!!!Pensa,invece,a come è andata a Berlusconi!!!!

  12. Sallusti un GIORNALISTA VERO non un giornalaio un uomo con le palle e io dico
    BRAVA DANIELA non farlo scappare hai c…….lo non perche’ non lo meriti ma perche’
    l’ hai saputo riconoscere , e Lui ha ricosciuto Te .

    • oh e io che credevo che l’umido e la plastica andassero riciclati saparatamente

  13. Caro Sallustri…purtroppo in Italia abbiamo gentaglia di sinistra che vogliono solo la ricchezza per loro, non per l’intero paese e…abbiamo pure un Papa che legge solo la Repubblica.

    • in italia abbiamo anche persone che non sanno leggere manco le scritte grosse…si chiama sallusti non sallustri…già è nosfigatu di suo, perché infierire?

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